News per Miccia corta

30 - 03 - 2007

Curcio a Modena. Protesta il Comune, lo difende MAG6

(AGI) - Modena, 29 mar. - "Indigna e ferisce la leggerezza con la quale molti di coloro che hanno contribuito in modo diretto o indiretto a una stagione tragica e sanguinosissima della nostra storia recente continuano a proporre giustificazioni e valutazioni politiche del terrorismo in modo platealmente pubblico". Cosi' il vice sindaco del Comune di Modena Mario Lugli interviene sul disagio creato in citta' dalla notizia di una conferenza di Renato Curcio in occasione della prossima presentazione di un libro. "La gravita' dei delitti commessi dai brigatisti e dai terroristi, con i loro atti di violenza sfrenata, ha colpito i sentimenti piu' profondi di tante persone che giustamente trovano inaccettabile dare tanto rilievo ad esperienze e scelte devastanti", aggiunge Lugli. "Le ferite non possono, anche a distanza di decenni, chiudere una stagione politica; gli anni di piombo non furono solo una scelta politica sbagliata, ma anche la testimonianza dell'incapacita' di capire che il terrorismo si contrapponeva alla v! ita e ai valori fondamentali della democrazia. Di fronte all'enormita' delle colpe gli atteggiamenti piu' consoni dovrebbero essere la riflessione e il silenzio, comportamenti che susciterebbero una comprensione umana difficile da esprimere quando invece si cercano occasioni pubbliche e luci mediatiche". (AGI) Mir/Red 291307 MAR 07

 

(DIRE) Bologna, 29 mar. - In tanti attaccano Renato Curcio, ma c'e' anche chi gli da' la sua solidarieta'. La Cooperativa Mag 6 di Reggio Emilia lo fa "dopo gli ultimi avvenimenti accaduti a Bologna e quelli che stanno avvenendo in questi giorni a Modena".

All'ex Br, si legge in una nota, "vogliamo esplicitare tutta la nostra solidarieta'": a lui "ci lega una relazione di molti anni, grati alla cooperativa Sensibili alle Foglie e a lui per il preziossimo lavoro di ricerca sociale che offre". Per Mag 6 e' "ingiusto e poco trasparente negli obiettivi che un cittadino, avendo pagato interamente, con anni di reclusione e limitazioni di liberta', le proprie pendenze giudiziarie, non possa costruirsi percorsi esistenziali e lavorativi che, tra l'altro, offrono all'intera societa' un lavoro di ricerca e strumenti di comprensione della realta' tutt'altro che diffusi". Inoltre, "pensiamo che ci sia una profonda differenza tra l'esprimere le proprie opinioni, in modo chiaro e ai diretti interessati e attuare un vero e proprio linciaggio mediatico che fa pensare piu' a obiettivi poco trasparenti che a una reale volonta' di esplicitare quello che si pensa". Renato Curcio "non chiede di essere un personaggio pubblico del quale sentirsi in diritto di appropriarsi e del quale banalizzare sui giornali con affermazioni lapidarie, tutta la vita e la storia. Renato Curcio e' oggi un ricercatore che offre il proprio lavoro e quello della coop". Dunque, "vorremmo che il buon senso portasse tutti a lasciarlo lavorare senza rinfacciargli con odio e sarcasmo un brano della sua storia che ha gia' trovato soluzione dal punto di vista giudiziario, in tribunale e in carcere".

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