News per Miccia corta

10 - 02 - 2007

I volti cancellati e rimossi di una generazione ribelle

(il manifesto, 10 febbraio 2007)

Marco Guarella


«Il '77 lo vedo attraverso tante immagini, volti di ragazzi e ragazze che non esistono piú. Io ho visto che i visi di quel periodo sono scomparsi. Non so perché sono scomparsi. Forse perché la faccia ognuno se la fa attraverso le domande che si pone: e quelle domande non esistono piú, o forse non sono formulate come le furono allora. In ogni caso i visi del '77 non esistono piú». Sono alcune frasi che accompagno la mostra che per due gioni a partire da oggi fino a domenica Tano D'amico esporrá  a Roma nell'Atelier Occupato ESC (Via dei Reti 15; ogni giorno dalle 18 alle 24, www.escatelier.net). Cinquanta scatti, molti dei quali inediti per raccontare il 1977, anno, ri(at)tualizzato, spesso demonizzandolo o smplificandolo, in questo trentennale.
Nella complessitá  degli anni Settanta c'è l'insostituibile lavoro fotografico di Tano D'Amico, che nelle pagine di Lotta Continua pubblicava memorabili fotografie in grado di scandire il ritmo del «Movimento» di allora. Tano ha alle spalle quarant'anni di attivitá , durante i quali ha registrato, attraverso i suoi scatti, migliaia di storie, provando ogni volta a far emergere anche l'invisibile, quei perché, quei come che erano al fondo di scelte individuali o collettive.
La capacitá  di Tano D'Amico di essere amato da tantissime generazioni e movimenti tra loro cosí differenti trova risposta, oltre che nella sua limpida etica professionale, anche nella sua costante capacitá  di indignarsi verso chi, pur «ballando alcune stagioni», le ha presto dimenticate per diventare come «gli altri» contro cui si scagliava.
Per quell'anno «dannato» molti giovani di adesso, pur nella distanza del linguaggio e delle forme di vita, manifestano affinitá  elettive, quasi che le domande che si pongono oggi siano le stesse di allora. Oppure perché per rappresentare i «ribelli di oggi» si usano le immagini grandguignolesche di allora. Significativo, a questo proposito, il fatto che i principali quotidiani italiani hanno scelto per raccontare le autoriduzioni del novembre 2004 a Roma la foto di un manifestante con la pistola in mano a Milano durante il 1977.
Ma questa tensione «cannibale» a cancellare il presente evocando il passato è la stessa di tanti assessori alla cultura venuti dopo il '77, quando hanno copiato, fagocitato le feste e i linguaggi ribelli, alimentando cosí un feticismo della memoria addomesticata. Il '77, fuori da ogni cronologia, fu per molti un anno di svolta. Un anno che segnava la sofferenza di molti che, con violenza, venivano esclusi. Chi quell'anno lo ha attraversato pienamente, spesso per continuare a vivere lo ha rimosso: un anno dove le cose sono comparse e scomparse quasi tutte quante insieme. Sono rimasti solo i loro volti. Oggi le foto di Tano D'amico esposte a Roma riempiono dunque un vuoto e parlano di «qualche cosa» che è stato dimenticato, meglio rimosso.

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