News per Miccia corta

25 - 10 - 2006

Ungheria. Bertinotti alla Camera: I vinti di ieri sono ora vincitori

(la Repubblica, MERCOLED├í┼ĺ, 25 OTTOBRE 2006, Pagina 11 ÔÇô Esteri)

La commemorazione del presidente: "Fu una rivoluzione democratica, l'Urss ha una colpa storica"

   La destra applaude. I Comunisti: "Strumentalizzazioni" 

     Stefania Craxi: "Avrebbe dovuto dare ragione a mio padre e a Nenni" 

FRANCESCO BEI  ROMA - Dopo cinquant'anni pu├│ capitare che un presidente ┬źcomunista┬╗ della Camera si alzi in piedi in Aula per celebrare ┬źla rivoluzione nazionale e democratica d'Ungheria┬╗. E capita che riceva le lodi dei post-fascisti e la rampogna dei comunisti italiani, che lo invitano a ┬źlasciare alla storia il giudizio┬╗ sulla rivolta del "╦ť56. 

Dopo aver deposto una corona di fiori sulla tomba di Imre Nagy a Budapest, ieri mattina a Montecitorio Fausto Bertinotti ha celebrato i morti d'Ungheria rivolgendosi in modo solenne ai deputati: ┬źIn quest'aula - ha esordito - ci dividono analisi e giudizi politici sul "╦ť900, ma tutto questo non deve impedirci di condividere la verit├í┬á storica di quegli avvenimenti┬╗. Una verit├í┬á che Bertinotti condensa facendo propria la definizione di Nagy di ┬źuna rivoluzione nazionale e democratica┬╗. ┬źLa repressione da parte dell'Unione Sovietica - scandisce il presidente della Camera - si ├Ę macchiata di una grave e indelebile colpa storica: ha distrutto la speranza di una riforma democratica, ha calpestato i diritti di un popolo e i diritti della persona┬╗. Bertinotti ne trae ┬źuna lezione che vale per l'oggi e per il domani: il potere non pu├│ essere difeso, per nessuna ragione, senza e contro il consenso popolare┬╗. Il discorso del presidente si conclude con un omaggio agli insorti: ┬źI vinti di ieri sono i vincitori di oggi┬╗. Gli ex missini si spellano le mani. La Russa dichiara che ┬źle parole di Bertinotti sono oggi esattamente le mie┬╗. Giorgia Meloni considera addirittura ┬źstoriche┬╗ le parole del presidente della Camera. Forza e Italia e Lega non condividono tuttavia l'entusiasmo di An. Stefania Craxi si rivolge indignata a Bertinotti: ┬źIl suo sarebbe stato un gesto politicamente significativo se avesse detto che avevano ragione Craxi e Nenni!┬╗. Un altro forzista, Sergio Pizzolante, urla ┬źl'avete ammazzato voi Nagy┬╗ e viene ripreso dallo stesso La Russa: ┬źTroppo tardi questa indignazione, troppo tardi┬╗. Anche il leghista Bricolo non va per il sottile: ┬źL'unica cosa che possiamo dire a Rifondazione, ai comunisti italiani e ai Ds ├Ę vergognatevi, vergognatevi della vostra storia┬╗. Lo scontro prosegue condito da ┬źvergognati tu!, ┬źnazista┬╗, ┬źnazista sarai tu!┬╗, ┬źfoibe, foibe┬╗. Ma ├Ę quando prende la parola il comunista italiano Pino Sgobio che l'atmosfera si fa pi├║ tesa. ┬źNessuna lezione di democrazia pu├│ venire da chi affonda le sue radici nel fascismo - dice il capogruppo del Pdci - il ricordo dei fatti d'Ungheria non pu├│ essere strumentalizzato dagli eredi degli assassini di Gramsci e Matteotti┬╗. Sgobio se la prende, pur senza citarlo, con Bertinotti, lamenta la ┬źstrumentalizzazione politica┬╗ dell'anniversario e relativizza la repressione sovietica: ┬źI fatti d'Ungheria vanno collocati in quegli anni di guerra fredda, dove purtroppo si uccideva a Suez, in Grecia, in Corea, in Vietnam, drammi dove il socialismo e il comunismo c'entrano poco┬╗. E' la Margherita allora a difendere Bertinotti: ┬źSorprende - osserva Renzo Lusetti - l'ostinazione dei comunisti italiani nel non voler capire che veramente la storia ha dato ragione ai vinti di allora┬╗. 

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