News per Miccia corta

28 - 05 - 2007

Sofri: la mia veritá  la scriveró al momento giusto

(L'Unitá , 28 maggio 2007)

Oreste Pivetta


Il giorno dopo Adriano Sofri non dice nulla. Confida solo che qualcosa dir√°¬†, anzi scriver√°¬†. Al momento giusto. ¬ęPer iscritto¬Ľ, sottolinea, sveler√°¬† il suo segreto, la storia di un mandante di Stato che and√≥ a proporgli un delitto, ¬ęun assassinio da eseguire in combutta¬Ľ, come l'altro ieri raccontava in un articolo pubblicato dal Foglio di Giuliano Ferrara. Un articolo che si leggeva come durissima condanna del terrorismo.

Curiositá  sa di averne accesa tanta, Adriano Sofri, l'ex leader di Lotta continua che fu condannato per il delitto Calabresi. Curiositá  e perplessitá . Sa di aver riacceso una luce su quegli anni tremendi, dalla strage di piazza Fontana in poi, annunciando l'esistenza di un segreto senza tuttavia rivelarlo.

Un segreto oneroso: quello stato, come lo descrive Sofri, fazioso e pronto a umiliare e a violentare, lo stato dei servizi segreti deviati, che va a proporgli un assassinio da eseguire in combutta, ¬ęnoi e i suoi affari riservati¬Ľ. Perch√® annunciarlo proprio adesso questo segreto? Quanti hanno seguito Sofri in questi altri anni tremendi per lui vorrebbero sapere qualche cosa di pi√ļ. ¬ęLo scriver√≥ - risponde con la voce decisa - lo scriver√≥ quando lo riterr√≥ giusto¬Ľ.

Ci rimprovera di un errore: l'ufficiale dei carabinieri che stava nella stanza della questura di Milano con Giuseppe Pinelli non si chiamava Belgrano, come una svagatezza ci ha indotto a scrivere, ma Lograno, tenente dei carabinieri Savino Lograno, nato a Sinazzola in provincia di Bari il 16 gennaio 1940. Ma √® poca cosa rispetto a quelle quattro righe all'interno del lunghissimo articolo pubblicato dal Foglio di Giuliano Ferrara, con un spunto, il libro di Mario Calabresi, il figlio di Luigi Calabresi. Un articolo in cui Adriano Sofri rievoca con passione la storia da lui vissuta e, da un punto di vista personale, dolorosamente intimo, la vicenda italiana del terrorismo, per ammonire qualsiasi giovane a respingere ogni tentazione, Scrive Sofri: ¬ęHai un mondo da conquistare, ragazzo¬Ľ. Anche l'ex procuratore capo di Milano e ora senatore dell'Ulivo, Gerardo D'Ambrosio, che investig√≥ sulla morte di Giuseppe Pinelli, ha avuto modo su l'Unit√°¬† di rimarcare la forza di questa condanna del terrorismo. Ma anche D'Ambrosio, come altri, dall'amico e compagno di Lotta Continua Enrico Deaglio allo storico Nicola Tranfaglia, attendono che Adriano Sofri "chiarisca"¬Ě il suo segreto. Tranfaglia √® convinto che settori dello stato siano intervenuti in modo occulto per spingere verso la lotta armata parti dell'estrema sinistra. Deaglio fa un passo oltre: ¬ęLa cosa importante √® che Sofri allora non sia caduto nella trappola, rendendosi conto della natura cinica e feroce dell'accordo che gli veniva offerto¬Ľ. Lo scenario d'allora, secondo Sofri, sembra riproporsi oggi, con le identiche tentazioni. Al giovane "apprendista terrorista"¬Ě Sofri si rivolge dicendo: ¬ęHai l'acquolina in bocca a figurati il danno che puoi fare. Ributtare ciascuno nel proprio angolo, ciascuno coi propri morti... Appena arriver√°¬† un morto nuovo, il tuo, sar√°¬† tutto compromesso, giornata della memoria e lapidi e strade intitolate...¬Ľ. Una ripetizione, pensando all'uso politico del terrorismo una volta e soprattutto un ammonimento: a chi ricorda, e magari sa la verit√°¬†, a denunciare le responsabilit√°¬†. Perch√® altrimenti ¬ęnon avr√°¬† mai fine¬Ľ. Non avr√°¬† mai fine anche il "doppio stato"¬Ě che ha provato a corrompere Sofri? E che magari continua a progettare altri disastri? Per conoscere una verit√°¬† di Sofri dovremo attendere. Sceglier√°¬† lui il momento e sceglier√°¬† ancora il Foglio di Giuliano Ferrara. Repubblica ieri non ha neppure citato l'articolo di Adriano, suo collaboratore. Ha preferito la sua prefazione, molto bella, a un libro di fotografie, bellissime, di Enzo Sellerio.
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