News per Miccia corta

12 - 05 - 2010

``In carcere senza motivo, non dormo piú``

(la Repubblica)

 

Gugliotta visitato in cella da alcuni parlamentari. Segni di manganellate sulla schiena, su una coscia e sull'inguine
 
ELSA VINCI

 


 ROMA - «La mia unica colpa è avere una maglietta rossa. Quando mi hanno fermato hanno detto che ero il ragazzo che cercavano, con la maglietta rossa. E giú cazzotti, subito. Non ho capito niente. Io manco ci vado allo stadio. E so' della Lazio». Stefano Gugliotta mostra i segni delle manganellate sulla schiena, su una coscia, all'inguine. Adesso sorride con due denti di meno ai deputati, ai consiglieri regionali in visita a Regina Coeli. Il volto dopo sei giorni appare ancora tumefatto. I punti di sutura chiudono una profonda ferita sulla testa. Stefano è ancora in cella, nonostante il pestaggio è indagato per resistenza a pubblico ufficiale. Saranno i suoi venticinque anni, sará  quello che gli è successo ma passa le ore a interrogarsi sul senso della vita, sul caso, sulla fatalitá . Ha perso il sonno il giovane picchiato dai poliziotti la sera del 5 maggio dopo la partita Roma-Inter. Due dei presunti colpevoli sono stati identificati attraverso le immagini di un video amatoriale, ieri sera sono stati ascoltati in procura come testimoni, oggi l'iscrizione sul registro degli indagati per lesioni volontarie.
«In un giorno mi è cambiata la vita. E non riesco a spiegarmi perché... Perché sono ancora qui? Non so darmi pace». Stefano ricorda, ricostruisce: «Abito a quattrocento metri dallo stadio, ero con un amico e siamo andati al bar ma, quando siamo arrivati, stava chiudendo e cosí abbiamo deciso di tornare a casa mia. In via Pinturicchio gli agenti hanno fatto segno di fermarci. Non sono scappato. Perché avrei dovuto? Ho preso un pugno. Sono rimasto fermo perché so' grosso, peso ottanta chili. Pensavo al mio amico che è secchetto. Temevo che ci restasse, lí sotto le botte. Invece lui è riuscito ad andare e io sono finito dentro».
Nella cella del reparto medico dell'antico carcere romano, Stefano Gugliotta non dorme da sei giorni. I medici lo aiutano con i farmaci. Prende parecchi tranquillanti. «Non riesco neppure a guadare piú tanto la tv. Appena c'è una notizia di sport ritorna lo choc, rivedo tutto». Vanno a trovarlo Massimo Pompili deputato del Pd, Luigi Nieri, consigliere regionale di "Sinistra, ecologia, libertá ", Stefano Pedica dell'Idv, Patrizio Gonnella dell'associazione Antigone. A tutti chiede se è stato ritrovato il suo orologio, niente di prezioso ma glielo aveva regalato Flavia, la sua ragazza. «Studia danza. Stiamo insieme da un anno. Io le ho dato l'anello». Sorride ancora quando dice che ha visto i genitori, che lo ha «confortato» la mamma. Chi lo ha incontrato dice di averlo trovato tutto sommato sereno, saldo. «Patisce parecchio lo stress del carcere», dice l'onorevole Pompili. Sia lui che Pedica chiedono l'immediata scarcerazione. «áˆ assurdo che rimanga ancora in cella. Dietro le sbarre non ci devono stare gli innocenti».
Solidarietá  bipartisan. Il Viminale promette chiarezza ma il ministro Maroni ammonisce: «No ai processi sommari. Condanno la violenza ma anche gli attacchi indiscriminati agli uomini e alle donne delle forze dell'ordine». Oggi il procuratore capo Giovanni Ferrara, il pm Francesco Polino incontreranno gli investigatori per fare il punto e decidere sulla posizione di Gugliotta, pare si arriverá  a una richiesta di scarcerazione della stessa procura. A Trastevere sit-in, tutti con maglietta rossa.
In carcere per i disordini del dopo partita ci sono altre sette persone, due sono studenti fuori sede, arrivano da un paesino in provincia di Chieti, hanno 19 anni. «Eravamo andati a vedere la partita – dicono Stefano Carnesale e Emanuele De Gregorio – ci hanno fermati perché avevamo raccolto da terra un'asta telescopica utile per le bandiere. La volevamo usare per i mondiali. Siamo juventini non ultras». In infermeria c'è Daniele Luca con una vertebra rotta. Tutti si chiedono: «Che succederá  quando usciremo?». Hanno paura.
(ha collaborato Laura Serloni)

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