News per Miccia corta

29 - 04 - 2010

PRIMO MAGGIO. Il prefetto di Milano vieta il raduno dei neo-fascisti

(il manifesto)

 

 


Giorgio Salvetti

 


MILANO
Contrordine camerati. Sará  rimandato il raduno neofascista con torneo di calcetto e concerto in programma il Primo maggio al Lido di Milano per celebrare Sergio Ramelli, il ragazzo di estrema destra ucciso nel 1975. Lo ha stabilito ieri il prefetto Gian Valerio Lombardi. O meglio, Lombardi ha vivamente consigliato a Milano sport, la societá  che gestisce Il Lido, di negare lo spazio alla manifestazione per motivi di ordine pubblico. Probabilmente il raduno sará  solo spostato al 2 maggio. Ma almeno la festa dei lavoratori è salva. A Roma intanto la questura ha detto no alla manifestazione di Casapound e Blocco studentesco prevista per il 7 maggio intitolata «Giovinezza al potere».
Il divieto delle prefettura di Milano è arrivato dopo la riunione del comitato per la sicurezza cui ieri mattina hanno participato il sindaco Moratti, il presidente della provincia Guido Podestá , colui che ha dato il patrocinato alla manifestazione neofascista, e il questore Vincenzo Indolfi che in questi giorni è stato preso di mira dalla destra e da palazzo Marino. Dopo aver tollerato e avallato le celebrazioni neofasciste programmate provocatoriamente nella settimana tra il 25 aprile e il Primo maggio, Moratti e soci nei giorni scorsi hanno scatenato una dura polemica contro la questura sulle gestione della piazza del 25 aprile. Il primo cittadino di Milano, insieme al ministro La Russa, ha attaccato le forze dell'ordine colpevoli a suo giudizio di avere consentito al carro del centro sociale Cantiere di entrare in piazza Duomo durante la manifestazione della festa della Liberazione per contestare Podestá . E questo nonostante il fatto che polizia e carabineri qualche maldestra manganellata ai ragazzi del Cantiere l'abbiano data eccome. E senza considerare che i fischi a Podestá  e contro il raduno neofascista erano venuti non solo dagli «estremisti dei centri sociali», ma da migliaia di cittadini comuni che hanno voluto esprimere cosí il loro dissenso. A criticare la «mano morbida» delle forze dell'ordine quel giorno sono stati anche il Pd e la Camera del Lavoro di Milano che cosí hanno fatto il gioco della destra.
Ieri peró tutti hanno dovuto fare dietrofront. A partire da Letizia Moratti. «Non c'era nulla da chiarire - è il commento imbarazzante del sindaco dopo il vertice - visto che nella nostra cittá  non ci sono stati incidenti. Ho ringraziato le forze dell'ordine e chi le guida per l'impegno grandissimo che hanno messo il 25 aprile». La questura, infatti, deve aver preso male le critiche. A favore del questore si era schierato anche il leghista Salvini e pare, dunque, che l'attacco agli uomini di via Fatebenefratelli non sia piaciuto neppure al ministro Maroni. Da qui la decisione del prefetto.
E cosí il Primo maggio ci sará  come sempre la manifestazione dei sindacati al mattino e la Mayday dei precari nel pomeriggio. «Non hanno mai dato problemi», ha detto a sorpresa Lombardi. Ci sará  anche il concerto antifascista organizzato dal Cantiere. Ma non ci sará  il raduno per Ramelli. Gli estremisti di destra dovranno quanto meno rimandarlo. Come se non bastasse Moratti ha dovuto rimangiarsi anche l'ordinanza con cui voleva lasciare aperti i negozi il Primo maggio, una scelta che aveva suscitato le critiche di sindacati e curia.
A Roma, invece, il no al corteo del 7 maggio è arrivato dopo la presa di posizione delle forze di sinistra e dell'Anpi. Casapound e Blocco studentesco peró minacciano di sfilare comunque da piazza della Repubblica alla Bocca della veritá . La richiesta di rinunciare alla manifestazione era stata fatta in modo informale, ma dato che gli organizzatori hanno risposto picche, si è proceduto al divieto ufficale.

 

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