News per Miccia corta

19 - 05 - 2007

TERRORISMO: SUI MURI DI ROMA TORNA VIOLENZA POLITICA. ALLE FIAMME LAPIDE A VERBANO

(ANSA) - ROMA, 19 MAG - La lapide di Valerio Verbano data alle fiamme la scorsa notte a Roma, proprio sotto la casa del giovane ucciso 27 anni fa dai Nar, arriva un mese dopo le scritte Br sulla nuova sede dell'Associazione dei Fratelli Mattei, i due figli del segretario missino della borgata Primavalle arsi vivi in un attentato incendiario.
Per quelle scritte, comparse a pochi giorni dall'inaugurazione della sede dell'associazione celebrata assieme da Veltroni e Alemanno, come oggi per l'oltraggio alla memoria di Verbano, fu generale lo sdegno, la preoccupazione per i segni di una violenza politica che si pensava ormai lontana e torna, invece, sui muri di Roma, oggi come negli anni '70.
Si insulta, ad esempio, il singolo consigliere municipale , come e' avvenuto recentemente in II municipio per Sante Moretti, dirigente politico del Prc. Anche in questo caso il riferimento e' a fatti lontani, viene accusato da Azione Giovani di essere responsabile di un omicidio degli anni '70, quello del giovane militante di destra Francesco Cecchin, per il quale in realta' non e' mai stato accusato.
Ma c'e' di tutto sulle oltre 300 mila mq di scritte che, secondo dati dell'Ufficio del decoro urbano del Comune di Roma, che ha istituito anche un numero per le segnalazioni dei cittadini, sono stati cancellati in tre anni e 50 mila mq solo nel 2006. Cosi', nell'ottobre scorso, sono comparse svastiche e scritte naziste in via Tasso, a due passi dal Museo della Liberazione, la famigerata prigione dei nazisti a Roma. 'Un segnale di grande inquietudine', secondo Massimo Rendina, presidente dell'Anpi di Roma, cosi' come le scritte antisemite e fasciste sui muri limitrofi ai licei romani Giulio Cesare e Buonarroti, che gli stessi studenti hanno aiutato a cancellare.
A colpi di manifesti si e' combattuta anche la 'battaglia' sulle foibe tra Azione Giovani e Rifondazione comunista accusata appunto di aver affisso in citta' manifesti negazionisti. E mentre all'Esquilino, il quartiere per eccellenza multi-etnico della capitale, sono comparse scritte contro il sindaco e la comunita' cinese, anonimi sono arrivati ad attaccare Filippo Raciti, l'ispettore capo della polizia ucciso durante i disordini allo stadio di Catania, come e' avvenuto, a febbraio, a Casal Bruciato. Ma i sintomi di una tensione sociale che a tratti riaffora si avvertono non solo sulle scritte sui muri. Rimandano a un clima di violenza e intimidazione gli attentati con esplosioni nella sede romana di Forza nuova, e all'emittente Radio Radio e particolare preoccupazione destano gli attentati alle sedi politiche dei partiti democratici, come e' avvenuto, il 10 gennaio scorso ad una sede del Pri 'un atto ignobile - l'ha definito il sindaco di Roma Veltroni- che offende tutta la citta''.
I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori