News per Miccia corta

31 - 12 - 2006

Zapatero ha confermato l`interruzione delle trattative con l`ETA

Le ricerche all'aeroporto di Madrid

Vane le ricerche all'aeroporto dove ieri è scoppiata l'autobomba

 

Secondo gli esperti conteneva dai 500 agli 800 chili di esplosivo

 

Migliaia in piazza contro il terrorismo

 

 

 

MADRID - Il governo ecuadoriano ha perso ogni speranza di ritrovare in vita i suoi due cittadini considerati dispersi dopo l'attentato dell'Eta all'aeroporto madrileno di Barajas, con un'autobomba imbottita, sembra, con oltre mezza tonnellata di esplosivo. Polizia e vigili del fuoco continuano tuttavia a cercarli tra le macerie del parking del Terminal 4.

 

La seconda auto. Intanto gli inquirenti hanno individuato una seconda auto che inizialmente si pensava fosse dell'Eta. Tanto che era stato attivato l'allarme di evacuazione in aeroporto. Il ministero dell'interno ha successivamente smentito che il veicolo sia stato usato dall'organizzazione basca.

 

Quito: poche speranze per dispersi. Quanto ai due dispersi i media citano dichiarazioni del ministro degli esteri ecuadoriano Francisco Carrion a Quito il quale ha indicato di aver perso la speranza di trovare con vita i due giovani, dopo una telefonata del suo collega spagnolo Miguel Angel Moratinos. Fonti del ministero degli esteri a Madrid hanno tuttavia sottolineato che Moratinos non ha confermato a Carrion la morte dei giovani. Diego Estacio Civizapa di 19 anni e Carlos Alonso Palate di 35, essere le prime vittime dell'Eta dopo piú di tre anni.

 

Dai 500 agli 800 chili di esplosivo. Secondo il vicepresidente della regione di Madrid Ignacio Gonzales, l'autobomba esplosa ieri conteneva fra 500 e 800 chili di esplosivo. Gonzalez, citato dalla emittente basca Eitb, afferma che le autoritá  sono giunte a questa conclusione sulla base dei danni provocati dalla deflagrazione che ha causato 40.000 tonnellate di macerie in un'area di 70.000 metri quadrati. E' "molto difficile" che vengano ritrovati superstiti, ha aggiunto un portavoce dei servizi di soccorso spagnoli.

 

Le informazioni di Gonzalez contrastano con quelle fornite stamane dai media e che indicano in 200 chili l'esplosivo contenuto nel furgone Renaul Traffic. Ma altre fonti avevano giá  parlato di 500 kg. Se il dato di Gonzalez fosse confermato si tratterebbe della maggiore quantitá  mai fatta esplodere dall'Eta. Bisogna infatti risalire al 1991 all'attentato contro una caserma della Guardia Civil nella regione di Barcellona per trovare un ordigno con 250 chili di esplosivo che provocó la morte di nove persone.

 

 

Zapatero in difficoltá . L'attentato ha spinto ieri il premier Jose Luis Rodriguez Zapatero ad annunciare la sospensione di qualsiasi dialogo con "la banda terrorista". Ma il Partito Popolare giudica insufficiente questa misura e chiede la "rottura definitiva" di qualsiasi contatto con gli indipendentisti. Il leader del PP, Mariano Rajoy, citato dall agenzie, ha definito "ambigue" le parole del premier. Zapatero ha infatti sempre giustificato la sua volontá  di dialogo con il fatto che "da piú di tre anni l'Eta non ha fatto vittime". Rajoy ha chiesto senza mezzi termini "la rottura definitiva del processo di dialogo", mentre oggi una manifestazione con lo stesso obiettivo è stata organizzata dalla principale associazione delle vittime del terrorismo, l'Atv, nel centro di Madrid.

 

La stampa spagnola titola in prima pagina su Zapatero che "sospende" il dialogo con l'Eta dopo l'attentato, ma i giornali conservatori (El Mundo, Abc, La Razon) sottolineano unanimemente che il premier "sospende ma non rompe il dialogo con Eta", mentre il quotidiano socialista El Pais titola il suo editoriale "Colpa dell'Eta".

 

 

Migliaia in piazza contro l'Eta. Per protestare contro l'attivitá  terroristica migliaia di persone, convocate dall'Associazione vittime del terrorismo (Avt), hanno manifestato oggi nel centro di Madrid chiedendo al premier di "rompere definitivamente" qualsiasi dialogo con Eta e il partito illegale Batasuna. La manifestazione alla Puerta del Sol, punteggiata da slogan per le "dimissioni Zapatero", ha avuto l'appoggio del Partito Polare (PP, opposizione di centrodestra).

 

 

Dimostrazioni sono state convocate dalla Federazione delle amministrazioni locali nella gran parte dei municipi spagnoli per protestare contro l'attentato.

 

Un invito a non seppellire definitivamente il processo di pace è venuto d'altra parte dal vescovo di San Sebastian Juan Maria Uriarte.

 

 

(Repubblica, 31 dicembre 2006)

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