News per Miccia corta

18 - 05 - 2007

Calabresi, la politica ancora divisa

(la Repubblica, VENERDáŒ, 18 MAGGIO 2007, Pagina I – Milano)

 

 

 

 

 

 

 

Rifondazione porta i fiori alla lapide posata dagli anarchici per Pinelli 

 

 

ZITA DAZZI 

 

 

Nel giorno della memoria, mentre il capo dello Stato Napolitano presenzia all'inaugurazione di due cippi in ricordo del commissario Luigi Calabresi, ripartono le polemiche sulle lapidi a Pinelli. De Corato critica Rifondazione che ha deposto fiori sotto alla stele nella quale si dice che l'anarchico «fu ucciso» in Questura. La Russa ne chiede la rimozione. Il presidente della Provincia Penati, scoprendo una stele per Calabresi in via Corridoni, chiede scusa per il ritardo delle istituzioni alla vedova e dice di riconoscersi nel targa per Pinelli del Comune, quella dove si parla della «morte» di Pinelli. I Ds criticano il vicesindaco accusandolo di «fare propaganda», i Verdi propongono «un giardino per onorare tutti i morti di quegli anni» e Forza Italia auspica una «pacificazione, anche se Rifondazione ha fatto un gesto di cattivo gusto». Il sottosegretario Dalla Chiesa biasima il fatto che nella stele per Calabresi lo si definisca genericamente «vittima del terrorismo».

 

Le polemiche non hanno risparmiato nemmeno il giorno della memoria. Il fuoco incrociato di dichiarazioni è cominciato ieri mattina, mentre Luigi Calabresi veniva ricordato, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano e di tutte le autoritá  cittadine, con una stele alla sala della Provincia di via Corridoni e una seconda in via Cherubini, vicino all'abitazione sotto alla quale il commissario venne ucciso 35 anni fa. Mentre il presidente della Provincia Filippo Penati chiedeva scusa alla vedova Gemma Calabresi per il «ritardo ingiustificato» con cui arriva il tributo d'onore da parte delle istituzioni, il vicesindaco Riccardo De Corato (An) criticava gli esponenti di Rifondazione comunista che sono andati a «deporre fiori sotto alla lapide sbagliata, cioè quella degli anarchici, dove si dice che Pinelli è stato "ucciso", contrariamente a quello che dicono gli atti processuali». Penati proprio ieri ha sottolineato di riconoscersi «nella targa messa dal Comune, quella dove si legge che Pinelli è "morto tragicamente"». Ma questo non basta a chi, come Ignazio la Russa, capogruppo alla camera di An, chiede che la lapide degli anarchici venga rimossa: «La sinistra, con colpevole ritardo onora Calabresi, e cerca di tenere buoni sia la famiglia del commissario che gli amici dei suoi assassini. Penati dovrebbe dire che la targa degli anarchici va tolta».

 

Risponde Marilena Adamo, capogruppo in Comune dell'Ulivo: «Noi siamo andati a tutte e due le cerimonie, quella in via Corridoni e quella in via Cherubini. Basta con questa polemica pretestuosa proprio mentre si cerca una memoria condivisa. Pinelli è morto innocente, vittima della strategia della tensione. La doverosa commemorazione di Calabresi non confonda le acque. Restino entrambe le lapidi, basta divisioni». Franco Mirabelli, segretario dei Ds, ammonisce: «De Corato la smetta di fare propaganda».

 

Antonello Patta, segretario cittadino di Rifondazione, aggiunge: «La storia non puó essere riscritta, si puó al massimo interpretare. Calabresi è stato ucciso da una violenza criminale ma anche Pinelli è stato ucciso, fu vittima di un ingranaggio malefico della ricerca unidirezionale del mostro per piazza Fontana. Onore a entrambi, guai a chi tocca la lapide degli anarchici». Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi, cerca un'impossibile conciliazione degli opposti proponendo di «metter fine alle polemiche creando un giardino della memoria nel quale tutti i morti di quegli anni bui vengano ricordati». Cosí Milly Moratti, consigliere comunale: «Lasciamo stare i morti e pensiamo al futuro di questa cittá  che rischia di riesplodere». Anche l'assessore provinciale Sandro Barzaghi (Rc) chiede una «pacificazione per onorare le vittime». Il capogruppo di Forza Italia Gallera condivide: «Rifondazione ha fatto un gesto di cattivo gusto, ma se la rimozione della lapide che dice che Pinelli fu ucciso deve innescare ancora litigi e divisioni, lasciamo perdere. La cosa importante è che Penati abbia voluto la stele per Calabresi». Dalla Chiesa chiede un ulteriore gesto di chiarezza: «Milano ringrazia il capo dello Stato, ma superiamo l'ultima penosa ambiguitá . Calabresi non fu ucciso dal terrorismo, com'è scritto nella lapide, ma dopo una campagna di massa come "atto di giustizia proletaria"». 

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