News per Miccia corta

10 - 02 - 2007

Si oppone alla gita a Predappio insultata dai compagni di classe

(la Repubblica, 10 febbraio 2007, Pagina 29 – Cronaca) 

 

 

I genitori: "ሠuscita da scuola in lacrime, nessuno l'ha difesa, neppure la prof"

 

Un gruppetto di alunni aveva chiesto di visitare la cittá  natale di Mussolini

 

ANNA MARIA LIGUORI

 

 

 

ROMA - Insultata dai suoi compagni di classe perché ha detto no a una gita scolastica a Predappio, perché non se la sentiva di andare in visita nei luoghi dove il Duce è sepolto, lei che ha avuto il nonno ebreo polacco in un campo di concentramento per tre anni e che ha sentito i suoi racconti di unico sopravvissuto dell'intera famiglia. Sara (nome d'invenzione), 12 anni e mezzo, alunna della scuola media Renato Fucini a Talenti, nel quartiere Montesacro a Roma, non ha retto il tradimento collettivo ed è tornata a casa in lacrime e sotto shock, raccontando tutto a mamma e papá . I genitori hanno cosí scritto una lettera al preside dell'istituto, alla professoressa d'Italiano, presente in classe durante l'aggressione verbale, e al sindaco Walter Veltroni «non per andare contro qualcuno - scrivono - ma per non tacere fatti razzisti e xenofobi».

 

E i fatti sono questi. «Tutto è cominciato il 30 gennaio scorso - spiega la madre di Sara - quando la professoressa ha chiesto alla classe di scegliere una meta per una gita scolastica di 3 giorni. Nessuno avanzava proposte, tranne alcuni studenti che chiedevano di fare una visita a Predappio. Subito una minoranza di alunni si è dimostrata contraria, tra loro mia figlia e una sua amica. Premetto che sia mia figlia che la sua compagna frequentano regolarmente a scuola il corso di religione perché noi non siamo di fede ebraica».

 

La gita a Predappio non passa e tutto sembra finito lí. Ma pochi giorni dopo, il 2 febbraio, in classe si torna sull'argomento insieme alla professoressa. «áˆ stato allora che nostra figlia e la sua amichetta sono state apostrofate con veemenza da alcuni compagni i quali le incolpavano di aver fatto fallire il progetto - spiega il padre di Sara - le hanno incalzate pretendendo motivazioni riguardo al loro voto contrario. I toni si sono accentuati sempre piú, senza che l'insegnante riuscisse a mitigarli ed a preservare le ragazze dagli attacchi ingiustificati dei compagni, al punto che alcuni di loro hanno chiesto a nostra figlia "ma cos'hai contro Mussolini?". Sara ha risposto ma «come vi sentireste voi se parte della vostra famiglia fosse stata uccisa nei campi di sterminio?». Il gruppetto non si è piú tenuto. «Sono volate risposte di scherno espresse volgarmente da alcuni compagni - continua la madre di Sara - tanto che nostra figlia e la compagna sono uscite dalla classe in lacrime, senza peraltro ricevere conforto alcuno da parte dei presenti».

 

Poi i genitori di Sara sono stati ricevuti dal preside della scuola e dalla professoressa d'italiano. «Entrambi hanno immediatamente capito la situazione, si sono scusati e si sono impegnati a tenere eventuali reazioni sotto controllo», conclude il padre di Sara.

 

Il sindaco di Roma Walter Veltroni - che ha qualificato l'episodio come «inaccettabile» - e Piero Terracina, ex deportato nel campo di sterminio di Auschwitz, incontreranno nei prossimi giorni gli studenti della Fucini: la scuola entrerá  nel "Progetto Memoria" per ricordare gli orrori della Shoah promosso dal Comune di Roma.

 

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