News per Miccia corta

20 - 11 - 2006

Zincone risponde a Manconi

Rispondendo a Luigi Manconi, anche il giornalista Giuliano Zincone interviene sul "Foglio" sul libro "Una vita in Prima Linea" senza averlo letto: "purtroppo preamunt letture piú urgenti, Tex per esempio", scrive.
E cita un ricordo personale, quando a una festa romana vide uno degli autori dell'omicidio di Walter Tobagi: "vestito di bianco, ballava e teneva per il collo una bottiglia di spumante". Peccato che Zincone eviti di ricordare che quella persona, un cosiddetto "pentito", aveva "guadagnato" la sua immediata libertá  denunziando i suoi ex compagni e venendo poi strenuamente difeso dai magistrati milanesi di fronte alle proteste di Ulderico Tobagi, padre di Walter. Peccato anche che Zincone abbia tralasciato di indignarsi e protestare scrivendo ai quotidiani allorché negli anni scorsi quella stessa persona, appunto impunita, scriveva commenti su giornali di destra, quella stessa area cultural-politica (per la veritá , imitata su questo anche dalla sinistra) che contesta a chi ha invece scontato per intero le condanne la facoltá  di scrivere attorno alla propria esperienza.
Non hanno nulla da raccontarci, scrive Zincone, dovrebbero "scomparire nella vergogna". Affermazione legittima, ma anche apodittica, dato che il giornalista, impegnato nella lettura di Tex, evita di leggere libri di ex terroristi.
Forse è per questo che le cronache giornalistiche di quegli anni sono spesso tra i peggiori esempi, di fronte ai quali svetta in positivo anche la fonte Betulla del Sismi.
Pochi, tra loro, ebbero la luciditá  di riflettervi sopra e il coraggio di dirlo. Tra questi Paolo Mieli. Se Zincone avesse avuto il tempo e la voglia di aprire "Una vita in Prima Linea", a pagina 204, avrebbe trovato questa illuminante e onesta citazione del 1984 dell'attuale direttore del Corriere:
«Che inchieste sono mai quelle che ci capitano ormai quotidianamente sotto gli occhi e ricalcano anche nel lessico i verbali giudiziari? Che lavoro giornalistico è piú quello di chi non ascolta con i propri orecchi i testimoni, non verifica alcunché con i propri occhi e spara sui giornali ció che gli han passato giudici e poliziotti? Leggiamo con attenzione la stampa, proviamo a contare quanti "casi" sono stati aperti negli ultimi anni su iniziativa di inchieste giornalistiche. Nessuno. E sí che quotidiani e settimanali continuano a essere pieni di scoop e rivelazioni. C'è qualcosa che non va in una situazione in cui i giudici hanno preso il posto dei giornalisti e questi si sono acconciati a far loro da addetti stampa».
Una volta un giornalista si sarebbe vergognato di scrivere attorno a temi non indagati scrupolosamente. Oggi si rivendica di potere e anzi dovere stroncare libri avendone letto solo il titolo. Complimenti.

in allegato scaricabile l'articolo di Zincone

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