News per Miccia corta

06 - 06 - 2006

Segio: rispetto per i familiari delle vittime, solidarietá  a D`Elia



(La Repubblica,MARTED√°Ňí, 06 GIUGNO 2006, Pagina 14 - Interni)

L'INTERVISTA

Sergio Segio, ex Prima Linea: rispetto per i familiari delle vittime, ma sono solidale con D'Elia

``Abbiamo scontato la pena non chiedeteci la morte civile``



La presenza di ex terroristi nelle istituzioni rappresenterebbe la vittoria della democrazia sulla violenza politica
L'amnistia verso i reati di terrorismo sarebbe un gesto simbolico ormai, ma certamente di grande significato


ENRICO BONERANDI

MILANO - Sergio Segio ha una storia simile a quella di Sergio D'Elia: fondatore di Prima Linea, capofila del gruppo di dissociati dalla lotta armata, una lunga pena (22 anni) interamente scontata. Finora per√≥ ha preferito alla politica l'impegno nel sociale col gruppo Abele. Secondo Segio, le polemiche di questi giorni sono lo specchio di una societ√°¬† che non ha ancora saputo fare i conti con la propria storia. Una premessa alle sue riflessioni: ¬ęI famigliari delle vittime del terrorismo vanno ascoltati con rispetto e in silenzio: hanno il diritto di esprimere anche i giudizi pi√ļ duri¬Ľ.
Roberto Sandalo ha accusato in un'intervista D'Elia di essere responsabile di un fatto di sangue mai confessato.
¬ęUn'operazione calunniosa e ricattatoria che non mi stupisce, visto il personaggio¬Ľ.
Lei è solidale con D'Elia?
¬ęTotalmente. Anch'io ho passato quello che sta passando lui. Quando ero in regime di lavoro esterno, dovetti rinunciare alla direzione del giornale di don Ciotti, Narcomafie. Devo dire per√≥ che a quell'epoca, era il 1993, si alzarono in mia difesa voci significative, come quella del figlio di Carlo Casalegno. Oggi invece ci sono tanti silenzi, sembra si sia tornati indietro¬Ľ.
Olga D'Antona ha suggerito una sorta di autocensura, uno sforzo di equilibrio da parte degli ex terroristi.
¬ęCondivido molti concetti espressi dalla vedova D'Antona, ma non l'invito all'autocensura. Noi abbiamo scontato la nostra pena e sin dall'inizio abbiamo sostenuto che la lotta armata √® stata una tragedia e un errore. Non si pu√≥ condannarci ora alla morte civile, una pena che non sta scritta in nessun codice e che cozzerebbe con le ragioni che hanno permesso di sconfiggere il terrorismo¬Ľ.
Forse basterebbe che gli ex-terroristi stessero pi√ļ defilati per non creare scandalo.
¬ęMi sembra un tema misero. Che differenza farebbe? Al contrario, la nostra presenza nelle istituzioni sarebbe il simbolo della vittoria della democrazia sulla violenza politica. Ma purtroppo non c'√® in Italia la volont√°¬† di fare conti definitivi con i cosiddetti anni di piombo¬Ľ.
Sono persino approdati in tv sotto forma di sceneggiato.
¬ęI giovani non sanno niente di quegli anni, credono che la strage di piazza Fontana sia opera delle Br. Sta passando un'analisi storica superficiale e sbagliata, che vede il terrorismo come opera di gente che a un certo punto √® impazzita. Non siamo stati dei feroci e pazzi criminali, dimenticare il contesto sociale in cui agimmo impedisce di capire¬Ľ.
Il suo consiglio a D'Elia è quello di tenere duro?
¬ę√°ňÜ stato eletto democraticamente, e questo la destra, altrimenti cos√≠ garantista, dovrebbe ricordarlo. Spero che la sua vicenda potr√°¬† servire a riflettere su un pezzo della storia italiana¬Ľ.
L'amnistia anche per i reati di terrorismo è opportuna in questo momento?
¬ęGran parte delle pene sono state scontate per intero, e sono circa 50mila anni di carcere. Sarebbe un gesto simbolico ormai, ma di grande significato¬Ľ.

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