News per Miccia corta

09 - 05 - 2007

``Colmato un vuoto di memoria per le vittime del terrorismo``

(la Repubblica, MERCOLEDáŒ, 09 MAGGIO 2007, Pagina 12 – Interni)

 

 

 

 

 

 

Il Parlamento ha fissato la data del 9 maggio 2008 per la prima ricorrenza 

 

"Detenzione per chi commette crimini che destano allarme" 

 

 

 

GIORGIO BATTISTINI 

 

 

ROMA - Dalla parte delle vittime, senza infierire sui carnefici. In questo doppio messaggio sta il senso della giornata di ieri che il capo dello Stato ha diviso tra una visita ai detenuti di Rebibbia (la seconda da sempre, la prima fu quella di Ciampi al carcere di Spoleto, cinque anni fa) e la diffusione d'una lettera aperta per annunciare la costituzione della giornata della memoria per i caduti in tempo di pace.

 

Il Parlamento italiano ha «colmato un vuoto di memoria storica e di attenzione umana e civile» istituendo il "Giorno della memoria" in ricordo delle vittime del terrorismo. Una ricorrenza la cui "prima volta" sará  il 9 maggio 2008, un anno esatto a partire da oggi. Un «vuoto», spiega il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera aperta ai parenti delle vittime del terrorismo, «che molti di voi avevano dolorosamente avvertito». «Ho seguito e incoraggiato» il percorso delle proposte di legge per istituire un giorno della memoria «dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice», dice ancora il capo dello Stato. Proposta approvata pochi giorni fa dal Parlamento con larghissimo consenso e giá  pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.

 

E' stata prescelta la data del 9 maggio, dice il presidente, cioè «il giorno del barbaro assassinio di Aldo Moro da parte delle brigate rosse».

 

E sempre all'insegna d'un pensiero per le vittime s'è svolta la visita di Napolitano ieri mattina al carcere di Rebibbia a Roma, accompagnato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il presidente ha confermato la sua «piena convinzione che la pena detentiva debba essere riservata a chi commette crimini che destano allarme e che ledono gravemente valori interessi e beni intangibili».

 

Si deve dunque «ripensare l'intero sistema sanzionatorio e della gestione delle pene, ed è indispensabile in Parlamento la ricerca di soluzioni condivise». Fondamentale il ripristino d'una «cultura della legalitá  che garantisca la sicurezza della comunitá », e al tempo stesso il varo di «misure alternative piú credibili ed efficaci ai fini del recupero del condannato, prestando maggiore e piú concreta attenzione alle vittime del reato». In parallelo occorrono «norme rapide e comprensive» e soprattutto «misure alternative» alla detenzione per le detenute madri. Servono, in definitiva, «soluzioni condivise che garantiscano la sicurezza della collettivitá  e il rispetto rigoroso della legge».

 

Di «reintegrare nella societá  chi ha sbagliato senza dimenticare la sicurezza dei cittadini» s'è occupato il ministro della Giustizia Clemente Mastella, annunciando il suo «formale impegno per cambiare il volto della detenzione in Italia». Il ministro ha ricordato che sono appena il 12 per cento i detenuti che hanno beneficiato dell'indulto e sono giá  rientrati in carcere, dunque nessuna temuta "apocalisse". Ora «dobbiamo ripensare il sistema penitenziario e penale, puntando alle misure alternative al carcere, e dando alla polizia penitenziaria la responsabilitá  dell'esecuzione penale esterna». Un'ora di full immersion nella realtá  carceraria, anzitutto « per capire, per ascoltare», ha detto lo stesso Napolitano. In una realtá  dove «si fa esercizio di democrazia», ha detto Carmelo Cantone, direttore del carcere in cui vivono oltre mille detenuti. 

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