News per Miccia corta

12 - 04 - 2007

I campi hobbit e la croce celtica la destra rivendica il suo "˜77

(la Repubblica, GIOVEDáŒ, 12 APRILE 2007, Pagina 11 – Interni)

 

 

 

ROMA - Frodo, i campi hobbit, Rauti e Tolkien. C'è stato, seppur semisconosciuto, un Settantasette di destra. Per riparare a questo "bug" della memoria il mensile Area dedica il numero di aprile a questo altro "˜77, importante per il mondo missino perché «di fatto - sostiene il direttore Marcello De Angelis - il primo Campo hobbit segna il superamento simbolico del neofascismo» e l'abbandono dei vecchi punti di riferimento nostalgici. «In questo trentennale del "˜77 - spiega De Angelis - tutti sono partiti con le autocelebrazioni, ma quello visto finora è un "˜77 orbo di un occhio. Mentre casualmente, nello stesso anno, c'è stato qualcosa di solstiziale anche a destra. E' stato un fenomeno meno di piazza e piú interno. Ma per noi altrettanto storico, anche perché è stato il momento di formazione di una classe dirigente che oggi è alla guida di An». L'evento è stato celebrato ieri anche dal Secolo (diretto da una protagonista di quei giorni, Flavia Perina), con un paginone in cultura firmato da Annalisa Terranova. «Il campo hobbit - ricorda la giornalista - esercitó un'irresistibile forza d'attrazione sul mondo giovanile di destra, che si riposizionó appunto, grazie a quell'esperimento, dalle trincee invecchiate dell'anticomunismo e del patriottismo nel mare aperto dell'anticonformismo ribelle». Da quei campi viene anche il culto della celtica - indossata ancora oggi da Gianni Alemanno, Giorgia Meloni e molti altri "comunitari" - che il Secolo spiega in questo modo: «Segno di appartenenza ma anche di contestazione interna (Almirante ne aveva proibito l'uso), la croce celtica apparteneva all'immaginario giovanile perché sapeva evocare significati spirituali che la fiamma missina non era in grado di racchiudere». Quella celtica tra i giovani settantasettini di destra, annota ironicamente il Secolo, «divenne una moda dilagante. Si passava dal campo dei carrieristi a quello, ben piú ambito, dei rivoluzionari». E pensare che sarebbero diventati un giorno tutti ministri, senatori e vicepresidenti della Camera...

(f. b.) 

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