News per Miccia corta

24 - 01 - 2007

1977: trent`anni dopo le molotov

(Vita, n. 3/07, 26 gennaio 2007)

 

 

 

di Stefano Arduini

 

 

 

 

Una ricorrenza troppo ghiotta: 1977-2007. Trent'anni dopo tre libri (ma ne sono in arrivo altri) ci restituiscono il caos cupo di una stagione italiana. Il 77 fu infatti cosa altra rispetto al 68. Per la sua italianitá  assoluta, ma soprattutto per la crisi della speranza del cambiamento che aveva animato la precedente generazione. Sullo sfondo della stagione delle P38, nelle pagine pubblicate oggi opportunamente compaiono altre esperienze che segnarono quella fase: l'attivismo sociale di padre Turoldo recuperato da Segio o l'allegria degli Indiani Metropolitani su cui si soffermano sia Vecchio che Annunziata. Oltre l'anno delle molotov, il 77 fu l'anno del boom dell'eroina. Sul finire degli anni 70, insomma, si respirava un'aria pesante. Affondano lí le radici di gran parte dell'attuale classe dirigente.

 

 

Una vita in prima linea

 

di Sergio Segio,

 

Rizzoli, pp. 394, euro 18,50

 

 

Non è un libro di scuse. Ma in queste pagine Sergio Segio, fondatore di Prima Linea, ha spiegato una scelta, quella della via armata, che a trent'anni di distanza puó apparire folle. Non fu cosí. Spiega: «C'era in quel periodo un'idea di supplire con la giustizia proletaria alle troppe inadempienze di quella ufficiale e classista, di esercitare una legalitá  alternativa alla facciata ipocrita e violenta dietro la quale lo Stato nascondeva corruzione, stragi, oppressione». In questo contesto Segio non rinuncia a marcare il solco che divideva PL dalle Brigate Rosse («Per noi l'organizzazione era "la famiglia". I brigatisti chiamavano invece la propria casa madre "la ditta"») e ad ammettere la sconfitta della proprie scelte: «Inseguendo il sogno della giustizia siamo precipitati in fondo al pozzo della mancanza di libertá ». Di assoluto valore giornalistico il «Che fine han fatto» riferito ai suoi ex compagni.

 

 

Ali di Piombo

 

di Concetto Vecchio,

 

Bur, pp. 281, 9,40 euro

 

 

La stagione delle P38 fu anticipata da un movimento creativo che si spense giá  nei primi mesi dell'anno. La bandiera dissacrante degli Indiani Metropolitani, il gruppo piú rappresentativo della fase embrionale del 77, ben presto si ammainó sotto il peso della precarietá  di studio e lavoro, di cui quella generazione si sentiva vittima. ሠquesta la chiave con cui Concetto Vecchio, caposervizio al quotidiano Trentino, affronta il suo secondo libro (dopo Vietato obbedire) dedicato agli anni della lotta armata. In poche settimane il campo fu occupato dalla politica e dal piombo. Le pistole compaiono in un'universitá , quella di Roma, con un'incursione fascista a cui segue la risposta dei gruppi dell'autonomia operaia. La miccia è scoppiata. Da questo momento, la penna di Vecchio accompagna la cronaca. Gli avvenimenti parlano da soli.

 

 

1977. L'ultima foto di famiglia

 

di Lucia Annunziata,

 

Einaudi, pp. 165, 14,50 euro

 

 

Scovare gli scheletri nell'armadio della sinistra oggi al potere. Con questo obiettivo Lucia Annunziata ha dato alle stampe la sua ultima fatica. Da una scrivania del Manifesto, suo osservatorio di allora, la giornalista indaga le radici delle fratture che ancora oggi dividono Bertinotti dai riformisti e D'Alema dai girotondini. Un salto all'indietro che porta l'autrice a individuare il punto di non ritorno nella condanna a morte del vicedirettore della Stampa, Casalegno, il cui figlio Andrea era militante di Lotta Continua. La rassegna non dimentica il passato di altri leader oggi distanti anni luce come Adriano Sofri, detenuto, e Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera. Facile prevedere il polverone di polemiche che seguirá  la pubblicazione. Accuse, repliche e contro repliche. Soprattutto nei piani alti del Palazzo.

 

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