News per Miccia corta

13 - 11 - 2006

Il Foglio insiste, ma il lettori non concordano

(Il Foglio, 11 novembre 2006)

 

 Al direttore - Uhmm, siamo proprio sicuri che quelli che oggi commentano i titoli della memorialistica dei protagonisti negativi degli anni Settanta siano persone migliori di coloro che quei libri li scrivono? A occhio, avrei qualche dubbio. E poi: uno che ha sparato e ucciso, è stato arrestato, processato, condannato, si è fatto la galera dovuta, che cosa dovrebbe fare? Buttarsi in un fiume con una catena al collo per avere incontrato un editor fesso?

  Alberto Abenante, via web

 Risposta del Direttore

Quanto alla prima questione, peraltro di tono ambiguo e sinistro, posso garantire che non è difficile essere stati migliori di quelli che lei con eufemismo fiacco chiama "i protagonisti negativi degli anni Settanta" (chi si sia nel profondo della persona è affare di morale laica e di fede religiosa che non tocca i giornali e le polemiche quotidiane). Quanto alla seconda, una volta per tutte. E' legittimo protestare per la dura stroncatura del libro di memorie di un terrorista e del suo titolo stupidamente e ferocemente ludico ("Una vita in prima linea", di Sergio Segio). Mi fa anche piacere che questo giornale abbia lettori giovani, che non conoscono presumibilmente quegli anni in modo diretto, non hanno il dovere di memoria personale, e si limitano al pur decisivo giudizio storico, e che sono tanto sensibili da prendersela a cuore, perché anche a me sta a cuore una forte, logica, cristiana, severa attitudine al perdono e alla piena cittadinanza per chiunque ne abbia il sacrosanto diritto, come Segio. Ma quello è un libro, quello è un titolo, quella è la giocositá  insultante di un calembour che fa male. Invece di ulteriori proteste, stucchevoli, mi aspetto una lettera di scuse ai lettori di Segio. La catena al collo la teniamo per l'editor.

 

 

 

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