News per Miccia corta

08 - 02 - 2007

Una sessantottina fra vecchi precoci ed eterni bambini

(La Stampa, 12/1/2007)

 

MASSIMO GRAMELLINI

 

Il saggio romanzesco, ma per nulla romanzato di Lucia Annunziata sul "╦ť77 coglie la sinistra nell'ultima foto di gruppo prima della disgregazione. E si rivolge soprattutto a loro, ex, neo, post e anticomunisti di sinistra, che il "╦ť77 lo hanno interpretato da protagonisti sofferti e sembrano condannati a viverne in eterno le contraddizioni. Per capire perch├ę i riformisti non sopportano Bertinotti, i girotondini D'Alema e Nanni Moretti praticamente nessuno, bisogna rovistare nell'armadio di quell'anno. Tutti gli scheletri rossi sono l├ş. Il divorzio della politica dall'utopia. Il dialogo impossibile fra chi vuole conquistare le istituzioni e chi ├Ę interessato solo ad abbatterle. La psicosi difensiva dei dirigenti di scuola comunista che nei contestatori e nei violenti non vedono mai dei figli ribelli, ma un complotto delle forze della reazione.

 

 

Con il passo serrato della cronaca, l'autrice racconta i fatti dal punto di vista di quella generazione di sessantottini che oggi ci governa, ma che allora si trov├│ a subire pi├║ che a guidare un movimento che col "╦ť68 gi├í┬á non c'entrava pi├║ niente, perch├ę aveva smesso di credere nella possibilit├í┬á di cambiare il mondo attraverso la presa del potere e anticipava piuttosto i temi della modernit├í┬á: l'individualismo, la rabbia iconoclasta e il precariato, inteso come assenza di protezione e di futuro. Rispetto ai fratelli maggiori del "╦ť68, che volevano portare l'immaginazione al potere e invece ci hanno portato solo l'immagine (la loro), gli studenti e i lavoratori precari (allora si diceva ┬źnon garantiti┬╗) del "╦ť77 si presentano come una cavalleria scatenata, e non solo nella violenza, anche nella fantasia irriverente e allergica a ogni autorit├í┬á. Ma una cavalleria priva di stato maggiore: il pci e il sindacato. Di fanteria: gli operai delle fabbriche. E di retrovie: la stragrande maggioranza dei liceali, ormai avvinta fra le spire del Riflusso. Per molti adolescenti di allora il "╦ť77 non fu l'anno delle P38, ma della Febbre del Sabato Sera. Altre differenze: al "╦ť77 manca la dimensione internazionale (unica eco all'estero sar├í┬á l'immancabile manifesto di solidariet├í┬á degli intellettuali francesi ) e un progetto politico che non sia quello di distruggere tutto. Ma per Annunziata il movimento non pu├│ essere ridotto solo alla violenza o alla convivenza con chi la praticava. Gli ┬źindiani metropolitani┬╗ sono i primi a intuire le nuove frontiere della comunicazione, tanto che molti dei loro leader, quelli non morti di overdose, diventeranno apprezzati autori televisivi. Se la storia del "╦ť68 l'avevano scritta i tazebao maoisti fotocopiati dagli ┬źangeli del ciclostile┬╗, il nuovo verbo passa attraverso le radio (la bolognese Alice, soprattutto), i giochi di parole (┬źLama non l'ama pi├║ nessuno┬╗,) e i coretti in rima (┬źMagri scemo, guarda quanti semo┬╗), mentre cresce l'insofferenza per la mediazione giornalistica degli avvenimenti e si elegge a unica fonte credibile la rubrica delle lettere di Lotta Continua, una specie di antesignano dei blog.

 

 

Al crocevia di questo pandemonio, l'Annunziata osserva la scena dalla redazione del manifesto e ne diventa attrice, prima partecipe e poi sempre pi├║ critica, testimoniando la parabola di un movimento che all'inizio aveva catalizzato l'insofferenza di moltissimi giovani di sinistra per il grigio pci, salvo poi perdere i pezzi a mano a mano che si lasci├│ trascinare da una minoranza di rivoluzionari freddi e ossessivi su una strada senza ritorno. L'episodio cruciale ├Ę l'assassinio di Casalegno, vicedirettore de La Stampa. Un delitto condannato in un'intervista dal figlio, militante di Lotta Continua. Per Annunziata quella scena drammatica segna la fine dell'ambiguit├í┬á con cui il gruppo di Sofri, a differenza di altre trib├║ di sinistra, aveva seguito l'involuzione sanguinaria della protesta. Il libro far├í┬á discutere: soprattutto i coetanei dell'autrice che ci si ritroveranno dentro, dal giovane e gi├í┬á dalemiano D'Alema a Paolo Mieli, impassibile fumatore di sigari in mezzo alla tormenta. Anche se gli strali pi├║ acuti Annunziata li riserva agli eterni bambini di Lotta Continua e ai vecchi precoci del Pci, che di lottare avevano perso la voglia da tempo.

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