News per Miccia corta

16 - 05 - 2010

Mafia, svolta sulle stragi ``Ecco chi gestí i rapporti con i servizi segreti``

(la Repubblica)

 

Il mafioso sarebbe stato coinvolto anche nell'omicidio dell'agente Agostino
 
SALVO PALAZZOLO

 


PALERMO - Un nome ricorre in tutte le nuove inchieste sui misteri siciliani, dal fallito attentato all'Addaura all'omicidio del poliziotto Nino Agostino, alla strage Borsellino. Un nome racchiude, secondo i magistrati di Palermo e Caltanissetta, il segreto dei rapporti fra boss e servizi segreti. √°ňÜ quello di Gaetano Scotto, imprenditore edile e mafioso del clan palermitano dell'Arenella, che √® in carcere, condannato all'ergastolo per la strage Borsellino. Ma sul suo conto sono ancora tanti i misteri.
Di recente, i pm di Caltanissetta hanno saputo dal pentito Angelo Fontana che sarebbe stato proprio Scotto a fornire il detonatore che doveva far esplodere la carica piazzata davanti alla villa di Falcone, nel giugno 1989. Anche un altro pentito è tornato a chiamare in causa Scotto: Vito Lo Forte ha detto di aver saputo di un suo coinvolgimento nell'omicidio dell'agente Nino Agostino, che in quell'estate 1989 avrebbe scoperto collusioni fra poliziotti e mafiosi (forse, proprio all'Addaura). Cosí, anche l'inchiesta Agostino è stata riaperta, dalla Procura di Palermo.
Ancora a Caltanissetta, il nome di Scotto √® tornato nelle indagini sui mandanti occulti della strage Borsellino, del 19 luglio 1992: √® un dato ormai acquisito che fu Scotto (o almeno, il suo telefonino) a chiamare, il 6 febbraio di quell'anno, il castello Utveggio di Palermo, la scuola per manager Cerisdi che avrebbe nascosto una struttura dei servizi. Adesso i pm sono tornati a riesaminare i contatti telefonici di Scotto, gi√°¬† acquisiti e analizzati nel '94 dal vicequestore Gioacchino Genchi. Il costruttore Scotto si muoveva in una grande zona grigia di relazioni: c'erano mafiosi, ma anche persone al di sopra di ogni sospetto, come un ufficiale della finanza. Resta da scoprire la vera natura di quei contatti. Fra i nomi rilevati da Genchi (e ribaditi nel libro-intervista di Edoardo Montolli), c'√® quello dell'assicuratore Franco Mineo, oggi deputato regionale del Pdl. Interpellato da Repubblica, l'esponente politico dice: ¬ęAll'epoca, Scotto non aveva alcuna pendenza giudiziaria e io da 28 anni sono assicuratore. Nel mio quartiere, l'Arenella, tutti si rivolgono a me per una polizza. Anche Scotto l'ha fatto. Non c'√® alcun mistero¬Ľ.
Scotto era davvero un insospettabile dalla doppia vita. Da quando √® finito in carcere, nel 2001, dopo 8 anni di latitanza, si √® chiuso in un silenzio profondo. I magistrati stanno affrontando il suo enigma riesaminando le prime indagini sul periodo 1989-1992: sono saltate fuori tante lacune da far pensare a depistaggi. Venerd√≠, i pm di Palermo Di Matteo e Del Bene hanno messo a confronto il poliziotto Guido Paolilli, che √® accusato di aver distrutto l'archivio di Agostino, con alcuni ex colleghi: 21 anni dopo, non √® ancora chiaro chi partecip√≥ alle perquisizioni dopo il delitto. Dice Vincenzo Agostino: ¬ęMia moglie ha riconosciuto Scotto in una foto sul giornale, era uno di quelli che segu√≠ Nino all'aeroporto di Catania, prima della partenza per il viaggio di nozze. Quel giorno, mio figlio era preoccupato¬Ľ.

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