News per Miccia corta

08 - 02 - 2007

Sofri, la D'Antona critica Fassino

(la Repubblica, GIOVEDáŒ, 08 FEBBRAIO 2007, Pagina 26 - Interni)

 

Il segretario Ds aveva voluto alla presentazione della mozione anche l'ex leader di Lc condannato per il caso Calabresi 

 

La vedova del giurista: perché era sul palco con te? 

 

 

ALBERTO CUSTODERO 

 

 

ROMA - «Perché i Ds, partito di governo, scelgono Adriano Sofri come interlocutore privilegiato? Qual è il significato simbolico di questa scelta?». Non è piaciuta a Olga D'Antona, moglie del giurista trucidato dalle Br nonché deputato ds, la presenza dell'ex leader di Lotta Continua - condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Calabresi - sul palco dei Ds accanto a Fassino, D'Alema e Veltroni. L'occasione era il lancio della «mozione Fassino».

La vedova D'Antona s'è rivolta a Fassino chiedendogli «se, in un Paese democratico, l'invito a Sofri non rappresenti un vulnus, una "˜ferita' nei rapporti con una delle piú importanti istituzioni dello Stato, la magistratura, che ha emesso una sentenza definitiva, infliggendo una pena non ancora completamente scontata».

La sua netta contrarietá  per quanto accaduto, Olga D'Antona l'ha poi espressa in viva voce ieri pomeriggio nel corso di una animata telefonata col segretario Piero Fassino avvenuta a Montecitorio. Ecco le sue parole: «Il problema, caro Piero, è politico. Tu hai il dovere di spiegare, non a me, non a Olga D'Antona, ma alla gente. Perché la presenza di Sofri non è stata chiara a molti». La deputata Ds ha colto l'occasione per contestare al suo segretario quel che, a suo parere, non va dentro il partito. E l'ha invitato a fare chiarezza intensificando i momenti di contatto anche umani all'interno del partito.

La polemica di Olga D'Antona ha suscitato reazioni opposte. Carole Beebe Tarantelli, la vedova dell'economista ammazzato dalle Br che ancora aspetta che sia consegnato alla giustizia uno dei killer di suo marito, ha giudicato «inopportuno» il fatto che Sofri abbia sostenuto la «mozione Fassino» perché - ha spiegato - «un dibattito è una cosa. Il momento formativo di un nuovo partito è un'altra». Non critico sulla presenza, ma su quanto dichiarato da Sofri il leader del nuovo correntone diessino, Fabio Mussi. «Lanciando un'anatema contro la minoranza dei Ds, Adriano è andato fuori dal seminato».

Fra chi ha preso le distanze dalla polemica di Olga D'Antona - interpretando la linea politica del partito - il senatore Andrea Ranieri, responsabile nazionale Ds per il «sapere e l'innovazione». Pur avendo il massimo rispetto per il dolore delle vittime del terrorismo, Ranieri ha giudicato «Adriano Sofri una testimonianza di capacitá  e di cambiamento, per questo sono stato felice di vederlo al tavolo per la presentazione della "˜mozione Fassino'». «La scommessa del partito Democratico - ha aggiunto - si basa sulla capacitá  di cambiare se stessi per far fronte ai grandi cambiamenti del mondo e dell'Italia. Di queste capacitá  di cambiamento, della tensione e del valore, ma anche della ricchezza e della gioia che questo comporta, Adriano Sofri è una delle testimonianze piú alte. Per questo sono stato felice di vederlo al tavolo della presentazione della mozione con cui Piero Fassino rende evidenti le ragioni e la necessitá  del partito nuovo». 

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