News per Miccia corta

06 - 04 - 2007

``Strage di Brescia, a giudizio Zorzi, Maggi e Tramonte``

(la Repubblica, VENERDáŒ, 06 APRILE 2007, Pagina 30 – Cronaca)

 

 

 

TIZIANO ZUBANI 

 

 

BRESCIA - Trentatré anni, tre inchieste: ora sulla strage di Piazza della Loggia si apre uno spiraglio per scoprire chi furono i mandati e gli esecutori. Alla vigilia del 33esimo anniversario di quel 28 maggio del 1974, quando, durante una manifestazione sindacale nella piazza municipale, scoppió una bomba che uccise otto persone e ne ferí 104.

Ieri la Procura di Brescia (con un provvedimento del procuratore aggiunto Roberto Di Martino e del pm Francesco Piantoni) ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per sette indagati, mentre per altri le indagini sono ancora aperte. Sono accusati di concorso in strage Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi e Maurizio Tramonte, tre nomi che ricorrono in molte vicende dello stragismo nero degli anni "˜60-'70, a partire dalle strage di Piazza Fontana del 13 dicembre "˜69. La Procura chiede il rinvio a giudizio anche per gli avvocati Gaetano Pecorella e Fausto Maniaci e per il pentito Martino Siciliano. Questi devono rispondere di favoreggiamento perché, come rivelano intercettazioni telefoniche, avrebbero aiutato «Delfo Zorzi ad eludere le investigazioni dell'autoritá  giudiziaria». Infine c'è Vittorio Poggi, accusato di riciclaggio poiché avrebbe effettuato in favore di Martino Siciliano «trasferimenti di denaro proveniente dai delitti di favoreggiamento». In sostanza, il pentito Siciliano avrebbe ricevuto, secondo gli inquirenti, 150 mila dollari per ritrattare la sua deposizione. Nella ricostruzione della Procura (700 mila pagine digitalizzate), Carlo Maria Maggi avrebbe svolto «funzioni organizzative e di direzione», Delfo Zorzi (vicentino ora residente in Giappone dove fa l'imprenditore) si sarebbe attivato «per procurare l'ordigno» e Maurizio Tramonte avrebbe partecipato «alle riunioni in cui l'attentato veniva organizzato, offrendo la sua disponibilitá  a collocare l'ordigno medesimo». Sia il medico Maggi che Zorzi, legati a Ordine Nuovo, sono stati condannati in primo grado all'ergastolo per la bomba alla Banca dell'Agricoltura di Milano e poi assolti in appello nel maggio 2005. Con loro avrebbe operato Carlo Digilio, «Zio Otto», agente della Cia  morto nel dicembre 2005. 

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