News per Miccia corta

16 - 01 - 2007

``In prigione chi nega l'Olocausto``

(La Repubblica, MARTEDáŒ, 16 GENNAIO 2007, Pagina 24 – Esteri)

 

 

 

Il governo Merkel vuole assumersi responsabilitá  storiche. La proposta al vertice dei ministri dell'interno europei 

 

 

 

  Andrea Tarquini

 

BERLINO - Chi nega l'Olocausto deve essere punibile con la prigione in tutta l'Unione europea. Ecco la proposta della presidenza di turno tedesca, che la Germania di Angela Merkel espone al consulto di Dresda dei ministri dell'Interno europei. Con l'iniziativa Berlino vuole assumersi appieno le sue responsabilitá  verso il passato, verso il popolo ebraico e nella lotta al razzismo e alla xenofobia. Ma l'idea tedesca spacca l'Europa: in Italia il negazionismo non è punibile; per altri governi, a cominciare dalla Svezia, si introdurrebbe un pericoloso precedente di limitazione della libertá  d'espressione. Anche con complicazioni internazionali: l'Iran islamico del presidente Ahmadinejad nega la Shoah e ha appena organizzato una conferenza internazionale propagandistica che ha rafforzato le correnti antisemite e anti-israeliane nel mondo.

 

La proposta tedesca è stata elaborata dalla ministro della Giustizia, Brigitte Zypries, socialdemocratica, in pieno accordo con la Cancelliera cristiano-conservatrice (Cdu) Angela Merkel e con il ministro dell'Interno, Wolfgang Schaeuble, ex vice di Kohl e senior leader dei dc tedeschi. La Grande coalizione tra Spd e Cdu-Csu spera che la Ue vari l'iniziativa entro aprile. Il punto di partenza è un testo elaborato due anni fa, quando ebbe la presidenza di turno, dal Lussemburgo del premier dc Jean-Claude Juncker, da sempre vicinissimo a Kohl e Schaeuble, che prevedeva di introdurre in tutta la Ue pene detentive da uno a tre anni per chiunque in pubblico affermi tesi negazioniste. Ora Berlino, sullo sfondo del tragico passato tedesco, vuole dare l'esempio e tra le prioritá  del governo Merkel c'è la lotta all'ultradestra; asserendo che come la libertá  d'espressione non puó aprire pericolosi spazi né ai veleni neonazisti, né a chi nega la veritá  storica. E' il principio per cui in Austria lo storico negazionista inglese David Irving è stato condannato nel 2006 in prima istanza a una pena detentiva, commutata in appello con la scarcerazione e l'espulsione.

 

Il confronto è aperto e difficile, tra i 27 paesi membri dell'Unione europea, con nove governi a favore mentre fonti diplomatiche tedesche assicurano che i dubbi e le reticenze dell'Italia sul tema si stiano ammorbidendo. Ma altri - Regno Unito, Olanda, Danimarca, la Svezia anche con critiche ufficiali - obiettano che una simile misura introdurrebbe in tutta la Ue limiti al principio della libertá . La negazione dell'Olocausto è punibile in alcuni paesi Ue, come Germania e Austria. Un compromesso potrebbe essere varare l'iniziativa a livello europeo, consentendo eccezioni agli Stati in cui la norma contraddica la Costituzione. Ancora in discussione in Francia la ratifica di una legge che punisce penalmente la negazione del genocidio degli armeni in Turchia all'inizio del ventesimo secolo. 

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