News per Miccia corta

15 - 03 - 2007

Cinque ergastoli per i desaparecidos l'Italia condanna i militari argentini

(la Repubblica, GIOVEDáŒ, 15 MARZO 2007, Pagina 26 – Esteri)

 

 

Il ministro degli Esteri: "Le sentenze non possono rimanere sulla carta" 

 

 

ELSA VINCI 

 

 

ROMA - Angela Maria Aieta, Giovanni e Susanna Pegoraro furono sequestrati, torturati e uccisi trent'anni fa in Argentina durante la dittatura del generale Jorge Rafael Videla. Un fragoroso applauso saluta la sentenza di ergastolo emessa ieri dalla seconda corte di Assise di Roma contro i loro cinque aguzzini, gli ufficiali Jorge Eduardo Acosta, Alfredo Ignacio Astiz, Jorge Raul Vildoza, Hector Antonio Febres e Antonio Vanek. Il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, assicura che l'Italia sta considerando la possibilitá  di chiedere l'estradizione dei militari condannati. «Le sentenze - dice - non possono rimanere sulla carta».

Era il cinque agosto del 1976 quando Angela Maria Aieta fu portata all'Esma, il capo di detenzione di Buenos Aires. Aveva 56 anni, fu torturata per la sua disperata volontá  di ritrovare il figlio, Dante Gullo, attivista della Gioventú peronista arrestato nel "˜75. Giovanni Pegoraro, imprenditore di Mar de Plata, scomparve con la figlia nel giugno del 1977. Susanna aveva 21 anni ed era incinta. Torturano anche lei e le strapparono la neonata. Le associazioni umanitarie Madres de Plaza de Mayo e Abuelas de Plaza de Mayo, cioè le madri e le nonne di Buenos Aires, non hanno mai dimenticato Susanna. Si sono battute per ritrovare la sua bambina, Evelyn. Ci sono riuscite nel 1999. La piccola era stata adottata subito dopo la nascita da un ufficiale della Marina, indagato dalla giustizia argentina insieme alla moglie per i reati di sottrazione di minore e alterazione di stato.

A distanza di quattro anni la magistratura romana torna a pronunciarsi sui desaparecidos di origine italiana, vittime della repressione del governo militare che strazió l'Argentina dal 1976 e il 1983. Ma la sentenza per essere eseguita deve prima diventare definitiva in Cassazione e soprattutto è necessario che gli imputati siano estradati in Italia. Nessuno di loro ha riconosciuto la legittimitá  delle nostre autoritá  a giudicarli. Mai si sono presentati davanti i giudici italiani.

Le pene inflitte dal collegio presieduto da Renato D'Andria sono andate oltre le richieste del pm Francesco Caporale. Che per Vanek aveva sollecitato l'assoluzione. Ma la corte ha ritenuto di punirlo. Gli avvocati impugneranno la sentenza.

All'aula bunker per il verdetto è arrivato il viceministro degli Esteri, Franco Danieli. E il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra, ha annunciato che il testo della sentenza diventerá  un libro per le scuole.

ሠfelice Estela Carlotto, presidente dell'associazione delle nonne di Plaza de Mayo. «áˆ un'emozione incredibile - dice - non di allegria ma di dolore che comunichiamo al mondo. Finalmente riconosciuto». 

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