News per Miccia corta

09 - 05 - 2007

``Ma ora si rifletta su quegli anni``

(la Repubblica, MERCOLED√°Ňí, 09 MAGGIO 2007, Pagina 13 ‚Äď Interni)

 

 

 

 

 

 

FABRIZIO RAVELLI 

 

 

MILANO - ¬ęTrovo molto importante che il presidente Napolitano abbia voluto muoversi e segnalare la necessit√°¬† di un giorno della memoria. Cos√≠ come ritengo giusto quel che dice: c'√® stato un vuoto di attenzione per le vittime del terrorismo. Non tanto per mio padre forse, ma di sicuro per molti altri, e soprattutto per le vittime del terrorismo di destra. Il mio pensiero √® che √® molto importante che la memoria di quel periodo sia coltivata in profondit√°¬†. E riguarda tutti, non solo i familiari delle vittime¬Ľ.

 

Benedetta Tobagi aveva tre anni e mezzo il 28 maggio 1980 quando suo padre Walter, inviato del Corriere della Sera, venne assassinato dalla Brigata 28 marzo. Gli somiglia molto: nei colori, negli occhi, nel modo pacato e chiarissimo di ragionare. Questo le preme che sia chiaro: la memoria del terrorismo non √® questione che riguardi solo le vittime, anche se si tratta di vittime trascurate, dimenticate, la cui presenza √® stata a volte ingombrante. ¬ęIn Italia si √® vissuta una lacerazione sociale civile profondissima. Che ha riguardato tutti. Pi√ļ di una volta ai giornalisti, che mi venivano a cercare magari quando un ex terrorista era scarcerato, ho chiesto: ma perch√© ridurre tutto al piano personale? Qui non si tratta della sensibilit√°¬† di persone offese¬Ľ.

 

Che non si parli, insomma, di un risarcimento. ¬ęIo spero che, d'ora in avanti, questa giornata del 9 maggio serva a far acquisire una memoria a tutti, di quel che ha rappresentato il terrorismo per l'Italia. Altrimenti la liberazione di terroristi sembrer√°¬† sempre un'offesa personale a qualcuno. No, √® un tema istituzionale, che deve dire come un Paese vuole porre rimedio, come presenta una via d'uscita e una posizione comune. Perch√© √® proprio la memoria comune che manca. Il tema della violenza politica √® un nodo irrisolto, e ci√≥ mi assilla molto. L'iniziativa del presidente √® uno spunto, un'occasione che pu√≥ far da catalizzatore¬Ľ.

 

Lei si presta, dice, a fare da ¬ęrichiamo¬Ľ. Si pu√≥ immaginare quanto le costi, ma anche quanto sia importante per lei: ¬ęCredo che i familiari delle vittime svolgano una funzione di testimonianza, nel senso che sono un richiamo. Siamo la memoria vivente di pensieri non pensati nella storia italiana¬Ľ. Nel senso che serve anche ¬ęun tipo di memoria diversa¬Ľ. E cio√®: ¬ęIl terrorismo di sinistra ha falciato un intero ceto intellettuale, ed √® stata una perdita colossale per il Paese. Tutti hanno lasciato dei vuoti. In questi giorni sono andata a rileggermi gli articoli di mio padre sull'Autonomia: sono straordinari. Lui era uno di quei riformisti - penso a Galli, Alessandrini, Tarantelli, D'Antona e altri - eliminati per arrivare prima allo scontro sociale. Riportare in vita il lavoro di queste persone √® la chiave per capire¬Ľ.

 

Per Benedetta Tobagi questo √® stato un durissimo lavoro. Prima di tutto √® andata alla ricerca della voce del padre, che non ricordava: ¬ęHo trovato tutte queste cassette bellissime, con le registrazioni delle sue interviste. E poi una di un compleanno di mio pap√°¬†, credo l'ultimo compleanno¬Ľ. Poi ha letto i testi, gli articoli, i libri: ¬ęCredo che questa debba diventare un'impresa collettiva. Riportare in vita il lavoro dei riformisti di cui non si √® pi√ļ parlato. Salvo che negli ultimi anni, almeno per mio padre. √°ňÜ un contributo storico, giornalistico, sindacale importante¬Ľ.

 

Questo, dice Benedetta, √® il lavoro della memoria: riflettere, discutere, riportare a galla. Certo non si parla solo del passato: ¬ęIl tema della violenza politica √® ancora fra noi. Non si tratta solo di rammentare che l'Italia √® stata segnata dal terrorismo negli anni Settanta. Il terrorismo esiste ancora, ci sono dei germi presenti¬Ľ. Per√≥, se deve citare un'opera che le √® sembrata fondamentale per capire, dice: ¬ęPenso al film danese "Gli innocenti" di Per Fly, straordinario. Non ho visto, in Italia, un lavoro altrettanto decisivo¬Ľ.

 

Un'ultima cosa le preme: che la giornata sia della memoria e non del perdono. ¬ęIo sono laica, e penso di avere il diritto di non perdonare. E anche la questione del perdono, finora, √® sempre stata mal posta: non √® una questione personale¬Ľ. Solo uno della Brigata 28 marzo, era il 1993, chiese di incontrare la famiglia Tobagi: ¬ęFranco Giordano, che s'era fatta tutta la galera, era impegnato nel sociale, aveva una famiglia, aveva fatto un percorso di riabilitazione. Venne a chiederci perdono, e capisco ne avesse bisogno. Ma per me fu ugualmente difficile, molto difficile: una cosa devastante¬Ľ. 

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