News per Miccia corta

24 - 02 - 2007

Cgil e Br: un intervento di Pansa

(Il Giornale, sabato 24 febbraio 2007)

 

 

Cgil e Br: Epifani dica la veritá 

 

di Gianpaolo Pansa
Ho stima di Guglielmo Epifani, il leader della Cgil. E capisco le sue difficolt√°¬† odierne, con l'inchiesta sulle nuove Brigate rosse, zeppe di iscritti al sindacato. Ma proprio perch√© lo stimo, e pur sapendo che in una struttura con milioni di tesserati pu√≥ infiltrarsi chiunque, gli dico che sarebbe pi√ļ credibile se raccontasse per intero la verit√°¬† sulla Cgil e il terrorismo di sinistra in Italia. Da giorni Epifani ripete che la Cgil √® sempre stata un baluardo fondamentale nella lotta al terrorismo. Purtroppo, non √® andata cos√≠. Ho seguito sin dai primi passi il cammino dell'eversione armata e l'emergere delle Brigate rosse. All'inizio, nel 1970, la Cgil, come il Pci e il Psi, sostenne che avevamo di fronte un terrorismo fascista, mascherato di rosso. I comunicati sindacali ruotavano sempre sul tema della ¬ęprovocazione¬Ľ, poi diventata ¬ęoggettiva provocazione¬Ľ. Chi affermava il contrario era anche lui un provocatore, al servizio del padronato.
Fu l'errore che generó tutti gli altri. Nel 1974, quando le Br uccisero due missini a Padova, le loro prime vittime, anche la Cgil si sdraió sulla teoria che il delitto era il frutto di una faida interna al neofascismo. Due giorni dopo, le Br rivendicarono l'azione. Ma neppure allora il sindacato volle arrendersi alla realtá .
Il secondo errore fu persino pi√ļ grave. Allorch√© risult√≥ chiaro che le Br appartenevano all'album di famiglia della sinistra, si pass√≥ alla formula dei ¬ęcompagni che sbagliano¬Ľ. Una litania ripetuta di continuo, in opposizione a quella del ¬ęcomplotto padronale¬Ľ. A chi parlava di congiura del capitalismo, si rispondeva: ¬ęNo, i brigatisti fanno parte del movimento e sono recuperabili¬Ľ.
Piero Fassino, uno che si √® battuto davvero contro il terrorismo e in una citt√°¬† come Torino, mi spieg√≥ che quelle posizioni, entrambe sbagliate, erano ¬ęcome due anime sempre presenti non soltanto nel sindacato e nella sinistra in generale, ma nel Pci¬Ľ. Per restare a Torino, martoriata dalle Br, ancora nel 1977 la Cgil, sempre non da sola, rifiutava la realt√°¬†. Dice Fassino: ¬ęUna parte del Pci sottovalutava l'ampiezza e la pericolosit√°¬† dell'attacco terroristico.

La Dc sembrava paralizzata. Gli altri partiti non andavano al di l√°¬† degli ordini del giorno di condanna. Il sindacato era tutto preso da problemi diversi: la polemica sui sacrifici, l'austerit√°¬†, le tariffe. E la sua tendenza a sottovalutare, e a dire "Sono compagni che sbagliano"¬Ě, continuava a essere fortissima¬Ľ.
Rammento bene quel 1977 a Torino. Il 16 novembre le Br spararono a Carlo Casalegno, che poi mor√≠. Per la prima volta, il sindacato si decise a uno sciopero: di un'ora sola. Ma lo sciopero fall√≠. Ho conservato il volantino che lo proclamava. Era firmato da Cgil, Cisl e Uil e definiva l'attentato a Casalegno ¬ęl'ennesimo atto di terrorismo di stampo fascista¬Ľ. Seguiva un bla-bla sulla ¬ęstrategia autoritaria della tensione¬Ľ e sul riemergere di ¬ęforze oscure¬Ľ. Persino il consiglio di fabbrica della Stampa scrisse di ¬ęun vile atto di chiara marca fascista¬Ľ.
Il giorno dopo l'attentato, andai a un cancello di Mirafiori per interrogare gli operai di due turni della Fiat. Emerse che non pochi erano d'accordo con le Br. Uno mi disse: ¬ęDieci, cento, mille Casalegno¬Ľ. Quando l'articolo usc√≠ su Repubblica, i tre sindacati s'infuriarono, accusandomi di stabilire un collegamento fra terrorismo e lotte operaie. Cgil, Cisl e Uil diffusero un comunicato duro, tutto centrato su un concetto da capogiro: ¬ęUnilaterali sottolineature di verit√°¬† parziali corrono il rischio di tradursi in falsi generali¬Ľ.
Alla Quinta Lega della Mirafiori, quella dei metalmeccanici, guardavano storto i giornalisti ¬ęnon in linea¬Ľ. Il 10 dicembre 1977, ci fu anche un dibattito indetto da Cgil, Cisl e Uil con i cronisti, ma non condusse a niente. Una parte del sindacato sosteneva (cito ancora Fassino) ¬ęche il terrorismo si combatteva soltanto con le riforme sociali, le tariffe giuste, l'equo canone... E c'era chi aggiungeva: se sconfiggiamo il padrone, sconfiggiamo il terrorismo¬Ľ.
Nel 1978 le Br rapirono Aldo Moro e in molte assemblee sindacali si sent√≠ dire: ¬ęMoro √® il simbolo di questo Stato, lo Stato dell'affare Lockheed, di Sindona, degli evasori fiscali, e noi dovremmo difenderlo?¬Ľ. Qualcosa cambi√≥ soltanto nel gennaio 1979, quando le Br uccisero Guido Rossa a Genova. Il segretario della Cgil sa di certo che il consiglio di fabbrica dell'Italsider si spacc√≥ sulla decisione di accompagnare Rossa che doveva testimoniare al processo contro il postino brigatista. Una parte dei delegati disse: ¬ęChi vuole andare con Rossa, si metta in ferie e ci vada per conto suo¬Ľ.
Suggerisco a Epifani di rileggere l'articolo di Giorgio Amendola su Rinascita del novembre 1979. Era una denuncia esplicita degli errori del sindacato e del Pci. E del rapporto diretto fra violenza in fabbrica e terrorismo, coperto dal silenzio della Cgil. Una rilettura utile per raccontarcela giusta, caro Guglielmo.

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori