News per Miccia corta

10 - 01 - 2007

Lecce, Curcio sale in cattedra. Il Polo insorge

(La Repubblica, MERCOLEDáŒ, 10 GENNAIO 2007, Pagina 31 – Cronaca)

 

Oggi pomeriggio il primo impegno: come direttore editoriale di "Sensibili alle foglie" presenta uno degli ultimi titoli della casa editrice

 

 il sindaco L'ex ministro Adriana Poli Bortone: "Non vedo cosa possa insegnare un personaggio come lui"

 

PIERO RICCI

LECCE - Arriva Renato Curcio e il Polo insorge. «Da quando gli ex brigatisti sono maestri di vita?», chiede il segretario nazionale dei Giovani di Forza Italia, Francesco Pasquali. A Lecce, dove Curcio arriva questa sera, ospite dell'Universitá , c'è poi il doppio attacco di Alleanza nazionale. Il sindaco del capoluogo salentino, Adriana Poli Bortone, ex ministro all'Agricoltura del primo governo Berlusconi e attuale segretario regionale del partito in Puglia, erige un muro: «Non vedo cosa mai potrá  insegnare un personaggio come lui». Non è da meno il senatore di An, Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Giustizia nella passata legislatura: «áˆ un'iniziativa assurda». «Assurda è questa interferenza brutale di un settore marginale della politica nazionale», replica Pietro Fumarola, ordinario di sociologia delle religioni a Lecce e autore dell'invito a Curcio.

Il fondatore delle Br, ora libero dopo aver scontato 28 anni in carcere, è a Lecce nella sua veste di direttore editoriale di Sensibili alle foglie, e alle 17, nell'aula Ferrari dell'Ateneo leccese, presenterá  "Il carcere speciale", uno degli ultimi titoli della casa editrice, che documenta l'esperienza degli inquisiti per banda armata e associazione sovversiva dentro al carcere speciale. Domani, invece, parteciperá  a un seminario sull'analisi istituzionale, prima dell'incontro del 12 gennaio a Barletta dove parlerá  della precarietá  sul lavoro e della generazione senza diritti con il segretario regionale di Rifondazione comunista, Nicola Fratoianni e Alberto Burgio della commissione lavoro della Camera dei deputati. «All'iniziativa di Lecce - spiega Fumarola - parteciperanno docenti di altri atenei italiani ed esteri in un naturale percorso di collaborazione che dura da vent'anni».

Ma il senatore Mantovano resta della sua idea e attacca il rettore Oronzo Limone: «Quanto sta per accadere non qualifica Renato Curcio: a ció hanno giá  provveduto i tribunali e la storia. Qualifica l'Universitá  di Lecce. Trovo l'iniziativa assurda ma trovo ancora piú sorprendente - continua Mantovano - che non un solo docente dell'Universitá  abbia levato la propria voce per dissociarsi. Sembra quasi piú semplice dissociarsi dal terrorismo che dalla vergogna. Se, come non mi illudo che accada, Ella ne ha ancora qualche residuo (di vergogna), risparmi all'ateneo - conclude Mantovano - l'umiliazione che sta per subire». Secondo Mantovano, «giá  disturba il frequente intervento sui mass media di ex brigatisti, poi "˜pentiti' o "˜dissociati', chiamati a commentare vicende attuali e simili a quelle da loro vissute, quasi da "˜cultori della materia', ma in questo caso - continua il senatore - l'Universitá  ospita il fondatore e, come si evince dalle sentenze pronunciate dall'autoritá  giudiziaria, colui che è stato il capo delle Brigate rosse; cioè, dell'organizzazione che, negli anni denominati "˜di piombo', non ha soltanto seminato lutti, ma ha portato il suo progetto eversivo fino al cuore delle istituzioni».

Un fuoco di sbarramento davanti al quale questa volta Curcio non si fermerá  come accadde tre anni fa quando il senato accademico dell'ateneo salentino giudicó «inopportuna» la sua presenza. E l'ex br, alla fine, rinunció. Questa volta, no. «Ma io continuo a ritenere inopportuna la sua presenza a Lecce e trovo sbagliato che, ancora una volta, sia stata l'Universitá  ad invitarlo», insiste il sindaco Poli Bortone. Ma nella sua stessa maggioranza, c'è qualcuno, come il capogruppo dell'Udc in consiglio comunale, Luigi Rizzo, che dissente: «Se uno come Curcio ha sbagliato, non puó pagare per tutta la vita».

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