News per Miccia corta

03 - 06 - 2006

Polemiche per l`elezione alla Camera di Sergio D`Elia ex PL

(dal Corriere della Sera, 3 giugno 2006)

Eletto con Rnp, fu condannato per concorso in omicidio dell'agente Dionisi. La replica: scriveró ai presidenti delle Camere per spiegare il valore della pena e del carcere

D'Elia, ex terrorista-deputato. E la moglie di una vittima protesta

La prima volta che mise piede alla Camera era il 16 marzo del 1986, durante un permesso di uscita. Piú tardi, commentó: «Passeggiando nel corridoio ``dei passi perduti`` di Montecitorio mi è venuto in mente quello ``dei passi sospesi`` a Rebibbia: c'è lo stesso silenzio». Oggi, Sergio D'Elia è parlamentare della Rosa nel pugno e segretario d'Aula a Montecitorio. Raggiunto al telefono, appare scosso dalle critiche che gli piovono addosso in questi giorni: «Sto scrivendo una lettera ai presidenti di Camera e Senato. Illustreró le mie ragioni, il senso e il valore che assegno alla pena, al carcere... Ma di questo non voglio parlare. Non ora. Per una questione di rispetto verso tutti». Il primo a protestare per la sua elezione è stato Carlo Giovanardi dell'Udc. Poi Mariella Magi, la moglie di Fausto Dionisi, l'agente di polizia ucciso a Firenze nel 1978 durante l'azione di un commando di Prima Linea che voleva liberare alcuni compagni dal carcere delle Murate. Di quell'operazione faceva parte anche D'Elia, poi condannato a 25 anni di reclusione per concorso in omicidio: ne sconta 12, dal '79 al '91. Nell'86 si iscrive al partito radicale assieme ad altri trenta dissociati dal terrorismo detenuti a Rebibbia. «Le Br dichiarino il tutti a casa - dice al Corriere in quel periodo -. Il carcere mi ha fatto pensare: ho capito che eravamo spinti da una pulsione di morte». Nell'87 partecipa al primo congresso del partito grazie a un permesso premio e diventa cosegretario dei radicali. Anni dopo, nel '94, fonda a Bruxelles «Nessuno tocchi Caino», associazione per l'abolizione della pena di morte nel mondo. Tra i presidenti onorari Emma Bonino, Furio Colombo, Francesco Rutelli ed Elie Wiesel. «Il mio angelo ispiratore è stata mia moglie, giá  deputata radicale e pacifista», racconta all'epoca. E la compagna di D'Elia è la scrittrice Maria Teresa Di Lascia, premio Strega nel '95 per Passaggio in ombra , morta per tumore, a 40 anni, dieci mesi prima della pubblicazione del libro. Sul palco, a ricevere il premio, sale Sergio. E i giornali titolano: «E un ex terrorista ritira lo Strega». D'Elia non gradisce: «Mi dispiace per Maria Teresa, che aveva grande senso della giustizia. Diceva: il colpevole, se davvero è colpevole, va condannato. Mai peró porre il marchio di infamia perpetua sul reo». Non la pensa cosí, forse, Mariella Magi, che oggi contesta la sua elezione a deputato: «Non credevo alle mie orecchie quando me l'hanno detto. Sono umiliata e disperata». Suo marito Fausto, quando fu ucciso, aveva 23 anni. Lei 22. La loro figlia, Jessica, due anni e mezzo. «La felicitá  della mia famiglia venne cancellata quel giorno. Finché D'Elia ha lavorato per la sua associazione non mi sono mai sentita offesa. Ma questo è troppo, è una roba scioccante. Protesteró con tutte le mie forze».

Angela Frenda
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