News per Miccia corta

27 - 03 - 2007

Irlanda del Nord, comincia la pace

(la Repubblica, MARTEDáŒ, 27 MARZO 2007, Pagina 23 – Esteri)

 

 

 

 

 

 

Storico incontro tra Paisley e Adams: unionisti e cattolici governeranno insieme 

 

  Decisive le concessioni dello Sinn Fein: disarmo dell'Ira e l'impegno a "riconoscere" la polizia 

 

il futuro La ripugnanza per gli orrori del passato non sia ostacolo per un futuro migliore 

 

nuova era Qui e ora si apre una nuova era per il nostro popolo 

 

 

 

ENRICO FRANCESCHINI 

 

 

LONDRA - ሠmancata la stretta di mano: ma stavolta non c'era un Bill Clinton a sospingere i due nemici uno verso l'altro, come capitó a Yizthak Rabin e Yasser Arafat sul prato della Casa Bianca. Eppure l'incontro di ieri mattina tra il protestante Ian Paisley e il cattolico Gerry Adams, in una sala del parlamento di Belfast, è stato altrettanto storico: come il leader israeliano e quello palestinese, anche gli irriducibili avversari dell'Irlanda del Nord non erano mai apparsi insieme prima di quel momento.

 

 

L'immagine di loro due seduti vicini valeva giá  da sola piú di mille parole, ma sono venute anche queste: «Non dobbiamo permettere che la nostra giustificata ripugnanza per gli orrori e le tragedie del passato diventi un ostacolo a un futuro migliore», ha detto il reverendo Paisley, dall'alto dei suoi ottant'anni di ricordi. «Qui e ora si apre una nuova era per il nostro popolo», gli ha fatto eco il piú giovane Adams, proiettato verso il domani.

 

Cosí, quasi nove anni dopo gli accordi del Venerdí Santo 1998 che conclusero trent'anni di guerra civile, alla vigilia di un'altra Pasqua in Irlanda del Nord è finalmente cominciata la pace. La maggioranza protestante e la minoranza cattolica hanno accettato di formare insieme un governo a partire dal prossimo 8 maggio, sfruttando i poteri autonomi concessi da Londra alla provincia che il Regno Unito preferisce chiamare Ulster. In quanto leader del Dup, maggior partito protestante, Paisley sará  il primo ministro; mentre il numero due del partito cattolico Sinn Fein, Martin McGuinness, un ex-comandante dei guerriglieri dell'Ira, sará  il vicepremier. Cinquanta miliardi di euro di aiuti, promessi dalla Gran Bretagna, hanno facilitato e benedetto l'intesa. Ma a renderla possibile sono state due concessioni chiave da parte cattolica: il disarmo dell'Ira e l'impegno a riconoscere l'autoritá  della polizia, da sempre considerata alleata dei protestanti.

 

«Un giorno molto importante, tutto quello che abbiamo fatto da dieci anni era in preparazione di questo momento», commenta Tony Blair, trattenendo a stento la soddisfazione: se l'accordo reggerá  almeno fino a giugno, quando lui dará  le dimissioni, potrá  andarsene da Downing street sulle ali di un successo politico che potrebbe alleviare le polemiche sulla guerra in Iraq e le ombre di corruzione. Festeggia pure l'Irlanda, con retorica anche maggiore: «Un evento senza precedenti, che potrá  trasformare l'avvenire della nostra isola», dice il primo ministro Bertie Ahern, co-promotore con Blair del lungo e laborioso negoziato di pace. ሠpresto, naturalmente, per prevedere se l'isola verrá  trasformata al punto da ricongiungere l'Irlanda del nord con il resto d'Irlanda. Ma nessuno avrebbe mai immaginato Ian Paisley, per il quale i cattolici equivalgono grosso modo al diavolo, seduto accanto al leader cattolico del braccio politico dell'Ira, e invece è successo. Alla fine anche «Mister No», come è soprannominato l'incontentabile reverendo protestante, ha detto sí. Bisognerá  ancora aspettare per vederlo stringere la mano a Gerry Adams. Ma la pace, come insegnava l'israeliano Rabin, si fa tra nemici. 

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