News per Miccia corta

03 - 03 - 2007

«Ha ceduto ai terroristi»: in Spagna destra furiosa

(il manifesto, 3 marzo 2007)

Maurizio Matteuzzi


Il Partido Popular, la destra spagnola, non ha mai accettato l'inattesa sconfitta del 14 marzo 2004, riconosciuto la legittimitá  del governo socialista di Zapatero, attuato da «opposizione della corona», muovendosi invece come un toro impazzito e furente contro qualsiasi cosa Zapatero facesse o dicesse.
Da giovedí ha un pretesto in piú - su un nervo scoperto come quello del «terrorismo basco» - per caricare furiosamente contro il governo sperando di raccogliere i frutti, nelle elezioni amministrative di maggio.
Giovedí è stato il giorno in cui il ministro degli interni Alfredo Perez Rubalcaba ha assunto e firmato la «controversa» decisione «personale» di concedere la «prisión atenuada» all'etarra Iñaki de Juana Chaos, un terrorista dell'Eta senza rimorsi e pentimenti condannato per 25 omicidi. De Juana, arrestato a Madrid nell'87, ebbe per quei crimini migliaia di anni di prigione, anche se poi secondo il codice penale spagnolo non si possono effettivamente scontare piú di 30 anni. Dopo quasi 20 anni passati in carcere nel 2005 doveva uscire. Per impedire la sua liberazione, fu condannato ad altri 12 anni ma questa volta per un reato d'opinione (due articoli sul quotidiano radicale basco Gara in cui rivolgeva minacce a un giudice e inneggiava all'Eta). 12 anni poi ridotti a 3 ma che avevano spinto De Juana a uno sciopero della fame totale e i giudici a ordinare la sua alimentazione forzata. L'etarra, che per questo si era convertito in un simbolo nei Paesi baschi, dopo 115 giorni in sciopero della fame correva il rischio concreto e imminente di morire. Con conseguenze facili da immaginare sia in Euskadi e sia rispetto al complicatissimo processo di pace fra lo Stato spagnolo e i nazionalisti baschi (non solo quelli abertzales ma anche quelli moderati del Pnv al potere nella regione), uno dei cavalli di battaglia di Zapatero. Processo finito dopo l'attentato, stupido oltre che criminale (2 migranti ecuadoriani morti), firmato dall'Eta nel dicembre scorso all'aeroporto di Madrid. Piú che finito sospeso perché il nodo basco, che da 40 anni ingarbuglia la Spagna, puó essere sciolto solo attraverso un negoziato - con l'Eta -, dopo che tutti i tentativi di tagliarlo con l'esercito e la polizia, o con la guerra sporca (i Gal durante il governo socialista di Felipe Gonzalez), sono falliti. Questo lo sanno Zapatero, tutta la Spagna e anche il Pp di Aznar e ora di Rajoy che strilla al «cedimento dello Stato al ricatto dei terroristi». E che fa di tutto per mandarlo a monte.
Anche ieri la reazione dei popolari, della destra e dei suoi giornali non lascia dubbi.
Mariano Rajoy ha urlato contro «il governo che cede al ricatto dopo 30 anni di resistenza» annunciando prossime mobilitazioni di massa, il presidente della regione di Madrid - la popolare Esperanza Aguirre - ha detto che la liberazione di De Juana (la prigione attenuata significa in pratica arresti domiciliari) è «piú grave del golpe del 23 febbraio '81» (dimenticando che il colonnello Tejero, condannato a 30 anni, fu posto in libertá  dopo 10), l'arcivescovo di Toledo - l'oltranzista cardinale Antonio Cañizares - ha pontificato che se è il governo è cosí sensibile alla vita di un terrorista «allora che abroghi la legge sull'aborto», Abc - il giornale della vecchia destra - ha pianto sulla «umiliazione dello Stato», El mundo -quello della nuova destra (e dei popolari) - ha accusato governo di «pagare un prezzo politico all'Eta».
Paroloni in libertá  a cui ieri - mentre De Juana, accolto come «un eroe» al suo ingresso nell'ospedale Donosti di San Sebastian, ha ripreso ad alimentarsi con dei brodini - hanno risposto sia Rubalcaba sia la combattiva vice di Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ribadendo i fondamenti «umanitari e legali» della decisione e qualificando le posizioni del Pp (che con Aznar ha liberato «per ragioni di salute» decine di etarras) come «indecenti e ipocrite», «ignominiose e oscene». L'alternativa secca era fra la scarcerazione di De Juana e la morte di De Juana. Con l'inevitabile beatificazione del martirio.
Ora la palla lanciata da Zapatero torna nella metá  campo dell'Eta (si attende un segnale che decreti la fine della violenza). Perché l'unica strada percorribile è il negoziato, con relativi prezzi politici. Come fu per la guerra Ira-governo inglese nell'Ulster.

 

 

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