News per Miccia corta

07 - 01 - 2007

SALVARE IL CONFLITTO CANCELLARE L`ODIO

(Liberazione, 7.1.2007)

editoriale di Piero Sansonetti

Esiste l'odio di classe, e' attuale, e' utile, e' compatibile - o
addirittura identificabile - con la politica della sinistra?
Queste domande erano ieri su molti giornali, per via di una dichiarazione
di Edoardo Sanguineti, che ' uno dei maggiori poeti italiani, ed e' uno
degli intellettuali piu' significativi dell'ultimo mezzo secolo.
Sanguineti e' il candidato della sinistra alle primarie dell'Unione a
Genova (in competizione con Marta Vincenzi, candidata - sindaca di
Margherita, Ds e altri).
Ed e' stato lui, l'altro giorno, a rilanciare una vecchia idea, che gia'
qualche mese fa aveva espresso sulle pagine i "liberazione".
L'idea e' semplice e un po' ruvida: Sanguineti dice che sarebbe utile
restaurare l'odio di classe, cioe' dichiarare la legittimita' di un
sentimento che svolge una funzione di impulso alla lotta di classe, e
dunque aiuta la politica della sinistra.
Perche' c'e' bisogno dell'odio di classe?
Perche' - dice il poeta - i potenti odiano i poveri e il proletariato deve
rispondere all'odio della borghesia con lo stesso sentimento.
"Il nemico di classe e' una realta'".
Sanguineti per sostenere questa tesi cita Walter Benjamin, grande pensatore
tedesco della prima meta' del '900, morto suicida nel 1940.
Io penso che sia possibile e legittimo esprimere il proprio disaccordo con
un poeta, anche se si ama molto qul poeta, il fascino di una vita e di un
pensiero coerenti, limpidi, anticonformisti, sempre arguti.
Capisco - credo - qual e' il succo del pensiero di Sanguineti.
E cioe' che non e' possibile immaginare la politica moderna - che pure si '
fatta assai piu' complicata di quella del secolo scorso - cancellando il
conflitto di classe.
Cioe' immaginandola come una pura competizione di programmi, ricette
economiche, capacita' amministrative, tecniche di mediazione, strutture di
finanziamento.
La politica - dice Sanguineti - comunque esprime lo scontro tra i grandi
interessi di classe, e spesso questi interessi non sono compatibili e
mediabili; di conseguenza, se avviene che su uno dei versanti di qeusto
scontro - quello borghese - c'e' piena consapevolezza del conflitto (e si
esercita "odio"), mentre dall'altro versante si tende a negare il
conflitto, e a progettare una politica di difesa dell'interesse generale,
cosa succede?
Che la partita finisce male, diventa una partita truccata e la squadra piu'
smaliziata - cioe' in parole semplici la borghesia - vince sempre.
Trovo che sia un ragionamento tutt'altro che infondati.
Guardate allo scontro politico di oggi.
Cosa avviene?
Con uno schieramento di centrosinistra che cerca la mediazione e la
conciliazione di tutti gli interessi, in nome di una specie di interesse
superiore e collettivo; e Confindustria - assistita da un robustissimo
schieramento di partiti, correnti, giornali, Tv - che punta solo a far
cassa, e chiede la sconfitta dei ceti piu' deboli e il ridimensionamento
dei loro diritti e dei loro strumenti politici (contratti di lavoro ,
sindacati eccetera).
E' chiaro che c'e' uno squilibrio.
E il problema va affrontato.
Con le sue forze modestissime questo giornale, per esempio, da molto tempo
denuncia questa situazione e la natura vera del rischio centrista che e'
esattamente questo: un assoggettamento della parte maggioritaria del
sistema politico agli interessi della borghesia, dell'impresa, della
rendita finanziaria.
Quello che non condivido della denuncia di Sanguineti e' proprio quella
parola - odio -che io, scusatemi, trovo orrenda.
Chiede il poeta: loro ci odiano, perche' noi non dovremmo ricambiare?
Io un perche' lo intravvedo.
Perche' il motivo principale per il quale noi - diciamo cosi': noi di
sinistra, noi che non amiamo il liberismo, noi che non crediamo al pensiero
unico e alla fine della storia, e della differenza tra destra e sinistra -
vorremmo smantellare il potere e il sistema politico della borghesia, '
esattamente la ripulsa per la gerarchia dei valori che quel sistema difende
e proclama.
E in quella gerarchia dei valori c'e' l'arricchimento, c'e' la
conservazione, c'e' l'odio.
L'odio per l'altro.
L'odio di classe - come concepito dalla borghesia - e' esattamente questo:
l'odio per l'altro.
Ed e' il massimo elemento di corruzione della civilta'.
Forse noi, per qualche investimento divino, abbiamo la possibilita' di
trasformare l'odio di classe "di sinistra" in qualcosa di diverso dall'odio
di classe "di destra"?
Forse - nella sua natura e nelle sue conseguenze - l'odio dal basso e'
diverso dall'odio dall'alto?
Non lo credo.
Io penso che la nostra forza politica possa derivare solo dal sapere
indicare la possibilita' di una lotta politica che esalti il conflitto - il
conflitto di genere, il conflitto di classe, il conflitto di culture - ed
escluda l'odio, lo consideri l'esatto opposto di un valore.
Piu' o meno, suppongo, e' la porta di ingresso alla nonviolenza.

 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori