News per Miccia corta

13 - 07 - 2006

Intervista a Sergio D`Elia. Un mare di fango dalla CdL

(Corriere della Sera, 13 luglio 2006)

L'INTERVISTA / ¬ęLa mozione della Cdl contro di me? Un mare di fango. Eppure fui ricevuto da Berlusconi e Casini, Nania finanzi√≥ la nostra associazione¬Ľ

¬ęL'arresto mi liber√≥ da una vita insopportabile¬Ľ


D'Elia, il deputato ex terrorista: c'è chi ha usato il dolore dei parenti delle vittime


ROMA - ¬ęRicordo ancora quella giornata solare del maggio del '79. Una cella alle Murate di Firenze: il letto, il materasso, un lenzuolo e una coperta. Su quella branda ho potuto dormire per la prima volta dopo molti mesi il sonno pi√ļ tranquillo, quasi ristoratore. Ecco, l'arresto per me non √® stato un trauma. E' stato un momento di liberazione. Poi, √® iniziata la riflessione sulla lotta armata. L'ho fatto in una cella che diventava il mezzo di liberazione da una fase della mia vita ormai intollerabile e insopportabile¬Ľ. Il deputato radicale Sergio D'Elia parla lentamente, perch√© dal suo passato di terrorista di Prima linea, che ha pagato con 12 anni di carcere anche per il concorso nella tentata evasione dei suoi compagni dalle Murate e nell'uccisione del poliziotto Fausto Dionisi, emerge ancora il rimorso per aver contribuito a causare un'inutile scia di morti innocenti. D'Elia, 54 anni, entrato alla Camera con le liste della Rosa nel pugno e poi eletto segretario d'Aula, parla per la prima volta dopo che la Cdl ha tentato di sbarrargli la strada con una mozione ritirata solo all'ultimo minuto: ¬ęHanno sollevato un mare di fango con un documento giustizialista che poi ha travolto loro stessi perch√® √® esplosa la rivolta nel centrodestra¬Ľ.
D'Elia, eppure c'è chi ha giustamente invocato un maggior rispetto da parte sua per le famiglie delle vittime del terrorismo.
¬ęRispetto il dolore di chi √® stato colpito o privato del bene pi√ļ caro, che sia stato io a provocarlo o i miei compagni con cui ho condiviso ideali giusti e idee sbagliate. E' vivo in me il senso di responsabilit√°¬† per quanto di irreversibile e irreparabile la mia attivit√°¬† politica ha determinato nella vita delle persone colpite e delle loro famiglie. E mi rendo conto che pu√≥ essere umanamente impossibile accettare qualsiasi riparazione¬Ľ.
Di che segno √® stata la campagna lanciata da ¬ęLibero¬Ľ e raccolta dalla Cdl?
¬ęSono stato offeso e marchiato di infamia. Quello che non rispetto, anzi considero vergognoso, √® il commercio abusivo del dolore altrui, quello vero, irrimediabile dei parenti delle vittime, che ne fanno alcuni professionisti della politica¬Ľ.
Ma voi di ¬ęNessuno tocchi Caino¬Ľ e la Cdl non eravate in buoni rapporti?
¬ęI gruppi di An, con Nania al Senato, e Maceratini alla Camera, ogni anno ci hanno sostenuto finanziariamente diventando soci fondatori dell'associazione. Lo stesso vale per il gruppo di Forza Italia al Senato. Berlusconi mi ricevette nel '94 a Palazzo Chigi. Casini, estraneo all`iniziativa di Giovanardi, present√≥ il nostro rapporto annuale. Fini mi ha ricevuto a Palazzo Chigi. Questi sono dei fatti politici che ora sono stati messi in discussione con quella mozione¬Ľ.
Torniamo agli Anni '70. Come vi appariva Marco Pannella che poi alcuni di voi hanno seguito nell'avventura del Partito radicale?
¬ęPannella ci chiamava compagni assassini con un'espressione molto dura contro gli errori fatali dei nostri metodi ma anche carica di voglia di dialogo: noi rivoluzionari per odio, quindi violenti, loro rivoluzionari per amore del dialogo. Ci univa, per√≥, la non rassegnazione. Quindi, anche per uno come me, l'alternativa √® stata la non violenza gandhiana e pannelliana¬Ľ.
Un sindacato di polizia ha sollecitato le sue dimissioni. La vedova Dionisi ha chiesto ai politici che sono dalla sua parte di rinunciare alla scorta.
¬ęDel mio mandato alla Camera risponder√≥ con i miei atti parlamentari. Se mi √® consentito e se non sar√°¬† percepito come ulteriore offesa, lo far√≥ anche nei confronti di coloro che sono stati colpiti dal terrorismo. Credo che non sar√°¬† difficile per noi deputati della Rnp, se considero che gi√°¬† a met√°¬† Anni '70 il Partito radicale aveva deciso di destinare una parte del suo finanziamento pubblico alle famiglie delle vittime della polizia¬Ľ.
Ha mai pensato a dimettersi?
¬ęL'obiettivo non ero io. Puntavano la Rosa nel pugno, i radicali, la maggioranza. Si sono scatenati il 2 giugno perch√© in quei giorni arriva la grazia per Bompressi e Mastella parla di amnistia e indulto. Ecco, volevano legittimare un'operazione bassa e meschina usando le mie dimissioni¬Ľ.
E i suoi ex compagni, Corrado Marcetti e Nicola Solimano, ai quali è stato chiesto di dimettersi dalla fondazione Michelucci di Firenze?
¬ęA loro hanno chiesto di dimettersi dalla vita sociale stessa. E questo dimostra la strumentalit√°¬† di tutta l'operazione¬Ľ.
E lei come ne esce da questa battaglia?
¬ęNon intendo rimanere ostaggio della memoria, del mio passato, per quello che ho fatto e per quello che non ho fatto. Non intendo subire la maledizione del mito di Sodoma. Quello di una condanna a volgere lo sguardo all'indietro, marchiato a fuoco sulla pelle con una frase indelebile: ``Tu non cambierai mai``¬Ľ.
CHI √°ňÜ Sergio D'Elia √® nato a Pontecorvo (Frosinone) il 5 gennaio del 1952. √°ňÜ parlamentare della Rosa nel pugno e dal 30 maggio scorso segretario d'Aula. E' stato militante di Prima Linea
LA CONDANNA
Il 1¬į febbraio 1985 i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Firenze lo hanno condannato a 25 anni di reclusione per 31 capi d'imputazione, tra cui il concorso in omicidio dell'agente Fausto Dionisi

Dino Martirano

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