News per Miccia corta

30 - 03 - 2007

Fassino: per Moro fu un errore non trattare

(la Repubblica, VENERDáŒ, 30 MARZO 2007, Pagina 4 – Esteri)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1978 il partito della fermezza era guidato dal Pci: niente dialogo 

 

Il segretario ds: la vita del leader dc come quella di Mastrogiacomo 

 

 

 

ALBERTO CUSTODERO 

 

 

ROMA - Mentre sono ancora forti le polemiche per la scarcerazione di cinque taliban in cambio del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, Piero Fassino sostiene che 29 anni fa si sarebbe potuta accettare la richiesta delle Br di liberare un solo brigatista per salvare la vita ad Aldo Moro. Questa riflessione ex post è stata fatta ieri sera dal segretario Ds durante la trasmissione di Gianni Minoli «La storia siamo noi». Proprio nel giorno in cui «non esclude» la sua candidatura alla guida del Partito Democratico, è proprio Fassino il primo erede del Pci a sollevare il dubbio che, forse, si sarebbe potuto scendere a patti con le Brigate Rosse «perché non c'è ragion di stato che vale una vita umana». Nel parallelo a distanza di quasi 30 anni fra la vicenda Mastrogiacomo e quella Moro, Fassino ha sostenuto che «non c'è ragione politica che impedisca la necessitá  di salvare un uomo». «Perció - ha aggiunto - ex post, forse bisognava trattare, perché la vita di Moro era altrettanto importante di quella di Mastrogiacomo».

 

Durante i 55 giorni del sequestro Moro, le Brigate Rosse proposero di scambiare la vita del presidente dc con la libertá  di alcuni terroristi imprigionati. Accettarono di scambiarlo con un solo brigatista, anche se non di spicco, pur di poter trattare alla pari con lo Stato. Mentre le Br ottennero quel riconoscimento da papa Paolo VI, che (amico personale di Moro) rivolse un drammatico appello pubblico col quale supplicava «in ginocchio» gli uomini delle Br di rendere il prigioniero alla sua famiglia, la politica si divise in due. Da una parte il cosiddetto «fronte della fermezza» (nel quale si collocava il Pci), che rifiutava qualunque ipotesi di trattativa, dall'altra il «fronte possibilista» (che comprendeva anche Bettino Craxi), per il quale un eventuale scambio non avrebbe svilito la dignitá  dello Stato. Prevalse la prima linea e Moro, il 9 maggio del "˜78, fu ucciso. Il ripensamento ex post del segretario Ds non è piaciuto a Stefania Craxi, parlamentare di Forza Italia. «Per giustificare Mastrogiacomo - ha affermato Stefania Craxi - Fassino finge di pentirsi di aver lasciato uccidere Aldo Moro dai "compagni che sbagliano". Un esempio ineguagliabile di faccia tosta. Si dimentica che, allora, per il Pci, campione della politica della fermezza, lo stato e il Partito venivano prima della persona, al contrario dei socialisti di mio padre per i quali prima di tutto c'era, è c'è tuttora, l'"individuo"». 

 

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