News per Miccia corta

30 - 05 - 2007

``Cosí D'Amato mi propose di eliminare i Nap``

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 30 MAGGIO 2007, Pagina 27 – Cronaca)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Un po' piú di cinque anni dopo il 12 dicembre 1969 di piazza Fontana» Umberto D'Amato incontró Adriano Sofri e gli chiese di aiutarlo a eliminare «fisicamente» alcuni componenti dei Nap, nuclei armati proletari. Lo ha rivelato lo stesso Sofri sul Foglio di ieri, dopo che sabato scorso, sempre sul giornale diretto da Giuliano Ferrara, aveva per la prima volta svelato che «uno dei piú alti esponenti dello Stato venne a propormi un assassinio». Rivelazioni che avevano giá  suscitato una serie di reazioni, da Gerardo D'Ambrosio, allora titolare dell'inchiesta sulla morte di Pinelli, a ex componenti di Lc come Enrico Deaglio e Erri de Luca, e sulle quali alcuni parlamentari avevano ipotizzato di attivare il Copaco. Sofri ieri ha voluto chiarire l'episodio.

 

«Umberto D'Amato - scrive l'ex leader di Lc - era il piú noto e influente titolare dei servizi nel dopoguerra». «Non avendo io, né allora né mai, motivo per rifiutare di vedere qualcuno», aggiunge «consentii». Sofri sintetizza cosí la proposta che gli venne fatta: «Quel signore non mi propose di prendere parte a un omicidio, ma, seppure in un linguaggio da dopobarba, e senza avere il tempo di entrare nel dettaglio, un mazzetto di omicidi». D'Amato, che sperava nell'appoggio di Sofri (allora leader di Lc) sapendo dell'aperto dissenso con i membri dei Nap, provó a convincere il suo interlocutore spiegandogli «che era interesse comune toglierli di mezzo». Ma prima che D'Amato finisse di dettagliare la sua proposta, Sofri lo mise alla porta («e lui la prese senza batter ciglio»).

 

Carlo Mastelloni, oggi procuratore aggiunto di Venezia, in passato titolare di molte inchieste sul terrorismo, ha commentato: «Sofri non ha motivo di mentire, bisogna credergli, ha aggiunto un pezzo di veritá ».

 

Umberto D'Amato è morto dieci anni fa. Conclude Sofri sul Foglio: «Con lui se n'è andato un intero archivio: e anzi, siccome non ci stava tutto, sepolto lui furono lasciati alla rinfusa nella via Appia 150 mila fascicoli non catalogati...». 

 

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