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News per Miccia corta

27 - 04 - 2010

Pasolini. I giovani, l`amore, il sesso. Viaggio nell`Italia anni `60

(la Repubblica)

 

 

 
Qualcuno si decide, risponde esitando Si avvicinano, borbottano, le braccia sulle spalle, volto contro volto. Risa e tenerezza
Qualcuno manifesta anche il timore che molti comportamenti ora verranno tollerati Verrá  meno una specie di ecosistema
 

 

MICHEL FOUCAULT


Come nascono i bambini? Li porta la cicogna, da un fiore, li manda il buon dio, o arrivano con lo zio calabrese. Guardate il volto di questi ragazzini, invece: non danno affatto l'impressione di credere a ció che dicono. Con sorrisi, silenzi, un tono lontano, sguardi che fuggono a destra e sinistra, le risposte a tali domande da adulti possiedono una perfida docilitá ; affermano il diritto di tenere per sé ció che si preferisce sussurrare. Dire "la cicogna" è un modo per prendersi gioco dei grandi, per rendergli la loro stessa moneta falsa; è il segno ironico e impaziente del fatto che il problema non avanzerá  di un solo passo, che gli adulti sono indiscreti, che non entreranno a far parte del cerchio, e che il bambino continuerá  a raccontarsi da solo il "resto". Cosí comincia il film di Pasolini.
Enquáªte sur la sexualité (Inchiesta sulla sessualitá ) è una traduzione assai strana per Comizi d'amore: comizi, riunioni o forse dibattiti d'amore. ሠil gioco millenario del "banchetto", ma a cielo aperto sulle spiagge e sui ponti, all'angolo delle strade, con bambini che giocano a palla, con ragazzi che gironzolano, con donne che si annoiano al mare, con prostitute che attendono il cliente su un viale, o con operai che escono dalla fabbrica. Molto distanti dal confessionale, molto distanti anche da quelle inchieste in cui, con la garanzia della discrezione, si indagano i segreti piú intimi, queste sono delle Interviste di strada sull'amore. Dopo tutto, la strada è la forma piú spontanea di convivialitá  mediterranea.
Al gruppo che passeggia o prende il sole, Pasolini tende il suo microfono come di sfuggita: all'improvviso fa una domanda sull'"amore", su quel terreno incerto in cui si incrociano il sesso, la coppia, il piacere, la famiglia, il fidanzamento con i suoi costumi, la prostituzione con le sue tariffe. Qualcuno si decide, risponde esitando un poco, prende coraggio, parla per gli altri; si avvicinano, approvano o borbottano, le braccia sulle spalle, volto contro volto: le risa, la tenerezza, un po' di febbre circolano rapidamente tra quei corpi che si ammassano o si sfiorano. Corpi che parlano di loro stessi con tanto maggior ritegno e distanza quanto piú vivo e caldo è il contatto: gli adulti parlano sovrapponendosi e discorrono, i giovani parlano rapidamente e si intrecciano. Pasolini l'intervistatore sfuma: Pasolini il regista guarda con le orecchie spalancate.
Non si puó apprezzare il documento se ci si interessa di piú a ció che viene detto rispetto al mistero che non viene pronunciato. Dopo il regno cosí lungo di quella che viene chiamata (troppo rapidamente) morale cristiana, ci si poteva aspettare che nell'Italia di quei primi anni sessanta ci fosse un certo qual ribollimento sessuale. Niente affatto. Ostinatamente, le risposte sono date in termini giuridici: pro o contro il divorzio, pro o contro il ruolo preminente del marito, pro o contro l'obbligo per le ragazze a conservare la verginitá , pro o contro la condanna degli omosessuali. Come se la societá  italiana dell'epoca, tra i segreti della penitenza e le prescrizioni della legge, non avesse ancora trovato voce per raccontare pubblicamente il sesso, come fanno oggi diffusamente i nostri media.
«Non parlano? Hanno paura di farlo», spiega banalmente lo psicanalista Musatti, interrogato ogni tanto da Pasolini, cosí come Moravia, durante la registrazione dell'inchiesta. Ma è chiaro che Pasolini non ci crede affatto. Credo che ció che attraversi il film non è l'ossessione per il sesso, ma una specie di timore storico, un'esitazione premonitrice e confusa di fronte a un regime che allora stava nascendo in Italia: quello della tolleranza. ሠqui che si evidenziano le scissioni, in quella folla che tuttavia si trova d'accordo a parlare del diritto, quando viene interrogata sull'amore. Scissioni tra uomini e donne, contadini e cittadini, ricchi e poveri? Sí, certo, ma soprattutto quelle tra i giovani e gli altri. Questi ultimi temono un regime che rovescerá  tutti gli adattamenti, dolorosi e sottili, che avevano assicurato l'ecosistema del sesso (con il divieto del divorzio che considera in modo diseguale l'uomo e la donna, con la casa chiusa che serve da figura complementare alla famiglia, con il prezzo della verginitá  e il costo del matrimonio). I giovani affrontano questo cambiamento in modo molto diverso: non con grida di gioia, ma con una mescolanza di gravitá  e di diffidenza perché sanno che esso è legato a trasformazioni economiche che rischiano assai di rinnovare le diseguaglianze dell'etá , della fortuna e dello status. In fondo, i mattini grigi della tolleranza non incantano nessuno, e nessuno vede in essi la festa del sesso. Con rassegnazione o furore, i vecchi si preoccupano: che fine fará  il diritto? E i "giovani", con ostinazione, rispondono: che fine faranno i diritti, i nostri diritti?
Il film, girato quindici anni fa, puó servire da punto di riferimento. Un anno dopo Mamma Roma, Pasolini continua su ció che diventerá , nei suoi film, la grande saga dei giovani. Di quei giovani nei quali non vedeva affatto degli adolescenti da consegnare a psicologi, ma la forma attuale di quella "gioventú" che le nostre societá , dopo il Medioevo, dopo Roma e la Grecia, non hanno mai saputo integrare, che hanno sempre avuto in sospetto o hanno rifiutato, che non sono mai riuscite a sottomettere, se non facendola morire in guerra di tanto in tanto.
E poi il 1963 era il momento in cui l'Italia era entrata da poco e rumorosamente in quel processo di espansione-consumo-tolleranza di cui Pasolini doveva redigere il bilancio, dieci anni dopo, nei suoi Scritti corsari. La violenza del libro dá  una risposta all'inquietudine del film.
Il 1963 era anche il momento in cui aveva inizio un po' ovunque in Europa e negli Stati Uniti quella messa in questione delle forme molteplici del potere, che le persone sagge ci dicono essere "alla moda". E sia pure! Quella "moda" rischia di rimanere in voga ancora per un po' di tempo, come accade in questi giorni a Bologna.


Traduzione dal francese di Raoul Kirchmayr