News per Miccia corta

16 - 01 - 2007

In Provincia un cippo per Calabresi

(La Repubblica, MARTEDáŒ, 16 GENNAIO 2007, Pagina V – Milano)

 

 

 

    La vedova Gemma: "Grazie, è una decisione che apprezzo"   

  

La stele sará  collocata nella sala di via Corridoni 

 

 ANDREA MONTANARI 

 

 

 

 

Una stele ricorderá  il commissario Luigi Calabresi nella sala dei congressi della Provincia di via Corridoni a trentacinque anni dal suo assassinio. Lo ha deciso ieri la giunta provinciale. «Un gesto doveroso - spiega Palazzo Isimbardi - perché i giovani abbiano memoria verso un servitore dello Stato che ha sacrificato la sua vita». Un gesto che peró non è piaciuto a Rifondazione comunista, che chiedeva di dedicare il cippo anche all'anarchico Giuseppe Pinelli, volato dal quarto piano della Questura il 15 dicembre del 1969 in una pausa del suo interrogatorio come indagato per la strage di piazza Fontana. Parole di apprezzamento invece da Gemma Calabresi, vedova del commissario. «Quando si fa qualcosa per la memoria - ha commentato - è sempre una scelta importante perché la memoria va ricordata. Ringrazio di cuore la Provincia per questo gesto».

Alla fine di un teso braccio di ferro l'ha spuntata il presidente Filippo Penati, ma Rifondazione per protesta si è astenuta. «áˆ stata un'occasione persa - tuona ora il segretario Nello Patta - Avevamo sperato che le parole del presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ha definito Pinelli la diciassettesima vittima della strage di piazza Fontana, non cadessero nel vuoto. Siamo delusi e speriamo che Penati ci ripensi».

Anche i tre assessori di Rifondazione Irma Dioli, Bruno Casati e Giansandro Barzaghi hanno firmato un documento in cui ribadiscono «un'esplicita riserva» sulla decisione della giunta, che era stata concordata una settimana fa durante un vertice di tutti i segretari provinciali dell'Unione. Nonostante qualche perplessitá  iniziale, alla fine si sono schierati con Penati anche i Comunisti italiani. «Una cosa è contestare quanto ha deciso la giunta - spiega l'assessore alla Casa e all'Integrazione sociale Francesca Corso - altro è chiedere alla Provincia l'impegno di ricordare in futuro anche Pinelli». Duro l'assessore provinciale alla Sicurezza dello Sdi Alberto Grancini: «Rifondazione sbaglia. Vogliamo contribuire a chiudere una fase della politica italiana nella quale la violenza ha prevaricato il confronto politico».

Duro anche il giudizio della Casa delle libertá . «L'iniziativa di Penati è lodevole - sottolinea il capogruppo di Forza Italia in Provincia Bruno Dapei - ma spiace che una componente importante della sua maggioranza ancora una volta remi contro. Non siamo davanti a degli extraparlamentari che scalpitano, ma a una fetta importante dell'Unione». Poi una stoccata: «Se qualcuno ha ucciso Pinelli non è stato certo Calabresi. Ma una cosa è certa: Calabresi non si è suicidato».

Oggi l'iniziativa di Palazzo Isimbardi sará  illustrata anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Milano. E il presidente Penati spera che il capo dello Stato possa partecipare all'inaugurazione della stele il 17 maggio, trentacinquesimo anniversario della morte di Calabresi. Quanto a Giuseppe Pinelli, dentro l'Unione c'è voglia di minimizzare, ma certo da ieri, nell'ala della sinistra antagonista, si è riaperta la ferita di poco meno di un anno fa. Quando gli anarchici del ponte della Ghisolfa ricollocarono sul prato di piazza Fontana la targa in suo ricordo con il testo originario vicino a quella cambiata dall'ex sindaco Gabriele Albertini, che aveva cancellato dalla motivazione la parola «ucciso» sostituendola con la frase «innocente morto tragicamente».

 

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L'INTERVISTA 

 

"Polemiche inutili, inviteró il presidente della Repubblica all'anniversario della morte del commissario il 17 maggio" 

 

 

Penati: giusto ricordare anche Pinelli ma prima pensiamo a chi serví lo Stato 

 

 

 

 

gli alleati La pensiamo in modo diverso da Rc ma non ci sono smagliature e il dibattito resta aperto 

 

la memoria Bisogna impegnarsi tutti insieme per far capire ai giovani gli eventi di quegli anni 

 

 

ANDREA MONTANARI 

 

 

«Le polemiche non servono, una vera pacificazione nasce solo sulla base di una memoria condivisa. Il cippo per Luigi Calabresi è un atto doveroso verso un servitore dello stato ucciso barbaramente in agguato sotto casa». Il presidente della Provincia Filippo Penati difende la decisione della sua giunta, che sará  illustrata oggi al presidente della Repubblica oggi a Milano: «Sarebbe bello se Giorgio Napolitano intervenisse alla cerimonia per il trentacinquesimo anniversario della sua morte, il 17 maggio».

Presidente Penati, lei parla della necessitá  di una memoria condivisa, ma nel frattempo un partito importante della sua maggioranza, Rifondazione comunista, si è astenuto su questa sua proposta, chiedendo che il monumento fosse dedicato anche all'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dal quarto piano della Questura il 15 dicembre del 1969.

«Della proposta di Rifondazione comunista non ho ritenuto accoglibile solo la richiesta di un omaggio contestuale. Non avrebbe aiutato a raggiungere l'obiettivo di una memoria condivisa. Su questo punto la pensiamo diversamente, ma l'Unione alla fine ha saputo comunque assumersi le sue responsabilitá  senza smagliature. Quello è il dato fondamentale, sul resto il dibattito è aperto. Naturalmente ci sará  tempo anche per ricordare Giuseppe Pinelli».

Si spieghi meglio.

«Raggiungere una vera memoria condivisa oggi significa mettere in fila gli eventi di quegli anni e raccontarli per come sono avvenuti, per consentire ai giovani che sanno poco o nulla di quei fatti di conoscerli e di farsi un'idea di quel clima».

Cioè?

«In un recente sondaggio commissionato dalla Provincia è emerso che i giovani hanno le idee molto confuse sulle vicende accadute in quegli anni. Bisogna fare chiarezza, ma questa è un'operazione possibile solo se si è disposti a non fare sconti a nessuno. Per questo credo sia doveroso ricordare oggi il gesto del sacrificio di una vita umana come quella di Luigi Calabresi».

E l'anarchico Pinelli? Non merita un ricordo, come chiede Rifondazione?

«Sono d'accordo con il presidente della Camera Fausto Bertinotti, che lo ha definito la diciassettesima vittima della strage di piazza Fontana. Anche la sua figura merita un ricordo, ma prima è giusto rendere omaggio a chi ha dato la vita per servire lo stato».

A chi affiderete la realizzazione del cippo?

«Lo decideremo d'accordo con la famiglia Calabresi. ሠuna scelta che voglio condividere con loro. Per il momento, la cosa piú importante è che una istituzione milanese abbia deciso di ricordarlo a trentacinque anni dalla sua morte. Il cippo sará  pronto per l'anniversario il 17 maggio».

Inviterá  all'inaugurazione anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che oggi è in visita a Milano?

«Gliene parleró oggi stesso e spero proprio che possa essere presente quel giorno». 

 

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