News per Miccia corta

10 - 11 - 2006

Amato difende l'ex br Del Bello

(La Repubblica, VENERDáŒ, 10 NOVEMBRE 2006, Pagina 28 – Interni)

 

 

Il ministro dell'Interno invita la commissione a valutare "senza pregiudizi'' il collaboratore del sottosegretario Bonato 

"Il Senato lo ascolti, quando c'è pentimento puó esserci redenzione" 

   

ALBERTO CUSTODERO 

 

ROMA - «S'è pentito e redento. Quell'ex terrorista puó lavorare al Viminale. Sentitelo e valutatelo voi». Giuliano Amato, ministro dell'Interno, ha invitato i membri della commissione Affari costituzionali del Senato a convocare Roberto Del Bello (ex brigatista che oggi collabora con il sottosegretario all'Interno Francesco Bonato, di Rifondazione comunista), per rendersi conto dalle risposte del suo «reale cambiamento di vita».

«Un Paese a larghissima maggioranza cattolica - ha spiegato il ministro - dovrebbe essere convinto del valore della redenzione quando vi sia il pentimento per il male che puó essere fatto. Allora dico che dobbiamo valutare e vi chiederei: sentitelo». La commissione presieduta da Enzo Bianco - che deciderá  nei prossimi giorni se convocare l'ex brigatista - aveva chiesto chiarimenti ad Amato dopo che, con un'interrogazione, Francesco Storace, di An, aveva proposto la «rimozione» di Del Bello. Questa vicenda richiama il tema dell'opportunitá  di assegnare incarichi istituzionali a chi ha avuto un passato segnato da vicende giudiziarie. Quest'estate hanno fatto discutere i casi dell'ex militante di Prima Linea, Sergio D'Elia, deputato della Rosa del Pugno e segretario della Camera. E di Salvatore Ferraro - l'ex assistente di Filosofia del diritto condannato per favoreggiamento nell'omicidio di Marta Russo - che collabora con il presidente della commissione Attivitá  produttive della Camera, Daniele Capezzone.

Sono storie simili, anche se con sfumature diverse: D'Elia, infatti, è arrivato al Parlamento perché eletto. Ferraro è pagato dai Radicali. E Del Bello - obietta Francesco Storace - «pur avendo un passato di terrorista, presta servizio in un ministero delicatissimo sul fronte della lotta al terrorismo». La possibilitá  che Del Bello possa essere ascoltato non è stata giudicata positivamente dal presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Luciano Violante. «Mi sembra abbastanza singolare - ha commentato Violante - che una commissione parlamentare senta in udienza ufficiale un ex terrorista per sapere da lui se s'è sufficientemente pentito». «Non mi pare - ha aggiunto - che sia questo il suo compito. Credo che quella che doveva essere una forma elegante usata da Amato, sia stata presa sul serio».

«Amato - ha replicato Enzo Bianco, il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato - ha voluto andare oltre la questione di legittimitá  e opportunitá . E ha voluto sottoporre alla nostra valutazione anche l'aspetto umano di una persona che, con un passato ingombrante, ha dimostrato un pieno reinserimento nella societá ». A questo proposito il ministro dell'Interno ha invitato la commissione a «non avere pregiudizio. Ma a valutare la persona non facendo politica pro o contro, o usando strumentalmente questa caso come mezzo di un'azione politica». «Parliamo - ha spiegato Amato ai senatori della commissione - di un essere umano che vent'anni fa poteva essere con certi connotati, e vent'anni dopo puó presentarsi a noi come un cittadino che ha recuperato tutti i diritti che in principio spettano a ognuno di noi». 

I libri sono acquistabili in libreria o presso i rispettivi editori