News per Miccia corta

14 - 02 - 2007

Epifani: la Cgil non prende lezioni di antiterrorismo da nessuno

La Cgil ha nel suo dna l'antiterrorismo e non ha bisogno di apprenderlo da nessuno. L'ha puntualizzato oggi Guglielmo Epifani, a Bari, nel corso del convegno sulle cittá  del Mezzogiorno e lo sviluppo, alla presenza dei quadri e delegati delle organizzazioni meridionali. "Sulla lotta al terrorismo mi permetto di dire che non intendiamo accettare lezioni da parte di nessuno - ha scandito il segretario generale della Cgil -, perché in questi giorni ho sentito cose giuste e anche cose profondamente ingiuste; cose dette a proposito e cose dette molto a sproposito". "Si rassicurino tutti - ha aggiunto Epifani - siamo e restiamo quelli che siamo e cioè impegnati in prima linea per combattere il terrorismo, per prevenirlo e per non scordarcelo il giorno dopo. Questa è la nostra caratteristica: non viviamo di campagne di opinione e non viviamo di ondate emotive, ma cerchiamo sempre di fare il meglio".

Per il gruppo dirigente di Corso d'Italia, e per l'intero sindacato, sono state ore difficili, con le notizie sull'operazione antiterrorismo che si rincorrevano (nuovi arresti, nuovi fermi) e una pressione mediatica in alcuni casi chiaramente scorretta. Ciononostante il lavoro non si è fermato. Epifani ha voluto ricordare ai delegati riuniti a Bari che è stata una precisa scelta, quella di tenere ferma la data dell'incontro anche di fronte al continuo evolversi di notizie e avvenimenti. 'Vi prego di credere - ha proseguito Epifani - che ancora al tavolo di questo convegno eravamo impegnati a capire cose che sono successe questa notte, cioe' qualche altro arresto a Milano e una bomba messa davanti alla sede della Digos di Padova (la porta di casa del responsabile della Digos di Padova, Lucio Pifferi, ndr). Avremmo potuto spostare il convegno, avremmo potuto io e il gruppo dirigente non essere qui questa mattina. Ma anche questa - ha spiegato Epifani - e' la nostra serietá ". Epifani ha concluso: "Quando dovessimo accorgerci che c'è qualche mela marcia, come sempre saremo inflessibili, col rigore necessario che ci viene dalla fedeltá  ai nostri valori, dal nostro ruolo e anche dalla coerenza con la quale possiamo camminare a testa alta".


La Fiom propone uno sciopero generale contro il terrorismo

Una riflessione sugli arresti di elementi neobrigatisti iscritti alla Cgil l'ha fatta anche la Fiom, oggi, durante l'attivo dei delegati della Fiom svoltosi oggi a Padova presso la Scuola Edile di Camin. In questa occasione il sindacato dei metalmeccanici - cui erano iscritti alcuni degli arrestati a Padova - ha proposto alle confederazioni Cgil, Cisl e Uil di costruire uno sciopero contro il terrorismo. "Credo che questa assemblea sia la dimostrazione di cosa è la Fiom e di chi sono i suoi delegati." Lo ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil, parlando con i giornalisti presenti all'attivo. "La Fiom e la Cgil - ha proseguito Rinaldini - hanno una loro storia. Tra sindacato e terrorismo c'è sempre stata una contrapposizione frontale. Noi non possiamo dimenticare che il terrorismo, dentro la strategia della tensione, ha cominciato a manifestarsi in Italia proprio nel 1969, mentre era in corso la lotta dei metalmeccanici che è sfociata nella conquista del Contratto del gennaio 1970."

"Il terrorismo - ha affermato ancora Rinaldini - ha tra i suoi scopi principali proprio quello di ridurre gli spazi del dibattito democratico e del conflitto sociale. Da questo punto di vista credo si debba affermare in modo netto che chi lega in qualsiasi modo le lotte sociali al terrorismo finisce per fare il gioco degli stessi terroristi. Proprio per questo noi intendiamo portare avanti nel modo piú aperto e libero sia il dibattito su tutte le questioni sindacali, sia le nostre iniziative, a partire da quella della manifestazione del prossimo 17 febbraio. La Fiom sará  a Vicenza come ci sará  la Cgil. E' bene chiarire fin da ora che, in tale occasione ogni eventuale provocazione sará  respinta nel modo piú fermo." "Per quanto riguarda le indagini condotte dagli inquirenti sull'organizzazione avente finalitá  terroristiche, la cui esistenza è stata denunciata in questi giorni - ha concluso Rinaldini - osservo che non avrebbe alcun senso minimizzare. Desidero anzi ribadire in termini non formali la nostra piena fiducia nella Magistratura e nel suo lavoro." All'attivo che si è svolto oggi a Padova, hanno partecipato circa 150 delegati Fiom del comprensorio e numerosi dirigenti delle strutture venete della Cgil, tra cui il segretario generale della Cgil Veneto Emilio Viafora, il segretario generale della Camera del Lavoro di Padova Ilario Simonaggio e il segretario generale della Fiom del Veneto Luciano Gallo. Ai lavori, che sono stati introdotti da una relazione di Leonardo Mazzotta (segretario generale della Fiom di Padova), era presente la segreteria nazionale della Fiom-Cgil.


Amato: le nuove Br non sono isolate
Le Brigate Rosse aderenti alla "seconda posizione" sono meno isolate del gruppo di Nadia Desdemona Lioce. Lo ha detto oggi alla Camera il ministro dell'Interno Giuliano Amato. "L'impostazione della cosiddetta 'seconda posizione', riflessa negli scritti e negli articoli apparsi su 'Aurora' - ha precisato il responsabile del Viminale - non e' rimasta sterile: siamo ben lontani da quella rete indefinita di nascosti consensi e di nascoste complicita' di cui le Br usufruirono prima dell'assassinio di Aldo Moro, che rappresento' la fine delle solidarieta' intorno a loro, ma di sicuro c'e' qualcosa di piu' dell'isolamento nell'azione militare dell'ala militarista della Lioce", responsabile degli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi. Sulla presenza nella Cgil di sette dei presunti terroristi arrestati il ministro dell'Interno ha detto che la loro iscrizione "e' di lettura ambivalente: puo' trattarsi tanto di adesione di questi iscritti alla Cgil, tanto di infiltrazione" nel sindacato. "Non sono in grado di avvalorare l'una o l'altra di questa tesi, ma vanno tenute in conto entrambe come possibili spiegazioni".

Sugli obiettivi dell'organizzazione Amato ha pero' sottolineato come "alcuni dei bersagli delle nuove Br erano solo ipotetici": nei loro confronti non ci sono state "preispezioni, ne' controlli di orari"' ovvero "atti preparatori propedeutici all'azione". Per altri invece "sono stati compiuti effettivi atti preparatori propedeutici ad un possibile attentato". In particolare per il punto 'Marco Biagi', centro di informazione sulle tematiche del lavoro gestito dal comune di Milano; l'abitazione del professor Ichino; due dirigenti della Breda, uno dei quali risultava imputato per la morte di alcuni operai per avvelenamento da amianto; un manager che ha ricoperto in passato diverse cariche in Breda, Ansaldo e Finmeccanica. Amato ha confermato inoltre i contatti tra le nuove B.R. e la criminalita' organizzata.

 

(www.rassegna.it, 14 febbraio 2007)

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