News per Miccia corta

18 - 03 - 2007

Napoli, insulti e spintoni per Renato Curcio

(la Repubblica, 18 marzo 2007, Pagina 17 )

 

 

 

 

 

 

Ieri alla presentazione di un libro. Insorge Grazia Ammaturo, figlia di un dirigente della squadra mobile assassinato nel 1982 dalle Brigate rosse

 

 

 

 

ANTONIO TRICOMI

 

 

 

NAPOLI - Bufera su Renato Curcio, ieri pomeriggio a Napoli per presentare il volume Il carcere speciale, curato da Maria Rita Prette e pubblicato dalla case editrice dell'ex capo delle Brigate Rosse, "Sensibili alle foglie". Insorge la figlia di Antonio Ammaturo, dirigente della squadra mobile di Napoli assassinato nel 1982 proprio dalla Br. Curcio presenta il suo libro alla Stazione Marittima nell'ambito della fiera del libro editoriale "Galassia Guntenberg". E viene contestato da una trentina di esponenti di Alleanza nazionale, guidati dal consigliere regionale Pietro Diodato. Senza alcun collegamento con questa dimostrazione, nelle stesse ore Grazia Ammaturo scrive ai giornali: «Fino a quando si abuserá  della nostra pazienza, del nostro riserbo, del nostro dolore?», si chiede la figlia della vittima delle Br, senza mai nominare Curcio, che giá  nel 1999 era stato ospite di "Galassia Gutenberg", manifestazione diretta dall'editore Franco Liguori. «Con sgomento - ricorda Grazia Ammaturo - mi accorsi che in uno stand c'era il famoso ideologo: stringeva mani e firmava autografi. Oggi apprendo che la persona in questione interviene a Napoli a un dibattito sulle carceri speciali dal titolo quanto mai stridente, "Viaggio nella memoria". Io mi chiedo perché. Mi chiedo se ci sia una precisa volontá  di tastare il polso dell'opinione pubblica, per verificare se i tempi siano maturi e la memoria delle persone abbastanza corta per far sí che gli ex brigatisti tornino alla ribalta. Vi si assicuro che i nostri polsi tremano al solo pensiero».

 

Le parole di Grazia Ammaturo sembrano echeggiare quelle del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nei giorni scorsi dalle colonne di Repubblica aveva invocato «rispetto e discrezione» da parte degli ex terroristi che hanno scontato la loro pena. E a Napolitano si richiamano anche i militanti di An che ieri pomeriggio hanno contestato Curcio nella sala Diaz della Stazione Marittima. Contestazione che sfiora lo scontro fisico: quando alcuni fan di Curcio presenti in sala cercano di strappare uno striscione con la scritta "Il carcere a vita? Sí, per i terroristi". A questo punto i militanti di An alzano le mani: nel caratteristico gesto, reso celebre dai no global, di chi vuol dimostrare di non essere armato. La rissa si è consumata tra spintoni, invettive reciproche («fascisti!», «terroristi!») e applausi ironici. L'urto violento tra le due fazioni non c'è stato, ma per qualche minuto è apparso inevitabile. Dalla platea, etá  media intorno ai quaranta, si è levato lo slogan anni Settanta: «Fascisti carogne tornate nelle fogne». Mentre Curcio prova il microfono per prendere la parola (ma l'impianto è difettoso), gli agenti in borghese e il servizio d'ordine della fiera del libro chiedono ai manifestanti di abbandonare la sala.

 

Quando Curcio, che è accompagnato dal dirigente locale del Pdci Francesco Maranta, prende la parola, i suoi avversari erano giá  fuori dalla sala: prima di entrarci avevano distribuito, nei corridoi della Stazione Marittima, una lista di quaranta ex terroristi "in giacca e cravatta" piú o meno entrati nelle istituzioni. «E ció non dovrá  mai essere considerato normale», commenta Diodato, anima della contestazione anti-Curcio.

 

 

 

 

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