News per Miccia corta

13 - 01 - 2007

Il neo fascista Izzo condannato a un altro ergastolo

(La Repubblica, Pagina 31 – Cronaca)

 

 

 

 

La deposizione del "mostro del Circeo" prima della sentenza: "Sono un sentimentalone, un uomo sensibile..."

 

La difesa del detenuto a Campobasso sperava nella seminfermitá  mentale poiché recidivo

 

 

CATERINA PASOLINI

 

 

 

ROMA - «Sono un sentimentalone, uno sensibile, se mi avessero saputo prendere non le avrei uccise», dice Angelo Izzo poco prima che arrivi la sentenza nell'aula del tribunale di Campobasso. Ed è una condanna netta: ergastolo per il "mostro del Circeo", carcere a vita per l'uomo che giá  30 anni fa stupró e ammazzó senza rimorsi. E che ieri parlava con tono tranquillo, indifferente, sereno mentre a pochi metri lo guardava con odio Angelo Maiorano, suo amico ed ex compagno di cella, boss della Sacra corona Unita, ma soprattutto il padre e marito delle sue due ultime vittime. Di Carmela e della piccola Valentina di appena 14 anni violentata prima di morire. Madre e figlia torturate e uccise senza pietá  il 28 aprile del 2005 in una villetta di Ferrazzano: soffocate, ammanettate e poi come roba vecchia chiuse in un sacco della spazzatura e gettate sotto mezzo metro di terra in giardino con la complicitá  di due giovani.

 

La condanna arriva che dopo 4 ore di camera di consiglio, quando sono passate le dieci di sera, e accoglie in pieno la richiesta del pm Rita Caracuzzo. Gli avvocati di Izzo invece, nonostante le perizie contrarie, speravano nella la seminfermitá  mentale con ricovero in ospedale psichiatrico e sospensione della pena: «perché è un recidivo, ha alle spalle una vita di comportamenti anomali», aveva detto nel pomeriggio Filomena Fusco, uno dei suoi legali. Per i compagni di quella notte maledetta fatta di sangue e violenza, i destini sono diversi. Per Luca Palaia, complice negli omicidi è in corso il processo con rito ordinario mentre Guido Palladino, proprietario della villetta dove si è consumata la tragedia, ha patteggiato nei mesi scorsi l'accusa di complicitá  nella distruzione dei cadaveri: aveva gettato acqua e cemento sui corpi perché non restassero tracce.

 

ሠil 30 aprile del 2005 quando Palladino e Palaia vengono arrestati durante un controllo casuale perché in auto hanno due pistole. E partendo da quell'arresto i poliziotti arrivano a scoprire la macabra veritá  dietro la sparizione di madre e figlia, delle due donne che tutti pensavano fosse partite, trasferitesi altrove sognando una nuova vita, un nuovo lavoro. Impauriti i due giovani raccontano infatti agli agenti una storia sconvolgente: il 28 aprile in una villetta vicino a Ferrazzano, piccolo centro a pochi chilometri da Campobasso, di proprietá  della famiglia di Palladino, è stato commesso un duplice omicidio. Le vittime sono Maria Carmela Linciano e la figlia quattordicenne Valentina Maiorano, moglie e figlia del boss pentito della Sacra Corona Unita, Giovanni Maiorano. Autore del crimine, affermano i due, è Izzo. Il massacratore del Circeo sta scontando un ergastolo a Campobasso, beneficia tuttavia del regime di semilibertá . Dopo 30 anni di galera sembra essere pentito, appare come un uomo diverso. Di giorno lavora presso un'associazione di volontariato "Cittá  Futura" che ha sede a poche decine di metri in linea d'aria dal carcere di via Cavour, e ogni sera rientra in cella.

 

ሠintelligente, abile, manipolatore. Col suo comportamento apparentemente irreprensibile e la sua parlantina sciolta ha ingannato tutti, psicologi, gente che il carcere lo conosce, convincendoli a concedergli un'altra possibilitá . Ha convinto tutti, anche Maria Carmela promettendole un futuro diverso, una vita all'estero. Convincendola a raggiungerlo con la figlia nella villetta dove aveva giá  deciso di ucciderle.

 

 

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