News per Miccia corta

26 - 10 - 2006

«Parlare con l`Eta»: l`Europa con Zapatero

(il manifesto, 26 ottobre 2006)

 

 

Per un pugno di voti, nonostante la rabbiosa opposizione dei Popolari, il parlamento europeo approva uno storico documento di appoggio al negoziato nei Paesi baschi

 

Alberto D'Argenzio

 

Bruxelles

 

Per una manciata di voti, appena dieci, e dopo un'ora scandita dalla confusione e dalle polemiche che hanno portato a ripetere la votazione due volte, il processo di pace nei Paesi baschi fa un sospirato passo avanti. Un passo marcato dal parlamento europeo di Strasburgo ma che guarda a Madrid, alla speranza di aiutare Zapatero a sbloccare dei negoziati adesso piú che mai fermi. Batasuna, il braccio politico dell'Eta «illegalizzato» nel 2003, afferma che è un «giorno storico» e chiede al Psoe «audacia» nel proseguo del cammino di pace.

 

Qualcosa si muove grazie all'Eurocamera che ha approvato ieri una risoluzione comune firmata da socialisti, liberali, verdi e comunisti in cui si appoggia «l'iniziativa di pace nei Paesi baschi intrapresa dalle istituzioni democratiche spagnole nel quadro delle sue competenze esclusive»: 321 voti a favore, 311 contro e 24 astensioni. Un minuto prima era stata bocciata per venti voti una risoluzione firmata dai popolari e appoggiata anche dall'eurodestra in cui si chiedeva esattamente il contrario, ossia di sospendere il dialogo visto che «Eta non ha fatto i cambiamenti necessari» e che pertanto non si registrano le «condizioni fissate» nel maggio 2005 dal parlamento spagnolo per iniziare le trattative con il gruppo terrorista. La destra sottolinea anche «la mancanza di dignitá  morale e politica di fare concessioni pubbliche» ai terroristi. Martin Schulz, capogruppo socialista, ha ribattuto prima del voto: «Non ci chiudiamo, al contrario ci apriamo alla speranza, al perdono, alla pace e alla generositá ». Erano le parole di José Maria Aznar nel 1998, quando toccava a lui e al suo partito provare - infruttuosamente - la via della pace. Ora i popolari preferiscono sabotare la speranza, con una certa facile retorica. «Come possiamo fidarci di Eta e Batasuna - l'intervento di Hans-Gert Poettering, capogruppo del Ppe - se dicono di volere la pace ma non hanno mai espresso una parola di scusa alle vittime?»

 

Posizioni inconciliabili che hanno disegnato i contorni di un parlamento europeo polarizzato sulle medesime coordinate registrate a Madrid. Va detto che prima del voto i socialisti hanno provato a cercare l'unitá  dell'assemblea raccogliendo l'invito del commissario agli interni Frattini a procedere senza divisioni per la fine del terrorismo. Ma niente da fare, di fronte alla negativa dei Popolari, gli altri firmatari della risoluzione comune - liberali, verdi e comunisti - hanno preferito andare avanti da soli raccogliendo un successo di minima. Che è pur sempre un successo, anche se da Madrid il Partido popular punta a negarlo: «Zapatero non è riuscito a chiudere in un angolo il Pp - afferma il suo segretario Angel Acebes - visto che il 50% del parlamento europeo ha votato contro il processo di pace». Il risultato, per Acebes, è comunque una «barbarie» visto il furto in Francia il lunedí sera di 350 pistole da parte di Eta che indica come il gruppo «non abbia intenzione di abbandonare le armi».

 

Assolutamente soddisfatti invece i socialisti spagnoli, il presidente del parlamento Josep Borrell (socialista spagnolo), i partiti baschi e anche la presidenza finlandese: «Siamo a favore di tutte le misure che abbiano l'obiettivo di fare in modo che Eta rinunci alle armi». Zapatero incassa quindi l'appoggio dei 25, un appoggio comunque giá  espresso nei vertici di marzo e giugno. Giudizio positivo anche da Batasuna, presente ieri a Strasburgo con una manifestazione di 200 persone. «E' importante che la Ue entri nel processo di pace - sottolinea il dirigente del partito basco Joseba Alvarez - tutti a parte il Ppe hanno appoggiato il dialogo come metodo di soluzione. Ora chiediamo al Psoe di avanzare con piú audacia».

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