News per Miccia corta

13 - 02 - 2007

Prodi si congratula, ma dalla Cdl parte l`attacco alla sinistra

Foto Ansa

(Unitá .it, 13 febbraio 2007)

 

 

 

 

 

 

Dell'operazione antiterrorismo da Calcutta quando a Roma è prima mattina, parla il premier Romano Prodi, fresco dell'informativa del ministro degli Interni Giuliano Amato. Prodi si complimenta con Amato per il successo di «un'operazione molto importante soprattutto perché è stata una operazione preventiva», un'operazione – dice il primo ministro -che ha dato «un colpo molto serio a qualsiasi possibilitá  di riorganizzazione delle Br».

Quando le parole di congratulazione arrivano in Italia, vengono quasi travolte da un suono di tutt'altro genere, un clangore che viene dal centrodestra: un attacco frontale alla Cgil, alla sinistra, ai centri sociali, a settori della maggioranza, tutti in un unico guazzabuglio mefistofelico accusati di fornire il brodo di coltura del terrorismo. Ecco qua spiattellato il teorema dell'ex ministro
Maurizio Gasparri
, per il quale «non meraviglia » che ci siano tra gli arrestati anche due delegati d'azienda e altri cinque iscritti alla Cgil perché «la sinistra esalta i cattivi maestri e arma nuovi alunni». L'elenco va da ragazzi che contestano il libro di Pansa sui delitti rossi a Sofri che sale in cattedra per spiegare come si fa un partito accanto a Fassino, da Scalzone ormai libero in giro a seminare veleni al brigatista Ronconi che collabora con il governo. Fino a Caruso che, definisce un no-global che siede in Parlamento. E giú di seguito l'elenco di Gasparri prevede: Rifondazione comunista che a Bologna si rifiuta di rendere omaggio al professor Biagi. Cortei promossi da Diliberto durante i quali si grida "dieci, cento, mille Nassiriya. E infine il G8, i comitati no Tav, e le polemiche e manifestazioni contro gli Stati Uniti. «E ci si meraviglia del ritorno delle Brigate Rosse?», si chiede l'arguto esponente di An.«Il terrorismo nasce nelle aree ambigue della sinistra».

Un teorema che viene continuato dal collega di partito
Alfredo Mantovano
per il quale vanno anche aggiunti, come ugualmente «ambigui», le critiche alle posizioni di Pietro Ichino, uno dei possibili obiettivi delle nuove Br secondo quanto risulta dall'inchiesta. Perchè «chi è stato arrestato ieri puntava a colpire il promotore della riforma del pubblico impiego perchè prima queste proposte sono state demonizzate». E anche chi ha criticato Berlusconi, una delle sue case a Milano è stata segnalata come un altro possibile target di attentati. Perchè anche lí quest'ultimo «non è mai stato solo l'avversario: è stato ed è il nemico, tanto che nessuno a sinistra solidarizza con lui». Anche Sandro Bondi polemizza con il governo che non ha espresso la dovuta solidarietá  a Silvio Berlusconi. E Mauro Fabris, capogruppo dell'Udeur alla Camera, si associa a Gasparri pur con toni piú pacati invitando la sinistra a «fare una seria riflessione a sinistra perchè» «certi legami non sono stati ancora del tutto recisi».

Suonano cosí strane, in questo clima arroventato le parole con cui il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, il diessino
Luciano Violante
invita l'opposizione a una maggiore unitá  perché «tutte le forme di divisione aprono spazi al terrorismo». Violante si dice quindi «d'accordo con Matteoli, dobbiamo essere uniti nel bandire il terrorismo», e invita ad una «seria riflessione sul ribaltamento dei valori dimostrato dal ritorno di frange terroristiche e dalle forme di manifestazione contro la polizia provenienti da giovani». Quanto l sindacato, Violante spiega che «partiti e sindacati non sono strutture militari, quindi è facile che mafiosi o terroristi vi si iscrivano. «L'importante è come si reagisce e mi pare che il sindacato stia reagendo molto bene».

Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente dice, a nome dei Verdi «che sono una forza politica nonviolenta e gandhiana», vede nella Cdl «tentativi di strumentalizzazione davvero incredibili e squallidi». «Calunnie e insinuazioni che non servono a creare un grande argine democratico comune contro il terrorismo», s'inalbera il capogruppo alla camera di Rifondazione comunista Gennaro Migliore. «áˆ evidente – continua Migliore - che esiste un ottimo apparato investigativo e una magistratura che prevengono l'attivitá  delle organizzazioni clandestine, che purtroppo si infiltrano anche in realtá  che nulla hanno a che vedere con le finalitá  di questi criminali». Che alcuni terroristi fossero iscritti alla Cgil, per lui è una circostanza che di per sè non significa nulla. «Anzi, è importante che ci siano organizzazioni di massa che costituiscono una prevenzione democratica i terroristi sono criminali che possono annidarsi ovunque e per questo serve avere sempre una guardia molto alta». «Respingiamo lo sciacallaggio della destra contro il sindacato», si associa Marco Rizzo, Pdci.

 

Dagli schermi televisivi a mettere delle parole piú calme e riflessive arriva il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: «Non ce l'aspettavamo - dice il numero uno della Cgil riferendosi alla presenza di ben sette iscritti al suo sindacato tra gli accusati di terrorismo- e ci nterroghiamo», ma «la cosa che piú ci preoccupa - aggiunge - la presenza dei tanti giovani». Due degli arrestati, fa notare, hanno meno di trent'anni. Per Epifani è difficile individuare il «brodo culturale» in cui si è formato il neo brigatismo perchè, osserva, «puó essere tutto». Ma di fronte a chi chiede un impegno della Cgil non esita a rispondere: «Bisogna fare quello che abbiamo fatto nel passato, non considerare mai finito questo fenomeno, non far finta che le cose si possano accomodare, sostenere magistratura e le forze dell'ordine, isolare, usare un linguaggio in cui la coppia amico-nemico con la parola traditore non ci sia piú». Il leader della Cgil riconosce tuttavia che quello del sindacato non è un compito facile: «Le fabbriche stanno
cambiando, entrano i giovani, va via la vecchia generazione quindi abbiamo bisogno di costruire dal basso una capacitá  di rappresentanza e controllare di piú quello che succede sui luoghi di lavoro ma non è facile perchè molti di questi giovani sono assunti da pochissimo, molti sono precari e in ogni caso, ci tengo a dirlo, è un fenomeno fortunatamente molto, molto circoscritto».

 

Intervistato dalla Rai parla di questi arreti collegati alle nuove Br anche Sergio Segio, tra i fondatori di Prima Linea. E dice un'altra cosa, e cioè che se è pur vero che i brigatisti «sono contro il movimento e contro il sindacato», non ha senso, anzi a suo dire è solo controproducente rifiutarsi di ammettere che le  "Brigate Rosse" «non sono sedicenti rosse ma sono rosse: cioè portatrici di un progetto politico, pur terribile e sbagliato». Secondo Sergio Segio insomma soltanto una «risposta politica» e non esclusivamente militare puó togliere il terreno al terrorismo di sinistra in Italia. Ma evidentemente la sua «soluzione politica» non è quella classica del fronte democratico. Ma qualcosa che riguarda la sinistra.

 

 

 

 

 

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