News per Miccia corta

30 - 04 - 2007

La prima strage di Stato dell`Italia repubblicana

Questo filmato è un breve estratto del dvd "Le radici del coraggio. Sindacalisti contro la mafia da Portella della Ginestra a oggi" (47 min), pubblicato da Rassegna Sindacale in occasione del 60° anniversario della strage di Portella della Ginestra, avvenuta il primo maggio del 1947. Ringraziamo l'Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico per il materiale fornito e il gruppo di lavoro "Portella della Ginestra. Progetto di ricerca sulla memoria della strage" per le interviste ai testimoni dell'eccidio.

La prima strage di stato dell'Italia repubblicana si consumó esattamente 60 anni fa, quando, il primo maggio del 1947, individui senza volto e armati dalla mafia (la banda di Salvatore Giuliano?) aprirono il fuoco sui contadini e gli operai che si erano raccolti a Portella della Ginestra per celebrare la festa dei lavoratori. In questa valle a pochi chilometri da Palermo morirono undici persone e ne furono ferite sessanta. E da qui s'irradió una scossa che avrebbe cambiato il volto della Sicilia e dell'Italia. Le conseguenze di un eccidio rimasto impunito non intaccarono solo la politica e l'economia locale, con le destre che s'alleavano con la Democrazia cristiana per il governo della Regione siciliana, avviandosi cosí a gestire lo storico processo della riforma agraria. Ma anche sul piano nazionale la ripercussione fu enorme: prendendo a pretesto le polemiche suscitate dalla strage, De Gasperi acceleró infatti una decisione giá  presa ed estromise le sinistre dal governo.

Per raccontare questa storia, nel sessantesimo anniversario di Portella, Rassegna ha scelto di puntare sulle immagini producendo un dvd video. "Le radici del coraggio. Sindacalisti contro la mafia da Portella della Ginestra a oggi" è un documentario di 47 minuti realizzato da Davide Orecchio e Carlo Ruggiero, prodotto dalla Edit.Coop. e promosso dalla Cgil e dall'Associazione Centenario insieme con Cgil e Spi siciliane. Il mediometraggio ricostruisce la strage del '47 cogliendo poi l'occasione per raccontare le altre vicende di sindacalisti assassinati nel tragico biennio 47-48. Quello di Portella della Ginestra, infatti, non fu il primo né l'ultimo dei delitti compiuti in quegli anni dalla mafia agraria che, allarmata dall'occupazione delle terre, rispondeva col terrorismo al movimento dei contadini poveri siciliani. Nel volgere di pochi anni caddero sotto i suoi colpi 38 sindacalisti, capilega bracciantili, segretari di camere del lavoro, esponenti comunisti e membri del partito socialista. Una mattanza. Una reazione feroce, sanguinosa, mentre le ferite della guerra erano ancora aperte. Il documentario racconta anche questa storia. La storia, tra gli altri, di Placido Rizzotto, ex partigiano e segretario della camera del Lavoro di Corleone, assassinato nel 1948. O quella di Salvatore Carnevale, sindacalista e militante socialista di Sciara, che nel 1955 viene freddato con due colpi in testa e uno in bocca. Ha appena trent'anni, ma giá  si è fatto notare nella lotta ai latifondisti agrari e nell'occupazione delle terre. L'ammazzano tre giorni dopo uno sciopero che ha organizzato tra i lavoratori di una cava di pietra. 

Il documentario si avvale delle interviste ai sopravvissuti della strage di Portella realizzate nell'ambito del progetto di storia orale "La memoria e il lutto" (per maggiori informazioni al riguardo si veda il sito www.portelladellaginestra.it). Ma propone anche immagini d'epoca preziose recuperate da Guido Albonetti nell'Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. L'interpretazione storiografica della strage, e di quegli anni, è affidata alla mente lucida di Francesco Renda, autorevole storico dei movimenti sociali siciliani ma anche testimone oculare di quel primo maggio del '47.

Il tentativo è stato peró anche di spostare lo sguardo sull'attualitá , intervistando sindacalisti siciliani in prima linea nella lotta alla mafia., come ad esempio Dino Paternostro, attuale segretario della camera del Lavoro di Corleone, o Giuseppe Panettino, rappresentante Filt Cgil all'aeroporto di Palermo. Dal tessuto del video emerge quindi una ricostruzione che non serve solo a "ricordare" ma che comunica l'impegno tuttora attuale della Cgil contro la criminalitá , e il prezzo che i sindacalisti devono pagare per questa lotta. Tutto questo senza raccontare una storia "folcloristica" o locale, ma tenendo sempre in primo piano la dimensione economica nazionale della mafia, e come per l'intera Cgil sia una prioritá  il fronteggiarla.

(www.rassegna.it, 27 aprile 2007)

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