News per Miccia corta

12 - 01 - 2007

TERRORISMO: FUNERALI NICO AZZI IN SANT`AMBROGIO A MILANO

(ANSA) - MILANO, 12 GEN - Giovani con le teste rasate e vecchi amici con i capelli ormai bianchi. Qualche saluto fascista, bandiere nere e rosse con la croce celtica, ma solo fuori dalla basilica, all'uscita della bara dopo la cerimonia, per i funerali dell'ex terrorista nero Nico Azzi.

All'interno le prime due file di banchi erano invece piene di bambini delle elementari, i compagni di scuola della piccola Matilde a ricordare che Nico Giuseppe Azzi era stato un giorno un estremista nero ma che adesso era un padre affettuoso e premuroso. E, in ogni caso, dopo le polemiche di ieri sull'opportunita' di concedere la basilica di Sant'Ambrogio per i funerali dell'ex terrorista degli anni '70, morto a 55 anni ieri per un attacco cardiaco, la cerimonia si e' svolta nel piu' perfetto ordine, alla presenza di circa duecento persone.

Sulla bara di Azzi un cuscino di margherite bianche e il tricolore con, in campo bianco, l'aquila rampante sul fascio littorio. Intorno un picchetto di quattro giovani con bomber, anfibi e testa rasata. Tra la folla pochissimi i volti noti: c'erano Ignazio e Romano La Russa e il leader della curva rossonera Gianfranco Capelli, detto 'il Barone', coetaneo di Azzi che invece - ha ricordato La Russa - era notoriamente un 'grande interista'. 'A volte ci sembra imperfetta la vita delle persone - ha detto il celebrante nell'omelia, rivolgendosi ai familiari dello scomparso, particolarmente alla figlioletta Matilde di otto anni - ma questo papa' che e' passato, e' stato capace di lasciar cadere la goccia dell'amore. Nella vita di ogni persona niente va sprecato'.

'L'ho conosciuto quando aveva 16 anni e venne a iscriversi alla Giovane Italia - ha detto Ignazio La Russa - e ho voluto portare le condoglianze alla signora Maria Luisa e alla piccola Matilde. Ma ho anche voluto dimostrare la mia contrarieta' a chi, comunista e quindi ateo, pretende anche di decidere quali luoghi di culto devono essere o non essere concessi. E' qualcosa che ci riporta ai tempi in cui a Milano per la destra non c'era agibilita' ne' in piazza ne' in chiesa'.

Di Azzi, l'esponente di An ha detto: 'Ha pagato pesantemente i suoi errori, errori che allora ci avevano sorpreso perche' lo conoscevamo come una persona mite, coerente ma moderata. Ha pagato e poi e' stato solo un padre affettuoso e, cosa che non guasta, un grande interista'. (ANSA).
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