News per Miccia corta

23 - 09 - 2006

Mesina, Feltrinelli e i servizi segreti

(il manifesto, 23 settembre 2006)

 Mesina, Feltrinelli e i servizi segreti

 Documenti del Sid Dalle carte desecretate gli incontri tra il bandito sardo e l'editore rivoluzionario.

Ma anche i rapporti del primo con l'ex servizio militare. Veritá  o depistaggio?

Costantino Cossu

Sassari
Graziano Mesina che riconosce di aver incontrato Gian Giacomo Feltrinelli durante uno dei suoi periodi di latitanza, tra la fine del 1967 e i primi mesi del 1968, durante un viaggio in Sardegna dell'editore milanese. E dice che cercarono di convincerlo a diventare il leader di un movimento rivoluzionario che avrebbe dovuto far diventare la Sardegna una specie di Cuba del Mediterraneo. E' quanto risulta da alcuni documenti del Sid, l'ex servizio segreto militare, acquisiti dalla Commissione stragi. Carte che sono state desecretate e il cui contenuto è stato rivelato ieri, durante un incontro pubblico a Sorgono, in Sardegna, dall'ex consulente della Commissione stragi Aldo Giannuli, docente di Storia contemporanea all'universitá  di Bari. Di un incontro tra Feltrinelli e Mesina si era parlato altre volte in passato, ma Mesina ha sempre smentito. Ora sembra che quel contatto trovi conferma documentale. Sembra, perché si tratta in ogni caso documentazione prodotta dai servizi in un periodo in cui falsificazioni e depistaggi erano all'ordine del giorno.
Cosí si legge nella trascrizione dei nastri di un colloquio tra il funzionario del Sid Massimo Pugliese e Mesina, avvenuto il 28 marzo 1970 in carcere e registrato all'insaputa dello stesso Mesina. Pugliese: «Vedo che lei ha giá  riconosciuto qualcuno, eh!?» Mesina: «Sí, ma non so come si chiamino...» Pugliese: «Non ha importanza! Riguardi bene questo. Lei sa chi è questo?» Mesina: «Non lo so». Pugliese: «Glielo dico io: questo è... questo che lei mi dice è molto importante! Sa chi è questo qui? Questo è Giangiacomo Feltrinelli». Mesina: «Lui, è senz'altro lui! Lo ricordo bene, ma non sapevo che fosse Feltrinelli».
L'interrogatorio prosegue con Pugliese che cerca di far dire a un Mesina piuttosto dubbioso qualcosa che possa avallare la tesi, sostenuta dai servizi, che Feltrinelli e gli anarchici milanesi erano i responsabili della strage di Piazza Fontana e di alcuni attentati precedenti. Un altro passaggio della registrazione è particolarmente rivelatore di che cos'era allora l'intelligence militare. Pugliese: «Stia tranquillo, Mesina, noi non roviniamo nessuno. Le ho detto che si tratta di anarchici... sono gli stessi che hanno fatto esplodere le bombe! Tredici morti o quindici! E finché lui (Feltrinelli, ndr) è libero... Perché è soltanto lui che bisogna fulminare, non altri! Ma sa quanta gente inguaia questo qui? E cosí le bombe alla Fiera di Milano... e cosí le bombe nei treni...» Mesina: «Ma che sia tutto lui, sempre lui...» Pugliese: «E allora chi? Dunque: un albergo dove lui è stato qui in Sardegna... quale albergo posso andare a cercare?» Mesina: «Non lo so. Davvero non posso aiutarla di piú. Non posso fare di piú». E' il 28 marzo 1970 quando questo colloquio viene registrato. Due anni dopo, il 15 marzo 1972, Feltrinelli muore in circostanze che restano oscure. Che i servizi lavorassero per fare dell'editore uno dei colpevoli di delitti che hanno ben altri responsabili dai documenti che ora saltano fuori risulta con un'evidenza agghiacciante. Ben la di lá  del ruolo che in tutta questa storia puó aver avuto uno come Mesina, la rilevanza storica - e politica - delle carte riportate alla luce da Giannuli sta nel mettere in evidenza non solo i metodi usati dai servizi, ma anche il ruolo di depistaggio che settori importanti del Sid giocavano in quegli anni.
Esiste una seconda trascrizione di un dialogo tra Pugliese e Mesina. E' del 26 marzo 1970, due giorni prima dell'altro colloquio tra i due. Qui Mesina dice di aver incontrato un gruppo di persone che gli proposero di diventare il leader di un movimento rivoluzionario e insieme separatista. Una «Sardegna rossa» prima base per una sollevazione piú ampia. Mesina non dice che tra loro c'era Feltrinelli. ma che c'erano anche «stranieri». Di piú Pugliese non riesce a sapere. Giovane e brillante ufficiale dei carabinieri, entrato nel Sifar guidato dal generale De Lorenzo e poi nel Sid, nel '70 Pugliese entró nella P2.

 

 

 

 

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