News per Miccia corta

15 - 05 - 2010

Senza salario, si dissangua per protesta e muore

(la Repubblica)



 
ADRIANO SOFRI

√°ňÜ successo a Napoli, dove il sangue fa miracoli. Ma non √® una storia napoletana, non solo, almeno. Non √® nemmeno una storia pazzesca. Vi sembrer√°¬† una pazzia se vi fermerete a titoli e sommari: ¬ęSi svena per il salario... Muore infermiera...¬Ľ. Poi per√≥ guardate quella registrazione su YouTube, e restate interdetti.
Lei è cosí normale, le cose che dice e il tono con cui le dice sono cosí persuasive - e intanto quello che fa, attorniata da compagne e compagni di lavoro, è cosí insopportabile - che la domanda vera diventa questa: come siamo arrivati al punto in cui un atto pazzesco viene pensato e spiegato cosí ragionevolmente? La domanda era questa giá  prima che la morte della signora la togliesse dalle cronache locali e la rovesciasse sulle prime pagine.
Ho letto, nei primi lanci di agenzia di ieri, che all'inizio della sua protesta Mariarca Terracciano aveva detto, mentre filmavano il suo salasso: ¬ęLo stipendio √® un diritto¬Ľ. Poi ho guardato il video. Aveva detto: ¬ęSecondo me, lo stipendio √® un diritto della persona¬Ľ. Non √® la stessa cosa. Certo, quel ¬ęsecondo me¬Ľ pu√≥ essere stato del tutto gratuito, un intercalare come altri: per√≥, riascoltato, vuol dire che un'ovviet√°¬† come ¬ęlo stipendio √® un diritto¬Ľ non √®, o non √® pi√ļ, un'ovviet√°¬†, non √® pi√ļ un'enunciazione oggettiva, √® diventata un'opinione. Secondo la signora Mariarca, 45 anni, infermiera alla ginecologia del San Paolo a Fuorigrotta, madre di due figli piccoli, lo stipendio √® un diritto. Dunque secondo altri no.
Anche togliersi ogni giorno 150 millilitri di sangue per rivendicare un diritto dovrebbe essere una pazzia, ovviamente, "oggettivamente". E l√≠ invece c'era una lavoratrice che stava di fatto obiettando: Secondo me, buttare il sangue √® un modo ragionevole di mostrare che c'√® chi gioca con la pelle, con la vita di chi lavora. ¬ęIl sangue √® vita¬Ľ, ha detto. Certo che si sente il colore di Napoli, l'Asl da diecimila dipendenti, la pi√ļ numerosa d'Italia, le espressioni dialettali - ¬ęButtare "ňúo sangue, jettare "ňúo sangue¬Ľ, che sono pressappoco sinonimi di lavorare - e proverbiali, ¬ęil lavoro fa buttare il sangue¬Ľ. E tuttavia il discorso di Mariarca T. non era dialettale. ¬ęForse pu√≥ sembrare quasi un atto di pazzia, per√≥ secondo me, √® un atto che dimostri che stanno giocando sulla pelle e sulla salute di tutti quanti¬Ľ. (Vorrei sottolineare quel congiuntivo, ¬ęche dimostri¬Ľ...). Non √® dialettale, e - ripeto: prima e indipendentemente dalla commozione per la morte di questa signora, e la disputa incresciosa sulle sue cause cliniche - si lega a una sequela impressionante di eccessi di legittima difesa da parte di persone che le risorse tradizionali e nobili del mondo del lavoro non sanno pi√ļ assicurare. ¬ęSciopero¬Ľ, aveva chiamato con naturalezza i proprii salassi e il proprio digiuno l'infermiera. Non aveva certo messo in conto di morire - solo di dare il sangue. E intanto, da un capo all'altro dell'Italia, ci sono operai restati senza lavoro e salario e piccoli imprenditori non pi√ļ in grado di far fronte alla responsabilit√°¬† per i dipendenti e le famiglie, che si ammazzano, per disperazione, o per stanchezza, o magari, come tanto tempo fa, quando ci si vergognava della propria inadeguatezza e delle porcherie altrui, per vergogna. Operai e tecnici che si accampano sulle ciminiere e sui tetti hanno fatto parlare di "nuove forme di lotta", e magari c'√® davvero qualcosa su cui fare affidamento, e non solo la corsa al rialzo per farsi vedere, per smettere di essere invisibili: anche Mariarca aveva girato il suo video per una televisione locale, e ora tutti lo guardano in rete, come si guarda un preannuncio, bench√© involontario, di morte. Ma queste lotte "estreme" sono pi√ļ probabilmente una retrocessione che una promessa, e non a caso ricordano gesta di prigionieri sepolti vivi che si arrampicano sui tetti e sventolano lenzuoli e gridano al cielo. Operai provetti che vanno a stare nella galera dell'Asinara, l'isolamento in un'isola di punizione. Ieri su questo giornale due pagine raccontavano il Call Center di Incisa Valdarno - Toscana, dov'√® bello vivere - in cui perfino un frustino serviva a galvanizzare la produttivit√°¬† dei lavoratori. ¬ęLavoravo in nero - raccontava una ex-dipendente a Laura Montanari - per 600 euro e in certi casi anche 13 ore al giorno, mezz'ora di pausa e se chiedevi di andare in bagno a volte c'era da discutere. Eppure non mi √® mai venuto in mente di andare al sindacato, di pensare che avevo dei diritti. Mi svegliavo la notte in preda all'ansia¬Ľ. Non le era venuto in mente che aveva dei diritti. Una frase terribile nella sua semplicit√°¬†, che fa da complemento e da conferma all'altra di Mariarca: ¬ęSecondo me, lo stipendio √® un diritto della persona¬Ľ. A lei era venuto in mente.
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