News per Miccia corta

16 - 03 - 2007

Cgil, fantasmi e debolezza

(il manifesto, 16 marzo 2007)

 

 


Carla Casalini

 

Fragilit√°¬†. Il sintomo che comunica quest'ultimo direttivo nazionale della Cgil sul ¬ęterrorismo¬Ľ e su come ¬ędifendersene¬Ľ √® inquietante.
Inquietante prima di tutto per la percezione di una fragilit√°¬† in un'organizzazione sociale che ha ben 5 milioni e 600 mila iscritti. Insomma, trattasi di un ¬ęcorpo intermedio¬Ľ di grande consistenza (per l'invidia dei partitini attuali) radicato in tutto il territorio nazionale.
Perch√© allora questo sindacato sente il bisogno di dotarsi di un ¬ęDecalogo¬Ľ interno - quando ha gi√°¬† uno Statuto di principi e regole - nel quale decalogo, per difendersi dal ¬ęterrorismo¬Ľ si evoca la necessit√°¬† di una rete di vigilanza, e si richiamano i militanti a comportamenti ¬ęetici¬Ľ? Con formulazioni, come si vede, cos√≠ ambigue da essere adatte a ogni bisogna, anche a contenere o scoraggiare piuttosto i conflitti sociali, rigettandoli per propria mano - pi√ļ o meno consapevole - in 'odore di terrorismo'.
Sulla paura, sul ¬ęperturbante¬Ľ, gi√°¬† Freud avvertiva della possibilit√°¬† di una doppia 'occasione', positiva o negativa: l'una, come paura che ci avverte sulla 'perfettibilit√°¬† umana' e dunque mette alla prova la nostra capacit√°¬† - nella relazione con noi stessi e con il mondo - di un'azione di superamento e di creazione di nuovi equilibri; viceversa, il suo negativo rivela il fallimento della prova con una ¬ęparalisi del soggetto¬Ľ.
La Cgil sembra rinviarci proprio questas immagine di paralisi e debolezza del 'negativo'. E ne √® rivelatrice la reazione contraria di un dirigente Fiom come Giorgio Airaudo, segretario provinciale di Torino: ¬ęMi colpisce la chiusura sulla propria pancia, perch√© anche il delirio del terrorismo si combatte solo uscendo fuori, nel mondo esterno, con una pratica integralmente democratica, non violenta, ma radicale¬Ľ.
Airaudo invita piuttosto a maggiore ¬ęumilt√°¬†¬Ľ i dirigenti del sindacato, della Cgil, ¬ęma anche noi della Fiom, perch√® la nostra pratica √® insufficiente¬Ľ. In sintesi, invita a guardare i problemi tutti interni al sindacato e al suo rapporto con i lavoratori, che poco hanno a che fare con il ¬ęterrorismo¬Ľ - questione che pu√≥ addirittura, perversamente, esimere dall'autoriflessione, come ci insegna il lungo ricorso, nella storia, al 'nemico esterno' per sfuggire al le proprie debolezze.
Una conferma all'urgenza di una riflessione, e azione, rispetto alla pratica sindacale giunge indirettamente da quel che mi dicevano pochi giorni fa alcuni giovanissimi delegati metalmeccanici: ¬ęCerto, la Fiom appare sulla scena come la punta avanzata nella Cgil, ma noi siamo a nostra volta contestati nei luoghi di lavoro, dove prevale una miscela pesante di rassegnazione e di rabbia¬Ľ.
C'√® infatti, dietro lo schermo del ¬ęterrorismo¬Ľ, anche una pi√ļ duratura, e perdente, attitudine del sindacato. I fantasmi di fine anni '70 che il nuovo ¬ęDecalogo¬Ľ della Cgil sembra improvvidamente evocare, suonano impropri. Ma un qualche parallelismo si pu√≥ invece tentare fra quell'epoca e l'attuale, pur nelle differenze di contesto. Anche allora il sindacato accett√≥, in nome di non verificati ¬ęinteressi generali¬Ľ, di sacrificare le conquiste delle lotte operaie; cos√≠ come oggi la Cgil si √® impigliata in una preventiva condivisione con il governo di centrosinistra sul ¬ęrilancio dello sviluppo¬Ľ, con i 'sacrifici' connessi.
La delusione degli anni '80 evidentemente non è servita di esperienza a evitare le delusioni odierne giá  annunciate E in questo il sindacato è nudo di fronte a se stesso e alle proprie responsabilitá  - non c'è da evocare alcun fantasma sostitutivo.


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