News per Miccia corta

06 - 12 - 2006

Droga, un`ex br nella Consulta

(Corriere della Sera, 6 dicembre 2006)

 

 

 

 

 

 

 

Presentato ieri il nuovo organismo, è subito scontro su Susanna Ronconi

 

 

 

 

Maria Antonietta Calabró

 

 

 

 

ROMA "” La nuova Consulta nazionale sulle tossicodipendenze, presentata ieri a Palazzo Chigi dal ministro della Solidarietá  sociale, Paolo Ferrero, ha preso il via nel mezzo di una feroce polemica scatenata dalla presenza, tra i suoi settanta componenti, di Susanna Ronconi, ex brigatista anche se da molti anni operatrice e studiosa del problema delle dipendenze. Un nuovo caso, dopo quello del deputato Sergio D'Elia, nominato segretario della Camera, che aveva suscitato la protesta di Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco di Firenze ucciso dalle Br, contro gli incarichi istituzionali affidati ad ex terroristi.

 

La denuncia questa volta è partita da Maurizio Gasparri di An («il governo ricicla i terroristi») che giá  sette anni fa, esattamente il 5 dicembre del 1999 contestó la nomina della Ronconi da parte dell'allora responsabile del dicastero oggi guidato da Ferrero, e cioè da parte del ministro Livia Turco. Il ministero all'epoca smentí la partecipazione dell'ex br all'organismo ministeriale mentre ora Ferrero ha confermato e ribadito: Susanna Ronconi, ha detto il ministro, «ha titoli scientifici maggiori di altri componenti della Consulta». «Ronconi "” ha aggiunto Ferrero "” rappresenta il Forum Droghe, si è occupata per anni di comunicazione, collabora da dieci anni nel gruppo Abele ed è autrice di numerose pubblicazioni internazionali, è stata consulente di vari ministri. Non abbiamo alcun motivo per dire di no». A difendere la Ronconi è intervenuto Franco Corleone (Forum droghe) che punta il dito contro chi si accanisce per «puro spirito di vendetta» verso persone che hanno ammesso i propri errori. Don Luigi Ciotti del Gruppo Abele aggiunge: «Il passato non crei pregiudizi».

 

Ma la polemica non si è placata. L'ex ministro Carlo Giovanardi (Udc), ha posto il «problema morale e politico» di «troppi ex terroristi assassini elevati a incarichi istituzionali». Roberto Menia di An ha ricordato che Susanna Ronconi nel 1974 partecipó all'assalto della sede dell'Msi-Dn a Padova, in cui persero la vita due persone. Per Mario Landolfi, An e presidente della Vigilanza Rai, «è sintomatico che mentre le forze di polizia sono costrette a manifestare contro un governo che non tiene in alcun conto il tema della sicurezza, ministri e sottosegretari di Prodi si avvalgono nei propri staff della collaborazione di terroristi e fiancheggiatori». Ettore Pirovano, senatore della Lega, evidenzia che «ex terroristi si godono stipendi d'oro pagati dalla comunitá ». Qualche critica anche nella maggioranza: Silvana Mura (Idv) definisce quella di Ferrero «una scelta a dir poco criticabile e inopportuna».

 

Sergio D'Elia, ex terrorista esponente di Prima Linea, c'è giá  passato. Eletto deputato nella Rosa nel Pugno, nominato segretario della Camera, si è trovato davanti un muro d'indignazione. E ora commenta: «Sulla nostra fedina penale c'è ancora scritto "fine pena: mai". Come per gli ergastolani...». Quindi aggiunge: «áˆ una pena perpetua, extragiudiziaria, extra costituzionale, da scontare vita natural durante. Vale per noi ex terroristi, ma anche per il detenuto ignoto».

 

 

In allegato un commento alla vicenda del quotidiano "Il riformista"

 

 

 

 

 

 

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