News per Miccia corta

15 - 05 - 2010

Sospeso il giudice Garzón

 

 (il manifesto)

 


Il giudice pi√ļ popolare di Spagna √® stato sospeso dall'esercizio delle sue funzioni. Dopo due ore di riunione straordinaria, con una decisione presa all'unanimit√°¬† il Consejo superior del poder judicial - l'equivalente spagnolo del nostro Consiglio superiore della magistratura - ha sospeso ieri Baltazar Garz√≥n dalle funzioni di magistrato dell'Audiencia nacional. La sospensione era obbligatoria, dopo il rinvio a giudizio di Garz√≥n disposto dal giudice del Tribunale Supremo, Luciano Varela, per il reato di presunto abuso d'ufficio nell'apertura dell'inchiesta sui crimini del franchismo. La decisione √® stata comunicata ai media dalla portavoce del Cspj, Gabriela Bravo. Il presidente dell'organo di autogoverno dei magistrati, Carlos Divar, ha annunciato la convocazione di una Commissione permanente per l'esame dei rapporti giunti al Csm sul possibile trasferimento temporaneo di Garz√≥n alla Corte Penale Internazionale, e se la sospensione sia compatibile da un punto di vista legale con l'eventuale autorizzazione al giudice per partire per l'Aja. Garz√≥n √® stato avvertito telefonicamente dal segretario del Csm della decisione del Cspj mentre era in corso, nella sezione istruttoria dell'Audiencia Nacional da lui presieduta, l'interrogatorio di un imputato nell'inchiesta di corruzione nota come ¬ęcaso Pretoria¬Ľ. Il giudice ha sospeso immediatamente l'interrogatorio e si √® astenuto dall'adottare ogni ulteriore atto giudiziario. Poco dopo √® uscito dall'Audiencia Nacional dove una cinquantina di manifestanti lo hanno accolto con cori a suo favore e lo hanno abbracciato. Noto in tutto il mondo per le sue inchieste su corruzione e violazioni dei diritti umani, Garz√≥n √® accusato di negligenza professionale per aver aperto nel 2008 un'indagine sui crimini della dittatura franchista. Secondo il giudice Varela, che ha accolto il ricorso di due gruppi di estrema destra, Garz√≥n √® andato oltre i suoi compiti ignorando l'amnistia del 1977 per i reati compiuti durante la guerra civile.

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