News per Miccia corta

14 - 05 - 2010

Ciancimino riconosce le spie che avevano rapporti col padre


 (la Repubblica)
 
 
 


PALERMO - «Il signor Franco? Ci chiediamo anche noi chi sia. Forse è un uomo di apparato», dice il magistrato della Dda di Palermo Antonio Ingroia riferendosi al misterioso personaggio che, negli ultimi 30 anni, avrebbe fatto da trait d'union tra Vito Ciancimino e pezzi delle istituzioni. E il figlio di Don Vito, che da tempo parla di quest'uomo ancora senza volto, adesso sembra pronto a condurre i magistrati alla sua identificazione. «Ho ritrovato un vecchio cellulare nel quale avevo ricopiato i numeri di quella Sim sparita e sulla quale c'era il numero del signor Franco. E lo porteró in Procura insieme ad altra documentazione che dovrebbe consentire anche la sua identificazione», ha annunciato ieri Ciancimino ospite della puntata di «Anno Zero» dedicata anche alla svolta nelle indagini sul fallito attentato dell'Addaura a Giovanni Falcone, con il coinvolgimento di uomini «buoni» e «cattivi» dei Servizi segreti, anticipata nei giorni scorsi da «Repubblica». E di uomini dei Servizi che avrebbero accompagnato il signor Franco a casa sua in tutti questi anni, Massimo Ciancimino ne ha riconosciuti giá  due negli album con le foto che gli sono stati mostrati dai magistrati di Palermo e Caltanissetta. Solo due numeri (il 5 e il 27) per Ciancimino visto che, per tutelare l'identitá  degli agenti, non gli è stata rivelata l'identitá . «Il 27 - dice ora Ciancimino - aveva un ruolo certamente importante visto che discuteva con mio padre anche da solo e mi è stato detto che è una persona molto ben quotata nei Servizi. Il numero 5, invece, è quella persona che, accompagnata da carabinieri, venne a casa mia mentre ero ai domiciliari e recentemente mi ha invitato a tacere e non aprire bocca e non escludo sia coinvolto anche nella spedizione di qualcuno dei tanti anonimi minacciosi che mi sono arrivati».
(a.z.)
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