News per Miccia corta

15 - 02 - 2007

La Cdl: Sofri non parli Lui: sono un uomo libero

(La Repubblica, GIOVEDáŒ, 15 FEBBRAIO 2007, Pagina 28 – Interni)

 

  

 

 Botta e risposta sulla partecipazione dell'ex Lc ad un convegno sull'ebraismo 

 

 

 

ROMA - An, Lega e Forza Italia di nuovo all'attacco di Adriano Sofri, che si difende per la prima volta chiamando in causa anche Olga D'Antona e la lettera scritta a Fassino dopo il dibattito a Roma sul Partito democratico. Questa volta è la presenza annunciata a Bologna, lunedí prossimo, di Sofri a un convegno sui rapporti tra ebrei ed Israele (organizzato dal Comune) a scatenare le proteste. Il consigliere comunale di An, Patrizio Gattuso, giudica «inquietante la presenza di Sofri» ed evidenzia come si tratti di un «comportamento politicamente poco elegante per un condannato». Il capogruppo di Forza Italia, Daniele Carella, solleva invece il problema della paritá  di accesso agli spazi pubblici: «Quando anni fa fu ipotizzata da parte di una scuola la presenza di Mambro e Fioravanti ad un dibattito, Paolo Bolognesi (presidente dell'associazione familiari vittime della strage di Bologna, ndr), insorse perché erano persone condannate. Mambro e Fioravanti venivano a parlare delle vicende del terrorismo anni "˜70. Sofri, indicato sulla locandina di invito come scrittore, a che titolo viene a parlare degli ebrei?». Del tutto «inopportuno», concorda il capogruppo leghista alla Regione Emilia Romagna, Maurizio Parma, «che un ex brigatista, seppur amnistiato, venga ospitato dal Comune di Bologna in occasione di un convegno in qualitá  di relatore».

 

Ai suoi critici Sofri replica con una lettera che appare oggi sul Foglio. «L'ultimo dei miei desideri - scrive - è di rendere piú difficile un mestiere giá  difficilissimo, al segretario dei Ds o al sindaco di Bologna o a chiunque altri si voglia, attraverso me, colpire. Peró io sono un uomo libero». «Naturalmente - prosegue Sofri - vedo bene che questi assalti, e i prossimi, e gli altri mossi nei giorni scorsi, prendono a pretesto la lettera che l'on. Olga D'Antona ha indirizzato a Piero Fassino, protestando contro la mia partecipazione a un dibattito romano sul Partito Democratico. Quella lettera mi è dispiaciuta molto e mi ha offeso, ma questi sono sentimenti che riguardano solo me. L'intenzione di mettermi a tacere o di decidere dei miei movimenti è un'altra cosa». 

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