News per Miccia corta

03 - 05 - 2010

Gli Usa tornano in Vietnam. Per sminarlo

(Corriere.it)

 

Progetto da 400 mila dollari per bonificare i terreni dagli ordigni antiuomo piazzati durante la guerra 40 anni fa

Daniela Camboni


 

 

Alcuni degli ordigni giá  recuperati dai terreni che furono
 teatro dei combattimenti in Vietnam
Alcuni degli ordigni giá  recuperati dai terreni che furono teatro dei combattimenti in Vietnam
RIMINI - I primi 400.000 dollari sono giá  pronti. Certo, questi soldi non potranno mai risarcire quello che è stato, ma è sicuramente un modo per chiedere scusa. Giá  perché oggi, 35 anni dopo la fine della guerra in Vietnam, gli Stati Uniti tornano in quel Paese per bonificarlo dalle mine antiuomo. Quelle stesse mine che proprio gli americani nascosero a tradimento sotto il terreno e le coltivazioni di poverissimi contadini. Una volta che i campi - oggi ovviamente inagibili - saranno liberati, ci si pianteranno alberi di cacao.

OBIETTIVO CACAO - «Mines to Chocolate» in Vietnam (tradotto suona «cioccolata al posto delle bombe») è l'ultimo progetto dell' infaticabile associazione umanitaria americana Roots of Peace. Sono loro che dal 1997 ad oggi hanno sminato i campi traditori di mezzo mondo: una per una, hanno scovato e neutralizzato 100.000 mine. Dall'Afghanistan all'Angola, dall'Iraq alla Croazia. Un'enormitá , se si pensa a quanto sia difficile eliminarne anche solo una di mina. Un po' deprimente invece, quando ti dicono che in questo momento nel pianeta sono celate dove meno te l'aspetti qualcosa come 70 milioni di mine. La cosa bella di Roots of Peace è che ha dato un futuro alle popolazioni: al posto delle mine spuntano piantine di tè, vigneti, patate E adesso, il Vietnam con la cioccolata. Il clima è adatto. I terreni quelli giusti.

Lo stand di Roots For Peace
Lo stand di Roots For Peace
LA VERA GUERRA - «Quando si spengono i riflettori su un conflitto, comincia la vera guerra. Quarant'anni dopo l'intervento militare in Vietnam, i vietnamiti del 2000 muoiono o rimangono brutalmente mutilati tutti i giorni a causa delle mine. Sono soprattutto i bambini che magari non sanno neanche della guerra di 40 anni fa le vittime piú frequenti. Tanto è vero che adesso nelle scuole è stata introdotto un insegnamento ad hoc. La gente poi muore di fame perché non puó lavorare la terra»", scuote la testa Flavia Taggiasco, la responsabile europea di Rop: in questi giorni è a Squisito di San Patrignano, la rassegna delle eccellenze gastronomiche e delle esperienze umanitarie piú significative - per presentare gli ultimi risultati. Nella vita di tutti i giorni Flavia è una giornalista, è stata fino all'anno scorso a capo della Cnn Italia, adesso è capo redattore a Matrix. "Ero in Croazia per la Cnn e ho raccontato la storia di un bracciante – ricorda -. Aveva la terra, ma non la poteva coltivare e dare da mangiare alla sua famiglia. Preso dalla disperazione un giorno ha cercato di scoprire se c'era almeno una porzione sicura, è morto dilaniato. Da quel giorno ho deciso di impegnarmi in questa battaglia contro le mine».

TERRENO INFESTATO - Ma cosa troveranno gli americani in Vietnam 35 anni dopo? «Il 20% del paese è ancora contaminato – dice Taggiasco –. Roots of Peace sminerá  e pianterá  cacao nella provincia di Binh Phuoc. Sará  il primo progetto pilota poi si continuerá  fino al 2012 in altre aree del paese, specialmente in quella centrale di Quang Tri che è una delle piú ferite: l'80% del territorio è infestato da queste armi di distruzione lenta di massa. La cosa orribile è che le mine sono ideate non tanto per uccidere il nemico, ma proprio per infliggere dolore e disperazione per i decenni a venire e per far male anche a tanti bambini che in quel momento ancora non neanche nati» .

 

I PROGETTI NEL MONDO - A Roots of Peace sorridono quando chiedi quali saranno i prossimi progetti. In americano si dice: «This is the only business where you hope to go out of business», ovvero è l'unico lavoro dove speri di rimanere senza lavoro. Ma non è cosí. Intanto oggi l'associazione americana è uno dei partner internazionali di Good Goods, il circuito che riunisce tutte le realtá , in giro per il mondo, che sono riuscite in un'impresa che sembrava impossibile (ma piú che altro pericolosa): sostituire le coltivazioni di oppio e coca con i sani prodotti della terra: cacao e caffè come è successo per esempio in alcune regioni della Colombia, frutta, zafferano come stanno facendo in Afghanistan. Ora cercano spazio tutti insieme all'interno del mercato e nei canali commerciali: è per questo che si sono messi in vetrina in questi giorni a Squisito a San Patrignano. Fra due anni, grazie agli Usa, con loro ci sará  anche la cioccolata del Vietnam.

 

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